Donne produttrici: il vino italiano al femminile 17 | Pina Terenzi

6/5/2022 546
Pina Terenzi
Pina Terenzi

di Chiara Giorleo

Dopo una lunga serie sulle critiche di vino, il focus si sposta sulla produzione al femminile. Zone di ispirazione, stili produttivi e prospettive: ecco qual è l’approccio delle produttrici italiane.
Come membro dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino mi rivolgo alle produttrici di diverse regioni d’Italia per saperne di più.

Oggi lo chiediamo a Pina Terenzi

Nata nel 1971 a Serrone (Frosinone), è manager dell’azienda agricola familiare l’Azienda vini Giovanni Terenzi  che produce vini di alta qualità e olio extravergine di oliva.
L’azienda nel corso degli anni ’70, ha riscoperto, reimpiantato e messo in produzione un antico vitigno locale vicino alla
scomparsa, il Cesanese d’Affile; riuscendo nel 2008, insieme ad altri produttori, a far riconoscere al Cesanese del Piglio,
primo in tutta la regione Lazio, la Denominazione di Origine Controllata e Garantita (D.O.C.G.).
Il ruolo di Pina Terenzi nell’azienda è caratterizzato da competenza e leadership comprovate per la gestione di operatori
e collaboratori interni ed esterni all’azienda, affari amministrativi, organizzazione di eventi.
Membro dell’Associazione Le Donne del Vino; diventa Sommelier nel 2001 e consegue diverse specializzazioni relative
al ruolo delle donne nel turismo rurale e nell’imprenditoria femminile. Eletta Presidente Regionale Lazio
dell'Associazione Donne in Campo nel 2014, nel Giugno 2018 viene eletta Presidente Nazionale dall’Assemblea Elettiva
Donne in Campo.
Conduce l’Associazione con lo scopo di affermare la visione femminile dello sviluppo dell’agricoltura che è dotata per le sue caratteristiche della capacità di trainare il settore ad una completa sostenibilità (economica, ambientale e sociale) cosi come definita dall’Onu.
È membro del Copa-Cogeca (Comitato delle Organizzazioni Agricole e delle Cooperative dell’Unione Europea) dove rappresenta le istanze dell’Associazione Donne in Campo e delle agricoltrici italiane.
Sposata, un figlio; si divide tra l’impegno in azienda e quello nell’Associazione cercando, come tutte le donne impegnate, a non far mancare l’amore alla sua famiglia.

Quando e come hai iniziato a fare vino?
Non c’è una data precisa in cui posso dire di aver iniziato a fare vino, nasco in una famiglia di agricoltori e fin dal primo giorno mi trovo immersa in un mondo di vigneti, progetti e speranze.
Crescendo osservavo i miei genitori e vedendo la passione con cui svolgevano il loro lavoro ne restavo sempre più affascinata. Il progetto di un lavoro era il progetto di una famiglia. Terminati gli studi, intorno agli anni ’90, ho frequentato un corso di sommelier per ampliare le mie conoscenze nel campo vinicolo e della degustazione perché amavo l’idea di sviluppare l’enoturismo nel nostro territorio ed aprire le porte della nostra azienda agli appassionati per condividere le passioni, le emozioni del meraviglioso mondo rurale. È stata una sfida importante però ad oggi con la sala degustazioni che abbiamo realizzato in azienda fortunatamente questo sogno si è realizzato.

Quali sono i tuoi riferimenti o le tue zone di ispirazione in Italia e all’estero?
Per quanto riguarda il paesaggio e l’accoglienza sicuramente la Toscana, per l’estero non ho un paese di ispirazione credo che l’Italia in storia vitivinicola, tecnologie e amore per il territorio non abbia nulla da invidiare.

Credi che lo stile produttivo possa cambiare tra uomo e donna?
Sicuramente sì, le donne sono più propense a produrre nel rispetto delle risorse naturali, la maggior parte delle aziende biologiche sono al femminile, le donne hanno dato vita alla multifunzionalità aprendo le aziende e sviluppando il discorso dell’accoglienza con l’enoturismo e le fattorie didattiche facendo conoscere stili di produzione e stili di vita che oggi sono diventati essenziali per
veicolare il messaggio legato a ciò che si produce.

Qual è la tua firma stilistica?
Conosciamo bene il vitigno Cesanese, lo abbiamo studiato per anni, sperimentato, amato e ciò che vorremmo comunicare con i nostri vini prodotti da questo vitigno è la raffinatezza e l’eleganza che si possono raggiungere vinificando con amore e attenzione uno dei vitigni più difficili a livello enologico del Lazio. Unire eleganza e tradizione tipica della nostra terra è la nostra missione. Il vino è passione, emozione, storia di un territorio ma soprattutto amore di una famiglia per questo lavoro, se tutto ciò passa attraverso la degustazione sicuramente abbiamo raggiunto l’obiettivo.

Quali sono le maggiori difficoltà nel fare vino in Italia oggi? E quali i vantaggi?
In Italia si producono vini dalla qualità eccellente, ma per ottenere ciò c’è bisogno di molte risorse umane ed economiche, la morfologia del terreno ci impone spesso raccolte manuali, pensiamo alla viticoltura eroica della Liguria o delle zone montuose, lo sforzo è notevole e i costi importanti, fattori che ci pongono in una situazione di concorrenza non sempre vantaggiosa; però queste difficoltà, se ben gestite, si trasformano anche in punti di forza che rendono unico il prodotto italiano tanto da renderlo inimitabile e unico vero patrimonio del food nostrano.

In che direzione sta andando il vino italiano secondo te?
Il vino Italiano è sempre stato un fiore all’occhiello della nostra produzione agricola, oggi nelle aziende c’è più consapevolezza nel produrre in modo sostenibile e la qualità, grazie alle nuove tecnologie di produzione e alla maggiore attenzione dei produttori alla natura ed al rispetto del pianeta con tutte le sue risorse, sta crescendo molto stimolando la curiosità di nuovi mercati che approcciano al vino Italiano. Non tenendo conto di questi ultimi due anni di pandemia, che hanno sviluppato una situazione particolare, le esportazioni crescono, la qualità migliora e la tutela dei vitigni autoctoni crea le condizioni per far sì che l’Italia diventi leader nel mondo rispetto alla produzione di vini di qualità ancor più di quanto non lo sia oggi.

Critiche e degustatrici: il vino italiano al femminile 1| Stefania Vinciguerra

Critiche e degustatrici: il vino italiano al femminile 2| Cristiana Lauro

Critiche e degustatrici: il vino italiano al femminile 3| Monica Coluccia

Critiche e degustatrici: il vino italiano al femminile 4| Elena Erlicher

Critiche e degustatrici: il vino italiano al femminile 5 | Chiara Giannotti

Critiche e degustatrici: il vino italiano al femminile 6 | Divina Vitale

Donne produttrici: il vino italiano al femminile 7 | Marianna Cardone

Donne produttrici: il vino italiano al femminile 8| Annalisa Zorzettig

Donne produttrici: il vino italiano al femminile 9| Miriam Lee Masciarelli

Donne produttrici: il vino italiano al femminile 10| José Rallo

Donne produttrici: il vino italiano al femminile 11| Marilisa Allegrini

Donne produttrici: il vino italiano al femminile 12| Chiara Soldati

Donne produttrici: il vino italiano al femminile 13| Elisabetta Pala

Donne produttrici: il vino italiano al femminile 14| Elena Walch

Donne produttrici: il vino italiano al femminile 15| Barbara Galassi

Donne produttrici: il vino italiano al femminile 16 | Chiara Lungarotti

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