Guida| 51 ristoranti campani tra Napoli, Pompei, Ischia, Procida, Sorrento, Amalfi, Cilento per l’ultimo ponte


Amelia Mazzola

Oltre gli stellati, ecco le grandi possibilità offerte da 200 chilometri di costa campana per un pranzo dal quale si può uscire bene di palato, di tasca e di salute:-)

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NAPOLI

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Umberto

Massimo e Lorella Di Porzio e la pizza corricolo con mozarella e alici di menaica

Massimo e Lorella Di Porzio e la pizza corricolo con mozarella e alici di menaica

La Mattonella

La famiglia Marangio

Osteria La Chitarra

Giuseppe Maiorani e la moglie Annamaria

Donna Teresa

da sx Teresa, Luigi e Anna Sorvino, gli eredi di Donna Teresa

Da Carmnella

Da sx Carmnella, suo marito Salvatore Esposito (per 50 anni pizzaiolo al Trianon) il figlio Vincenzo e la moglie Lucia

 

L’Altro Coco Loco

Diego Nuzzo

Il Ristorantino dell’Avvocato

I Cardillo’s, Father &Son

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CAPRI
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Donna Rachele

Loredana Ascione

La Rondinella

I ravioli capresi della Rondinella, Anacapri

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ISCHIA
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Saturnino

Ciro Mattera e Stafania Coletta

Pietratorcia

Pietratorcia, Libera Iovine e Franco Iacono

Pietratorcia, Libera Iovine e Franco Iacono

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PROCIDA
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Caracalè

Marina di Corricella vista dall’alto. Qui giù c’è Caracalè

La Pergola

Ristorante La Pergola. Giandomenico Vagnati e il suo coniglio alla procidana

La Conchiglia

Procida. La Chiaia e Il ristorante La Conchiglia visti dall’alto

Il Gazebo

Salvatore Lauro

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POZZUOLI
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Abraxas

Nando Salemme

Bobò

Giuseppe Bruno, alias Bobò

La Catagna

A Catagna, Crescenzo ed Elio Della Ragione

A Catagna, Crescenzo ed Elio Della Ragione

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POMPEI
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Vincanto

President

Paolo Gramaglia e la moglie Laila

Giardino delle Esperidi

Gioacchino Nocera

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PENISOLA SORRENTINA
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Lo Stuzzichino a Sant’Agata sui Due Golfi

Mimmo De Gregorio

Le Tre Arcate a Piano di Sorrento

Alessandro Russo

La Torre a Massa Lubrense

Maria Aprea con Guglielmo Caccioppoli

La Conca a Meta di Sorrento

ristorante La Conca, la sala – immagine tratta da www.spaghettitaliani.com

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AMALFI E DINTORNI
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Lido Azzurro

Antonio Pisani, alias Bijoux

Osteria delle Sorelle Rispoli

da sx Marina con la sorella Enza

Da Gemma

Salvatore Milano

La Brace a Praiano

Praiano – immagine tratta da www.ondaverde.it

Bar Petit a Praiano

Donna Clelia e suo figlio Salvatore Ferraioli

Bacco a Furore

Erminia Cuomo, chef storica di Bacco a Furore – immagine tratta da www.cibando.com

Da Lorenzo a Scala

Lorenzo Apicella

Osteria Reale a Tramonti

Gigino Reale e suo padre Andrea

Antichi Sapori a Tramonti

Giuseppe Francese e Antonietta Mandara

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CETARA
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Al Convento

Pasquale Torrente

San Pietro

Francesco Tammaro

La Cianciola

da sx lo chef-titolare Vincenzo Giorgio, la responsabile di sala Annarita Criscuolo ed il secondo Salvatore De Pascale

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VIETRI SUL MARE
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Evù

Evu Vietri sul Mare. La squadra Gerardo Ferrari, Amalia, Riccardo Faggiano, Michele De Martino il cuoco

Pascalò

Pasquale Vitale

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SALERNO
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La Spagnola

La Spagnola, un angolo della sala

Lido Miramare

Lido Miramare, i tavoli sul mare

Osteria del Taglio

Osteria del Taglio: Mimmo Vicinanza e Ciccio Costantino

Osteria del Taglio: Mimmo Vicinanza e Ciccio Costantino

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PAESTUM E CILENTO
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La Pergola

Adriano e Giovanni Longo

Il Ceppo

Sabato Laureana

La Cantinella sul Mare

lorenza riccardi, violetta cheaga e alessandra carleo

Il Ghiottone

Maria Rina

Terra Mia

Terra Mia, dehors esterno

Da zia Addolorata

il ritratto di zia Addolorata

Paisà ad Agnone

Saria Di Lorenzo e Pasquale Tarallo

Saria Di Lorenzo e Pasquale Tarallo

La Chioccia d’oro

Giovanni Positano, La Chioccia d’oro

La Taverna del Mozzo

Taverna del Mozzo

Taverna del Mozzo, Davide e Assunta

20 Commenti

  1. Con un sorriso così invitante quanto meno a Pasqua bisogna fare visita a Giovanni della Chioccia d’oro!A tutti un sincero augurio ,per questo breve periodo di vacanze primaverili,di un completo e rigenerante stacco mentale bilanciato da un altrettanto impegno mandibolare:tanto ,e mi rivolgo sopratutto alle gentili signore,questa coda d’inverno allontana alquanto la prova costume a cui in seguito,con calma,potremmo pensare.FM.

  2. Mi spiace dissentire cn un paio di suggerimenti.sn stata a pranzo al s.pietro e…stendo un velo pietoso.od la torre e lo stuzzichino

  3. Spettacolare cucina di mare. Mi aspetto però una panoramica per la cucina di terra e dei monti, dove ci si può arrivare, parcheggiare e stare seduti senza stress a mangiare i prodotti della nostra terra!

  4. Non vedo il Ristorante Nonna Giulia di Lettere, lavora nel circuito della Slow Food Monti Lattari, la proprietaria si sta dedicando tantissimo alla valorizzazione dei prodotti del territorio, e alla rivalutazioni delle bellezze di questo paesino, ho partecipato a diverse serate create da lei con la Slow Food, e sono state tutte un successone, secondo me i giornalisti dovrebbero girare un pò di più e non segnalare sempre gli stessi locali, altrimenti si sente puzza di bruciato Ci sono diversi ristoranti che meritano, sicuramente questi segnalati meritano ma non tutti sono all’altezza. Questo è il parere di una semplice persona che ha piacere ad assaggiare il buon cibo e gira per i locali. Grazie

  5. bah , ho mangiato nel 90% delle location menzionate e vi posso assicurare che, a parte isolate eccezioni, il conto che vi presentano supera abbondantemente le 50 euro escl. vini e in molte si mangia anche male…..

    1. salve signor marcello credo di essere d’accordo con lei,anche se non capisco con quale criterio si definiscono queste liste…..sarei proprio curioso di conoscere i parametri…lei no?

  6. salve, senza voler togliere nulla al signor pignataro che in tempi remoti ho avuto il piacere di conoscere,credo che ci sia forse un poco di confusione.ho avuto e grazie a dio ho ancora la fortuna di conoscere e di aver mangiato nel 80 % dei locali sopracitati e vi posso assicurare che non si và al di sotto dei 50 euro ma molto più in alto,non mi sembrano molto convenienti a meno che non vi mangiate “la carta” e pure quella costa.non discuto sulla qualità solo perchè non voglio offendere nessuno ma avrei da ridire ( ritengo di essere stato nel giorno “no” in alcuni locali).in conclusione non sono affatto convenienti ma diciamo di fascia medio alta (aggiungendo i vini). se questo viene visto da chi percepisce uno stipendo dai 2500 euro in su ,può essere conveniente.io invece conosco stipendiati da 800 ai 1300 euro mensili e quindi questa “convenienza” ci viene preclusa. un piccolo post sui locali del cilento che conosco benissimo,ci sono locali dove si mangia moooolto meglio di quelli citati,varrebbe la pena farsi un giretto in più anche se so di sicuro che il dottor pignataro già conosce,e tra parentesi sono pure ” carastusi”….hahahahahahaha. sig. pignataro ma esprimo solo quello che penso e conosco.grazie

    1. Bah porelli coloro che prendono Pignataro per oro colato, spesso e volentieri ci rimettono le penne……

    2. Ecco il modo in cui non si dovrebbe mai intervenire: nomi, cognomi, indirizzi please dei locali preferiti
      Altrimenti viene il sospetto che siano solo schizzi di fango lanciati da chi non è nella lista.

  7. Mi stupisce l’assenza di ristoranti eccellenti della Costiera Amalfitana, come la Paranza, ad Atrani ed il Giardiniello, a Minori. Per quel che riguarda le colline Agerolesi segnalo La Selva (pizza superlativa) e Le Rocce.

  8. Ristoranti tra Napoli e Pompei non esistono.
    Grazie sono di Torre del Greco e vivo da anni a Carpi (Mo) ma torno ogni anno a Torre e mi sarei felice di conoscere qualche buon ristorente a Torre e dintorni ,
    Grazie ancora

  9. Nel cilento ne manca sicuramente 1 (a mio modesto parere il migliore) locato a Pioppi per il resto mi trovo molto d’accordo. Mitico Luciano. Con affetto Giuseppe

  10. beh ognuno ha il suo luogo del cuore, non si tratta certo di esempi inimitabili ma di eccellenze, ciascuno per la sua categoria. Mi spiace tanto dirvi che la Grande Donna Clelia Cuoca del Petit Restaurant sulla spiaggia di Praiano ci ha lasciati nel 2015, il figlio Salvatore va avanti con le ricette di sua madre e il pescato e l’orto ancora compito del padre. Questo è un mio luogo del cuore, insieme con le Sorelle Rispoli a Pogerola, dove l’atto del mangiare non è solo gusto pazzesco di genovese, alici fritte, parmigiana di melanzane etc, ma il gioioso divertimento di assistere ai continui battibecchi tra cucina e sala delle due sorelle ultrasettantenni Marina e Enza. Conosco la maggior parte di questi luoghi del cibo fatti da sapori ma soprattutto da persone fantastiche, che dire di Maria Rina del Ghiottone a Policastro, della famiglia Marangio dell’Osteria La Mattonella e l’Osteria La Chitarra di Peppe Maiorano e Carmnella nel cuore di Napoli o la Trattoria di Teresa al Vomero dalla fine dell”800? queste ultime sono per me persone che fanno parte della grande famiglia allargata che si è formata durante la scrittura della Guida alle Trattorie di Napoli: persone che se non ci vado da un pò, mi richiamano all’ordine o mi invitano per comunicarmi piatti nuovi o altre novità, mostrandomi orgogliosi, la copia del libro completamente sgualcita perchè la mostrano a tutti i clienti. E ancora il Convento di Pasquale Torrente che ormai è testimonial internazionale delle alici e della colatura di Cetara. Nella parte alta della costa d’Amalfi, Gigino Reale, grande produttore di vino e oste nel pieno senso del termine con suo fratello. il mio rifugio nei campi Flegrei, Abraxas di Nando Salemme e sua moglie Vanna Ambrosino. Nando incarna la perfetta fusione dei diversi ruoli di Oste, Ristoratore, gran conoscitore di prodotti non solo locali, oltre all’orto di famiglia e ai fornitori di fiducia, Nando e Vanna posseggono un camper con il quale girano l’Italia in lungo e in largo alla scoperta di nuovi formaggi, vini, legumi etc.e dulcis in fundo, finalmente rientrata a Ischia, dopo la chiusura del suo Il Melograno, oggi ai fornelli delle Cantine Pietratorcia dove, sprizzando gioia, che si riflette nei suoi piatti, è tornata alla sua inconfondibile interpretazione della cucina dell’isola verde, tra orto e mare, perchè, Ischia non tutti lo sanno, vanta storicamente una forte tradizione di piccola agricoltura. Non ho dimenticato gli altri dei quali conosco la cucina e il grande valore umano, ma non essendo stata nei loro locali non posso pronunciarmi. Prometto di colmare presto questa lacuna: ). quanto al rapporto prezzo qualità lo stesso va valutato in base alla tipologia di locale, trattoria, ristorante, stellati: il cibo e il vino non sono i soli elementi che rientrano nell’analisi di questo parametro; bisogna considerare il diverso livello di spese, il servizio, la carta dei vini, le materie prime etc. in conclusione prima di attaccare sul livello di prezzo o qualità dei locali, bisogna essere in grado di sape fare questo tipo di valutazioni, inoltre un articolo pubblicato su un blog non può superare la soglia di attenzione da parte del lettore, qui sono citati 51 locali, mi sembrano più che sufficienti per offrire una panoramica dei diversi tipi di offerta tra Napoli, le isole, la costiera e il Cilento. Per descrivere i numerosissimi locali della Campania ci sono gli articoli monografici dei tanti scout in giro per la regione che scrivono su questo sito, che non sarà di certo come qualcuno ha detto la bibbia dell’enogastronomia, ma senz’altro si trova ai primi posti nei siti di settore.

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