Le dieci migliori pizze margherite di Napoli | AGGIORNATA E CON I VOTI!

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pizza margherita
una pizza margherita divisa in quattro

Anche alla luce della classifica delle pizzerie sul Lungomare di Andrea Docimo, mi piace riproporre questa classifica personale aggiornata alla luce di numerosi feedback che va incontro al mio gusto perché esprime molto bene cosa significa, per me, il temine pizza: quando al palato la pasta si fonde con pomodoro e mozzarella, oltre che con l’olio, diventando una cosa diversa in cui ciascuna componente esalta le altre trasformandosi.
Tutto ciò che si allontana da questo concetto base è focaccia, alias margherita scomposta: da un lato il pane, dall’altro la farcia. E allora preferisco pane, mozzarella e pomodoro a crudo:-)
Voglio qui introdurre per la prima volta il concetto di punteggio nell’esaminare la pizza napoletana un po’ come si fa nel vino e darvi la personale classifica delle mie preferenze. Ovviamente parliamo di margherita anche se negli ultimi due anni la fantasia si sta sbizzarendo. Ma io quando vado in pizzeria chiedo sempre una marinara, poi una margherita e poi ne parliamo!

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1-Da Michele

margherita di Ciro Salv
Da Michele Via Sersale la Margherita a rota ‘e carro
  • La pizza napoletana senza se e senza ma, quella che ha determinato lo stile a ruota di carro e la tradizione da cui non ci si allontana. Impossibile dire di aver mangiato una pizza nella propria vita senza essere passati di qui, a due passi dal Corso Umberto e da Castel Capuano. Notate come non è coperta di latticino come avviene ormai nella maggior parte dei casi.
    Voto 100/100

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2-Ciro Oliva di Concettina ai Tre Santi

Pizza margherita ciro oliva
La margherita di Ciro Oliva
  • L’ennesimo miracolo della Sanità: una grande pizza di un giovane che ha le idee molto chiare su come muoversi. La pizza come vedete è a ruota di carro, gli ingredienti davvero e buoni e chiunque ci va torna entusiasta. In grande crescita
    Voto 97/100

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3-Francesco Martucci i Masanielli a Caserta

Francesco Martucci margherita
Pizzeria I Masanielli Francesco Martucci la margherita
  • La prima margherita fuori Napoli per me è questa. Un impasto soffice e aereo, straordinario per equilibrio in tutte le sue componenti, tra l’altro la prima in cui preferisco anche la bufala al posto del fiordilatte. La prima pizza a canotto:-)
    Voto 96/100

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4-Salvatore Salvo

margherita Salvatore Salvo
La pizza margherita di Salvatore Salvo
  • Ancora fuori Napoli, ancora una pizza da manuale, popolare, digeribile, equilibrata tra le sue diverse componenti. C’è anche molto studio e ricerca con il raggiungimento di un risulatto finale sempre più interessante. Il pregio di questa pizza è l’affidabilità: Salvatore difficilmente lascia il forno.
    Voto 95/100

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5-Sorbillo ai Tribunali

pizza sorbillo
Da Gino Sorbillo la pizzeria a Via Tribunali la pizza margherita nuova
  • Altra grande, grandissima margherita al prezzo popolare di 3,5 euro che tutti possono mangiare a patto di mettersi pazientemente in fila. Una bellissima esecuzione classica e una buona lievitazione ne fanno una margherita di riferimento.
    Voto 94/100

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6-Di Matteo

pizza margherita
Pizza margherita Di Matteo
  • Altro grande classico della margherita ai Tribunali con Salvatore che rinnova una tradizione iniziata nel 1936: un sapore preciso, di valore assoluto, che ne fa un must per chiunque voglia capire cosa significa pizza.
    Voto 91/100

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7– Capasso

la Margherita di Capasso
la Margherita di Capasso
  • A Porta San Gennaro una delle pizzerie più antiche del mondo, con una bellissima mano giovanile nella margherita molto interessante e promettente, essenziale e senza grilli per la testa.
    Voto 90/100

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8- Starita

Pizza margherita Antonio Starita
Pizza margherita Antonio Starita
  • Starita è sempre Starita, difficile che sulla margherita possa sbagliare un colpo: c’è sempre assoluta affidabilità nelle sue pizze.
    Voto 88/100

 

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9-Da Attilio

La pizza margherita da Attilio
La pizza margherita da Attilio
  • Fuori dai riflettori mediatici, la margherita di Attilio alla Pignasecca si differenzia un po’ dalle altre tre per le proporzioni e per una preparazione meno spinta. Ma l’equilibrio e la scioglievolezza sono perfette.
    Voto 87/100

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 10- Carmnella

Carmnella. Pizza margherita tradizionale
Carmnella. Pizza margherita tradizionale
  • Vincenzo Esposito ha dalla sua l’umitlà e la concretezza. Il padre per 50 anni è stato pizzaiolo al Trianon, lui ha avuto la capacità di aggiornarsi mantenendosi fedele alla tradizione senza voler stupire. Quando entrate lo trovate sempre lì, con la pala a infornare. Lontano dal cellulare.
    Voto 86/100

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Le migliori margherite di Napoli dunque per me hanno la radice in Via dei Tribunali dove si è realizzata la perfetta fusione tra panetto, latticino e pomodoro con l’olio. Questo stile elastico e scioglievole, quasi da bere, è la caratteristica della pizza napoletana.
E voi che ne dite? Sono troppo conservatore o troppo moderno per capire che il futuro ha sempre radici nel passato?

39 commenti

  • Laviero

    (10 aprile 2016 - 13:05)

    Condivido la classifica, personale com’è giusto che sia, ma io avrei portato più in alto STARITA per la sua peculiarità. Latitano, e me ne dispiace, PELLONE e CARMNELLA tutte e due in zona P.zza Garibaldi. Bon apetit.

  • Pasquale

    (10 aprile 2016 - 13:54)

    In questo articolo non si mensiona Pasqualino Russo (pizzeria Elite). Quella si ke e pizza la numero 1 nel casertano!!!

  • Antonio

    (10 aprile 2016 - 14:46)

    Come sempre bene i commenti ed anche (penso, non conoscendole tutte) la classifica. Avrei inserito -tra le prime tre!?- Ettore a Santa Lucia,anche se un po’caro.

  • Adolfo

    (10 aprile 2016 - 16:35)

    L’ultima volta che ho mangiato la margherita da Michele è stato due anni fa, proprio per rivedere a distanza di anni, com’era l’opera del pizzaiolo per antonomasia. Era immangiabile. La riproverò il prossimo inverno quando non ci saranno i turisti, perchè sono rimasto sconcertato dal suo voto. Tra l’altro Michele è quello che teorizza che la pizza va fatta con l’olio di girasole.
    Per me numero 1 il maestro Coccia , sugli altri due gradini del podio i fratelli Salvo di SanGiorgio e E’Parule di Ercolano.

  • Roberto Venezi

    (10 aprile 2016 - 17:37)

    Scusa caro Luciano ma la margherita del maestro Guglielmo Vuolo te la sei dimenticata ?

  • Luciano Pignataro

    (10 aprile 2016 - 17:44)

    Di Vuolo trovo superlativa la marinara

  • aois025

    (10 aprile 2016 - 18:15)

    Pellone ??? Una vera delusione..nemmeno tra le migliori 50
    Per il resto concordo…

  • elena mastrosimone

    (10 aprile 2016 - 18:20)

    Capasso non ci siamo.La cantina dei mille alla Stazione sottovalutata.

  • carlo

    (10 aprile 2016 - 19:04)

    io avrei inserito anche “Casa tua al duomo”che per prodotti qualitativi e digeribilità dell’impasto non è da meno

  • Stefano

    (11 aprile 2016 - 11:57)

    Per quello che ho provato io Da Michele non può stare al primo posto ma nemmeno nei primi 10. A parte questo mi trovo quasi totalmente d’accordo con posizione e voti.

  • cristiano

    (11 aprile 2016 - 13:45)

    Oggi come oggi: 1. 50 kalò 2. La Notizia 3. Sorbillo
    Outsider di qualità: La dea bendata e Vesi
    Tradizionale: Pellone

  • cristiano

    (11 aprile 2016 - 14:13)

    …E fuori città ovviamente Franco Pepe su tutti.

  • Enrico

    (11 aprile 2016 - 15:42)

    Caro Luciano capisco che è complicato fare solo dieci nomi ma onestamente mancano alcune pizzerie prestigiose che si distinguono per la genuinità , la bontà e la qualità degli ingredienti. Questa è una classifica forse di notorietà ma certamente non di bontà della pizza. Certamente Di Matteo ,Coccia ,Sorbillo meritano di essere presenti nelle prime dieci.
    Oggi se non investi in pubblicità sei tagliato fuori ma per chi conosce la città e non si fa guidare dalle mode non puo’ non segnalare la Pizza da Lombardi (via Foria) oppure Vesi (Vomero) che si si distinguono per la bontà del fior di Latte e del pomodoro . Provate a mangiare e capirete che significa qualità e ricercatezza nelle materie prime.

  • Axel

    (11 aprile 2016 - 16:10)

    Non si può non mettere in classifica Franco Pepe.

  • Mattia Mazza

    (11 aprile 2016 - 17:01)

    Tutte buone…tra le migliori anche la pizzeria Giglio ad Acerra…very good!

  • Giancarlo

    (11 aprile 2016 - 20:33)

    io menzionerei anche la Pizzeri del Popolo tra i grandi margheritisti.

  • maria

    (12 aprile 2016 - 18:57)

    Io aggiungerei anche “Carmnella”.L’ho scoperta da poco ma devo dire che fa veramente un ottima pizza,sia per l’impasto che per il condimento.

  • Stefano

    (13 aprile 2016 - 10:54)

    “Lady Pizza” a Marano di Napoli , prepotentemente tra le Prime della Classe ….provare x credere !

  • Raffaele

    (13 aprile 2016 - 13:39)

    Tutte pizzerie blasonate!! Nulla da eccepire; ma esistono realtà periferiche da testare che non hanno nulla da invidiare a quelle citate. La pizzeria GIGINO & FIGLI di Soccavo fa una pizza eccellente sotto ogni aspetto tant’è che dal lunedi’ al sabato fa sempre il pieno. Prego i signori recensori di andarla a testare in incognito.

  • LUCA82

    (13 aprile 2016 - 19:26)

    Tutte le pizzerie in classifica sono eccezionali, se facciamo una classifica
    specifica sulla margherita per me il podio se lo aggiudica:
    1° La Notizia – 2° Da Michele – 3° Sorbillo ai Tribunali -Ciro Oliva di Concettina ai Tre Santi- Ciro Salvo 50 Kalò.

    Se invece si vota per la migliore Pizzeria ( qualità di prodotti, digeribilità, varietà di gusti) per me il podio è questo:
    1° Ciro Oliva di Concettina ai Tre Santi- 2°La Notizia – 3° Sorbillo ai Tribunali – Genovesi- Starita

  • tonja

    (11 maggio 2016 - 01:11)

    Sinceramente oggi non si capisce piu niente troppi locali troppi fanatici.la pizza e soggettiva ogni persona piace in un modo

  • Giovanni

    (11 maggio 2016 - 01:25)

    Senza fare la mia classifica, dico solo che Ciro salvo merita di stare al primo posto. L’impasto può essere soggettivo (e per me è il migliore) ma la qualità degli ingredienti no e la differenza con Michele si vede. Ho trovato Enzo coccia un filo dietro a livello di impasto ma la sua capacità di abbinare gli ingredienti non è seconda a nessuno. Lui è stato il primo ad innovare e si vede, gli altri possono solo stargli dietro. Per concettina ai tre santi trovo che la pizza fondazione San Gennaro sia la pizza più “innovativa” (pur utilizzando ingredienti della cucina napoletana) e buona tra tutte.
    Manca vesi di pizza gourmet: la sua farina è nettamente superiore alle altre e tale da dare gusto e profumo superiore all’impasto.
    Pellone? Per favore, parliamo di cose serie

  • Marco

    (11 maggio 2016 - 02:07)

    Come si puo’ non menzionare Di Napoli a Fuorigrotta ?

  • Enzo Falco

    (11 maggio 2016 - 16:55)

    Proprio oggi a pranzo ho mangiato la margherita da I Masanielli a Caserta…. davvero notevole!

  • Leopoldo

    (11 maggio 2016 - 23:03)

    Secondo me,avendo vissuto nella zona storica,centrale di mercato di frutta e pesce,esattamente sopra le mura,anticamente,in via lavinaio,tra piazza mercato e corso Garibaldi precisamente questa stradina che entrando da corso Umberto,sfocia di fronte alla chiesa della madonna del carmine,li nei pressi di via sopra muro c’è Pizzeria Tutino,la trovate all’uscita della stazione vesuviana,alle spalle della pasticceria Carraturo,un altra perla di Napoli.Una pizzeria come tutte le altre,mi spiego,mettete a confronto una pizzeria che fa 500 pizze al giorno e una che ne fa 5000 per esempio,che differenza c’è’……..oppure il Bar Ottavio dove c’era una volta la stazione degli autobus a piazza Guglielmo pepe,con macina Kimbo,vi fa un caffè’ con tre F,perché’ il fuoco e il calore,hanno bisogno di stare sempre a temperatura,e se avete gli ingredienti giusti,allora sì che diventa Na rot e Carrett,o Na tazzulell e cafe’.

  • antonino iaccarino

    (12 maggio 2016 - 22:05)

    sign. luciano pignataro come pizzette commerciali la classifica e’ giusta ma qualitativamente non si salva nessuna, la farina che usano queste pizzerie costa 0,48 € al kg, una farina buona di vero grano costa 3€ al kg, una buona mozzarella non costa 4€ al kg ma 12€ al kg, l’olio da quale albero di oliva proviene, non e’ parliamo dei pomodori, latte da 5kg a 3€ per non parlare che ci sono una invasione di pomodori cinesi. Sono un appassionato ed in continua ricerca della qualita’ e ti posso assicurare che a me una margherita come prodotti mi costa 5€, c’e’ tanta differenza tra quantita’ e qualita’ peccato che per molti la Ferrari e’ un sogno.

  • ROBERTO

    (14 maggio 2016 - 17:51)

    egr Sig Luciano

    posso concordare al 80 % ma non inserire Lombardi di via foria tra le prime 5 e sbagliato

    assaggiando la pizza sente la leggerezza della pasta e la qualità dei prodotto utilizzati

    viva la pizza

    • Luigi

      (22 novembre 2016 - 15:05)

      Caro Antonino, la pizza, a Napoli, è il “cibo” popolare per eccellenza. E, il suo successo, lo si deve, oltre che alla bontà, alla sua semplicità. La Ferrari, sempre a Napoli, è mangiare senza alambicchi mentali e senza conti da bottegaio una qualsiasi buona pizza. Magari passeggiando o a volte scegliendone una a caso. Saluti.

  • enrico

    (17 maggio 2016 - 13:24)

    Il podio di Sorbillo mi sembra un po’ eccessivo a dir la verità.
    Se concordo appieno con lo stile “da bere” è però pur vero che il cornicione dovrebbe pulire il palato per preparalo al boccone successivo. Un impasto ben alveolato e cresciuto resta quindi essenziale. I Salvo sono ormai maestri in questo. Gino da invece molta meno soddisfazione (e ce ne accorgiamo già dalla foto in questo articolo).

    Ah, per la categoria fuori Napoli: il giovane pizzaiolo ucraino Volodymyr Pyeshkov al Foro dei Baroni (Puglianello) faceva scintille ed era sicuro da classifica. Ho appurato però che recentemente c’è stato un cambio di formazione. Non resta che provare le creazioni del suo successore e scovare dove sia finito il talentuoso Vlady.

    @antonio iaccarino: consigliaci dove poter andare in Ferrari!

  • gioacchino

    (22 maggio 2016 - 14:39)

    PIZZERIA FRATELLI CUORVO POMIGLIANO D’ARCO VIA ROMA

  • Michelangelo

    (22 maggio 2016 - 14:44)

    Mi scuso vado fuori tema. Sono stato recente da Sorbillo a Milano. Una grande delusione. Nulla che ricordi la pizza napoletama.

  • Nicola

    (21 novembre 2016 - 21:08)

    Nonna Nannina di Cava de’Tirreni dove la mettiamo?
    Posso dire di aver mangiato la migliore pizza come non mi capitava da anni.

  • Paolo

    (22 novembre 2016 - 02:16)

    A due passi dalla Reggia di Caserta nei pressi dell’autostrada Caserta nord…. c’è la Pizzeria il Folletto…. Casagiove via Roma 71… da provare…

  • Francesco

    (22 novembre 2016 - 07:57)

    Un saluto a tutti. Ritengo la classifica condivisibile e poi … è difficile in soli 10 posti. Ci sarà sempre una segnalazione di “questo” al posto di “quello” etc. ma lo scarto sarebbe minimo.
    Io mi soffermo sul titolo dell’articolo.

    Caro Luciano qui indiscutibilmente c’è l’errore, giusto è:
    Le dieci migliori pizze MARGHERITA di Napoli.

    Cordialità

  • salvatore

    (22 novembre 2016 - 10:14)

    Scusate ma come è possibile che venga pubblicato un articolo il 21 novembre e ha commenti di aprile?

    • Luciano Pignataro

      (22 novembre 2016 - 10:21)

      Perchè è stato aggiornato

  • Albano Paliotto

    (22 novembre 2016 - 15:16)

    Non sono d’accordo su questa classifica,innanzitutto come si fa a non menzionare pizzeria Pellone,nemmeno nei primi 10….50 Kalo’? la figlia del presidente? Pizzeria I Decumani? Pizzeria Gorizia? Io non le trovo affatto inferiori a quelle che stanno nei primi 10 posti in classifica!!!!

  • Gennarone

    (22 novembre 2016 - 15:22)

    Classifica molto opinabile.
    E’ stata aggiornata togliendo Ciro Salvo, che fa una margherita migliore di almeno la metà di quelle citate. Manca pure Gennaro Salvo, altra margherita top, e se vogliamo ancora più tradizionale perchè venduta solo a portafoglio.
    Manca Vuolo, margherita sicuramente migliore di molte di quelle citate.

  • luca

    (22 novembre 2016 - 15:22)

    “E voi che ne dite? Sono troppo conservatore o troppo moderno per capire che il futuro ha sempre radici nel passato?” (dal post). In questa conclusione del post c’è una visione personale(dell’autore del post) della grande pizza classica napoletane che condivido. Ma, attenzione, se poi si va ad approfondire il discorso c’è il rischio d’interpretare quelle parole in modi diversi. Perché ?
    Perché il blog, mi sembra, che in altri post non rispecchi questa posizione. Insomma, da attento lettore(e non da superficiale e veloce lettore in cerca di classifiche) leggo delle contraddizioni nei vari post del blog e il percorso è pieno di sterzate, inversiioni e frenate che devono tener conto, lo capisco, di diverse esigenze a volte poco conciliabili.
    Sulla classifica:
    1 rispecchia bene la visione a cui accennavo ma aggiungo:
    2 Tutte queste pizzerie sono buone e ottime pizzerie.
    3 Alcune le ho provate e vi ho riscontrato dei difetti, lievi, medi e gravi.
    4 Le classifiche risentono, TUTTE, di motivazioni personali, soggettive come, per esempio, l’indice di piacevolezza personale. Quindi sono relative: non possiamo far rivivere l’assoluto dopo che lo abbiamo demolito nel secolo scorso.
    5 Io penso, come alcuni commentatori hanno già detto, che un’ottima margherita si può mangiare in una delle centinaia di
    pizzerie semisconosciute o sconosciute(mediaticamente) che ci sono nell’area metropolitana partenopea.
    6 Penso che tra non molti anni le classifiche oggi egemoni sui food blog saranno profondamente rimodulate con la presenza di nuove leve che distanzieranno anche alcuni big presenti in questa classifica.
    7 E’ chiaro che finché la critica gastronomica delle pizze napoletane resta nelle mani dei napoletani sarà difficile avere delle recensioni non dico obbiettive al 100 per cento ma più vicine possibile alla realtà. Anche in questo settore si avverte l’urgenza di una rifondazione profonda a cominciare dall’anonimato. Ma, attenzione, è soltanto l’inizio,
    Il punto più importante e difficile sulla via del rinnovamento della critica gastronomica è L’INDIPENDENZA…dal marketing.

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