Le migliori pizze a Roma? La nostra classifica (sempre aggiornata) dopo le visite in anonimato

8/1/2020 169.9 MILA
La margherita di Pier Daniele Seu
La margherita di Seu Pizza Illuminati

di Virginia Di Falco

Pizza a Roma. Questa è una selezione – che si cerca con passione e costanza di aggiornare continuamente e dunque suscettibile di cambiamenti, a volte anche lievi, che spostano solo qualche posizione, come può accadere anche nei primi 5 posti, dove la variabilità e le variazioni in una serie di pizze (e pizzerie!) di livello alto sono davvero minime.
Si tratta dunque di 25 pizzerie molto buone della Capitale. Qualcuna molto vicina all’eccellenza.
Qualche precisazione. Cosa si intende per buona? Fermi restando i gusti personali che sono, per definizione, intoccabili e insindacabili, «buona» si declina attraverso alcuni criteri oggettivi che sono:

° una farina di qualità (o anche più farine, che vanno però sperimentate e provate, non messe insieme a casaccio o, peggio, per diktat modaioli)
° una buona idratazione della pasta e una lievitazione quanto più possibile naturale e accurata (non c’è altra via per ottenere leggerezza)
° ingredienti ottimi per il topping (che non vuol dire formaggio con latte della capretta di Heidi allevata in un monastero tibetano, ma un minimo di garanzia su selezione e stagionalità)
° cottura indovinata (se il forno è a legna le bolle bruciacchiate ci stanno, ma la pizza dovrà solo essere ben cotta, non quasi completamente nera, ovviamente)
° un rapporto equilibrato tra qualità e prezzo (equilibrato vuol dire rapportato sicuramente ai costi ma anche al fatto che una pizza non può avere il prezzo di un piatto di un ristorante bistellato)
° un locale accogliente. Una volta per tutte: fast food e street food non vuol dire «consumate presto e fate posto al prossimo!». Anche un pizzeria può – deve, se ha delle ambizioni di modernità – avere una sala organizzata e accogliente, con personale competente ed informato, e una selezione almeno decente di birra e vino.

Gatta Mangiona, la pizza Marzolina

Insomma, la pizza la si deve poter gustare tutta, cornicione compreso, e godere morso dopo morso della piacevole combinazione di pasta, farcitura e punto di cottura. Ma si deve anche dormire bene la notte dopo averla mangiata, senza svegliarsi per l’arsura della sete e, infine, sentirsi accolti in un posto gradevole con una sala organizzata per ricevere e non per distribuire cibo come nelle mense.
 La cosiddetta rivoluzione della pizza, come si sta avendo ormai da anni a Roma, Napoli – ma anche a Londra e New York – vuol dire proprio questo: resta un cibo povero, semplice, da strada, ma di qualità. Che mai e poi mai si traduce in cibo fatto male, né servito male.

E vediamo adesso a Roma quali sono i locali dove si può trovare una buona pizza, facendo un’ultima precisazione. In questa selezione abbiamo messo insieme tutte e tre le tipologie di pizza: napoletana, romana e quella in stile italiano (anche a spicchi, cioè ‘da degustazione’), cercando di giudicare innanzitutto la qualità della pizza nel suo complesso ma anche la struttura e il servizio.

1. SEU PIZZA ILLUMINATI
Siamo a Trastevere, e questa è la pizzeria fortemente voluta da Pier Daniele Seu e sua moglie Valeria, in una strada un po’ defilata rispetto al cuore turistico del quartiere, ma in una bella e spaziosa sala moderna, essenziale ed elegante. La pizza è sempre molto leggera, cotta perfettamente, con topping studiati ed originali. Il cornicione piuttosto pronunciato, ma praticamente etereo, si lascia mangiare che è un piacere. Fritti eccellenti, con i filetti di baccalà tra i migliori della capitale. Nota di merito, infine, per l’abbinamento di vini, birre e bollicine che accomapagnano dall’antipasto al dolce.

Seu Pizza Illuminati - Capricciosa, con prosciutto, carciofi, funghi e uova
Seu Pizza Illuminati – Capricciosa, con prosciutto, carciofi, funghi e uova


2. GATTA MANGIONA

Il locale di Giancarlo Casa, a 20 anni dall’apertura, continua a stare in vetta: nessuno come lui e più di lui ha lavorato a Roma per migliorare la pizza in stile italiano, liberandola dalle briglie di qualsivoglia etichetta. Un’idea di pizzeria completa, dove è possibile abbinare la pizza allo champagne, così come alle migliori birre artigianali. Una pizza di grande gusto e digeribilità, con decine di farciture, molte delle quali legate alla stagionalità ma anche alla fantasia del patron.

Gatta Mangiona, la margherita
Gatta Mangiona, la margherita

 

3. 180g PIZZA ROMANA, tra le novità più interessanti del 2018, sicuramente la più importante sul fronte della pizza romana tradizionale, quella ‘scrocchiarella’ sottile e croccante, che per la prima volta viene fatta oggetto di studio e ricerca, con l’obiettivo di riportarla in auge, pur rispettandone il carattere squisitamente popolare. Ad oggi, la migliore pizza romana della Capitale. L’operazione, sicuramente riuscita, è di Mirko Rizzo e Jacopo Mercuro già campioni di pizza al taglio; due giovani bravi, seri ed entusiasti.

Pizza Romana 180g, zoom su fiori e alici
Pizza Romana 180g, zoom su fiori e alici

4. IN FUCINA
E’ vero, c’è la questione del costo alto (in media dai 25 ai 30 euro a pizza), e la formula degustazione praticamente obbligata che non piace a tutti. Ma la pizza di Edoardo Papa,  ogni volta che ci torniamo, è sempre più buona, con impasto e topping superlativi. C’è poco da fare.

In Fucina, pizza con cicorietta selvatica, crema di ceci e alici di Cetara

5. ANGELO PEZZELLA PIZZERIA CON CUCINA, tra le aperture più recenti, grazie all’esperienza di Angelo Pezzella questa pizzeria sforna già pizze da campionato e ottimi fritti, tutto in una veracissima versione partenopea.

Angelo Pezzella Pizzeria con Cucina, 'O Cazon'
Angelo Pezzella Pizzeria con Cucina, ‘O Cazon’

6. SBANCO
Davvero una buona pizza questa di Stefano Callegari nel quartiere San Giovanni, ben cotta, farcita con ottimi ingredienti, un menu studiato e collaudato, che regala anche piacevoli sorprese fuori carta, come ad esempio la stagionale con carciofi, pomodori secchi e caciofiore di Columella. Una bella sala moderna, con servizio più che rodato e grande vivacità nella carta delle birre.

Sbanco, pizza carciofi e caciofiore


7. SFORNO
Le classiche del maestro Stefano Callegari, a partire dalla ‘cacio e pepe’ e dalla ‘ Greenwich’, con blue stilton e riduzione di Porto, ma anche le nuove stagionali come la ‘Anacapri’ lanciata nell’estate 2017, tutte sempre ben eseguite. E ben servite.

Sforno, la pizza Anacapri
Sforno, la pizza Anacapri

8. I QUINTILI Una delle aperture più recenti (inizio 2018) ma anche più clamorose per numeri e successo ottenuti. Marco Quintili ha lavorato sodo, non trascurando la fase importante della formazione e alla fine propone una pizza (e una favolosa batteria di fritti) che vale “il viaggio” verso la periferia di Tor Bella Monaca.

Pizzeria I Quintili, la Deliziosa
Pizzeria I Quintili, la Deliziosa

9. PICCOLO BUCO. A due passi dalla Fontana di Trevi un piccolo grande miracolo: una pizzeria con cucina che non cede alla tentazione facile del locale turistico e propone una bella selezione di prodotti regionali da tutta Italia. Nell’antico forno a legna del 1916, e in una sala appena rinnovata,  una ottima pizza – tipologia “a canotto”, cioè dal cornicione molto pronunciato – farcita con eccellenti ingredienti.

Piccolo Buco, pizza con cicoria e salsiccia secca
Piccolo Buco, pizza con cicoria e salsiccia secca

10. I BELCASTRO, Mario Belcastro, dopo un paio di anni in Viale Trastevere ha aperto la sua bella nuova pizzeria nel quartiere Trieste, migliorando notevolmente ambiente e servizio, con una pizza tra le migliori della Capitale. Calabrese, pieno di entusiasmo, con grande attenzione a materie prime e stagionalità, sempre lontano mille miglia da scorciatoie turistiche.

La Margherita 'El Munta'
I Belcastro, La Margherita ‘El Munta’

11. MATER A FIANO ROMANO. Siamo fuori Roma, è vero. Ma i soli 30 chilometri non sono un buon motivo per non annoverare qui la pizza da lievito madre di Amalia Costantini, nella sua versione classica o ‘a degustazione’. Grande passione e un impasto notevole con farciture dalle combinazioni interessanti.

Pizza Mater, la focaccia con noci e guanciale di Sauris
Pizza Mater, la focaccia con noci e guanciale di Sauris

12. PROLOCO TRASTEVERE
Il giovane Alessandro Splendori ha preso le redini del forno, con una pizza ben lavorata, leggera, dalla pasta profumata e dagli ingredienti che – come la cucina – sono una garanzia, grazie al decennale lavoro di selezione di Vincenzo Mancino.

ProLoco Trastevere, la pizza salsiccia e broccoletti
ProLoco Trastevere, la pizza salsiccia e broccoletti

13.PROLOCO PINCIANO Tutti i prodotti del Lazio, questa volta a Porta Pia, sempre dalla benemerita selezione D.O.L. di Vincenzo Mancino, su una pizza indovinatissima per farine e cottura.

Pro Loco Pinciano, la margherita
Pro Loco Pinciano, la margherita

14. SPIAZZO ad Ostiense si conferma un indirizzo sicuro per gli amanti della pizza in stile italiano con base croccante. Da degustare anche a spicchi con diverse soluzioni stagionali oppure ‘spiazzanti’ come recita il menù, per le pizze più originali. Molto buoni anche i fritti e gustosa la variante della pizza nel ruoto.

Spiazzo, pizza con porcini, parmigiano e ciauscolo
Spiazzo, pizza con porcini, parmigiano e ciauscolo


15. TONDA 
Un’altra delle creature di Stefano Callegari, pizzeria di quartiere ma sempre con prodotti di qualità e un bel servizio giovane e cortese. Pizza in equilibrio perfetto tra i due universi di sofficità e croccantezza.

Tonda, pizza in uscita dal forno a legna
Tonda, pizza in uscita dal forno a legna

16. EMMA
Ad oggi, ancora tra le migliori romane de Roma della classifica: super ‘scrocchiarella’, leggera come l’aria, il top del topping. Imperdibile per gli amanti del genere.

Emma, pizza con bufala e pomodorini semi-secchi

17. LA PIZZA DI SEU AL MERCATO CENTRALE
Siamo al Mercato Centrale della stazione Termini. Un menù piccolo ma efficace, con i classici di Pier Daniele Seu che supervisiona una squadra giovane e professionale. Tra un treno e l’altra l’impagabile opportunità di gustare una buona pizza, anche se non ci sono tavoli dedicati ma quelli condivisi con il Mercato e dunque non c’è servizio.

Seu al Mercato Centrale, margherita
Seu al Mercato Centrale, margherita

18. BERBERE’ in zona Salario è arrivata dalla provincia di Bologna la pizza (il progetto, sarebbe più giusto scrivere) dei fratelli Aloe. Pizza con due diversi tipi di impasto, servita a spicchi, da degustare, con ingredienti selezionati e cambio di menù stagionale.

Berbere', la pizza con mortadella, asiago e patate
Berbere’ Roma, la pizza con mortadella, asiago e patate

19. GAZOMETRO 38 a Ostiense, nella sede che ha fatto da trampolino di lancio a Pier Daniele Seu, buona pizza dcon impasto e cottura in stile italiano, caratterizzata da una buona mano e rispetto per i classici.

Gazometro 38, Amatriciana 38
Gazometro 38, Amatriciana 38

20. AL GROTTINO
Da 30 anni tra le pizze più amate dai romani, il locale di Tonino Vespa è tra gli antesignani, a Roma, della pizza di qualità. Sicuramente tra i primissimi a parlare di tempi di maturazione dell’impasto e a uscire dal cliché “alta versus scrocchiarella”.

Al Grottino, la Rocky
Al Grottino, la Rocky

21. FORNACE STELLA Una new entry nel panorama romano delle pizzerie di qualità, questa bella e funzionale pizzeria con cucina, nel quartiere di piazza Bologna. Impasto studiato da Giancarlo Casa, per una pizza leggera e saporita, attenta alla selezione di materie prime e con un ottimo servizio ai tavoli.

Fornace Stella, la parmigiana
Fornace Stella, la parmigiana

22. ANTICA PIZZERIA DA MICHELE La famiglia Condurro ha trasferito vicino Piazzale Flaminio la formula dell’antica pizzeria napoletana, (quasi) solo marinara e margherita, in un’enorme sala col forno a legna.

Antica Pizzeria da Michele, la marinara


23. I MAGNIFICI

Pizzeria napoletana di quartiere a Tiburtina, con grandi numeri che non hanno mai giocato a sfavore della qualità.

I Magnifici, la pizza Napoli

24. IL CARROCCIO
La margherita è tra le più fedeli al tipo napoletano di pizza, e anche grazie ai buoni fritti e all’atmosfera del locale, vi farà fare un tuffo nel pop partenopeo.

Il Carroccio, la margherita
Il Carroccio, la margherita

25. PIZZERIA FRONTONI DAL 1940: Ancora una pizza scrocchiarella come piace ai romani, questa volta di un forno storico dall’impostazione, tuttavia, molto giovanile perchè ad occuparsene è ormai la quinta generazione.

Pizzeria Frontoni, bieta e patate
Pizzeria Frontoni, la ‘Bieta e patate’

50 commenti

    eve

    L’alta velocità ha davvero esteso il confine, per cui Napoli sembra quasi un paesino a Sud di Roma. Grande pezzo per emigranti e appassionati, bellissime pizze, che hanno (quasi utte) un’aria partenopea. C’è solo da chiedersi perchè –oltre a un ottimo ristorante romano a Salerno– non ci sia stato anche il processo opposto: qualche buon nome romano a Napoli. Manca solo a me una grande carbonara all’ombra del Vesuvio? Eppure persino a Ny pare che trionfi quella…Virginia, convinci tu qualche oste romano!

    27 giugno 2016 - 13:30Rispondi

    Montosoli

    GRAZIE TANTE VIRGINIA !

    A quando la lista dei migliori ristoranti con carta vini…?

    27 giugno 2016 - 13:39Rispondi

    angelo

    … Eh si mi ha molto colpito la definizione cosmica ” dei due universi di sofficità e croccantezza ” che devono sovrapporsi per portare nella 4 dimensione del piacere gastronomico….Interessante esame dei locali che provano a volte anche con successo a raggiungere i livelli partenopei della pizza piatto che rappresenta un linguaggio universale da Bagdad a Bangkok , da New York a Parigi…..
    Attendo però adesso una ricerca duale in Campania ossia la classifica dei locali che preparano la migliore Carbonara in Campania…. perchè no??

    27 giugno 2016 - 14:53Rispondi

    Virginia

    Eve, c’hai ragione: una buona carbonara o un’amatriciana fatta bene ogni tanto ci vorrebbe proprio anche a Napoli. Ma non c’è niente da fa’: è la pizza il piatto che viaggia – e viaggerà – sempre anche senza Schengen ;)

    27 giugno 2016 - 15:05Rispondi

    Virginia

    grazie a lei Montosoli! quella delle osterie c’è già, su questo sito!! quanto ai vini: per carità. A Cesare quel che è di Cesare :)

    27 giugno 2016 - 15:06Rispondi

    carla

    Sembra allora che valga la pena farsi sto giro…
    kg a parte!
    L’importante è non finire a lavare piatti per conti troppo salati!

    27 giugno 2016 - 15:40Rispondi

    Sonia

    Sempre dettagliata nelle spiegazioni. Ma professionale e spiritosa ! I tuoi servizi sono di grande aiuto a chi, non essendo di Roma, ha validi punti di riferimento per mangiare bene. Mi è piaciuto il dettaglio del prezzo esoso e della disaffezione alla presunzione…Anche i Romani faranno tesoro dei tuoi suggerimenti, che dà il giusto merito e credito a chi lo merita.

    27 giugno 2016 - 17:27Rispondi

    Anna pierro

    Fantastiche quelle pizze e a vedere l’aspetto anche buone.

    27 giugno 2016 - 18:32Rispondi

    paola

    Bei nomi, ma manca una delle migliori, Proloco Dol, forse perché si tratta di pizza servita al piatto ma cotta in teglia? Comunque una delle migliori di Roma. Carroccio purtroppo di lievitazioni lunghe non ne fa, o almeno, c’è qualcosa che non va nel loro processo di produzione visto che la pizza lievita nello stomaco.

    27 giugno 2016 - 18:40Rispondi

    Luciano

    Utile. Avere riferimenti certi, soprattutto in una grande città che per forza di cose diluisce e disperde le piccole eccellenze, è un servizio prezioso. Ottima Virginia, come al solito.

    27 giugno 2016 - 20:59Rispondi

      Angela

      Grazie Virginia… proverò le pizzerie che ancora mi mancano!

      30 luglio 2016 - 08:54Rispondi

    Enzo

    Grazie Virginia per queste tue invitanti e bellissime dritte. Grandi pizze per gustose e piacevoli serate romane!
    Grazie e alla prossima .

    28 giugno 2016 - 09:01Rispondi

    Vincenzo

    I meriti di proloco pinciano vanno a fiore e gastone

    28 giugno 2016 - 10:58Rispondi

    Vincenzo

    Grazie all attenzione sempre gradita di Virginia. Servono attenzione e competenza.

    28 giugno 2016 - 11:01Rispondi

    virginia di falco

    @ Paola: ProLoco D.O.L. a Centocelle non c’è perchè – come hai detto tu – è pizza in teglia. Tra le migliori di Roma, per me, per restare in tema. Quella all’amatriciana (ne ho parlato anche su questo sito) è semplicemente eccezionale.
    Tutto il lavoro di selezione (nel senso di ricercare e battere il territorio) che fa ProLoco è imbattibile.

    28 giugno 2016 - 12:58Rispondi

    Angela

    Farine’ non è in teglia? Forno elettrico?

    28 giugno 2016 - 13:28Rispondi

      Carlo Teodori

      Ciao Angela, sono Carlo della pizzeria Farinè. Non facciamo pizza in teglia ma tonda ed utilizziamo il forno elettrico per la tipologia del nostro impasto.
      La cosa seccante è che si confonde un mezzo, un’attrezzatura per fare la pizza, dimenticando praticamente sempre ad esempio che tipo di farina si utilizza (il mulino).
      Cmq se non ti va bene chiedi alla Di Falco di cancellarci dalla lista.

      11 marzo 2019 - 18:07Rispondi

    Nello

    E Splendor Parthenope e/o Porto Fluviale?

    29 giugno 2016 - 11:12Rispondi

    Mario

    La gatta mangiona è la più buona, nessuna però è napoletana. Bocciatissimo sforno.

    29 giugno 2016 - 14:16Rispondi

    Vichy

    Grazie mille Virginia per questo articolo, davvero interessante.
    Sì è vero la pizza viaggia ma è altrettanto vero che è molto molto difficile riuscire a mangiare una pizza gustosa, realizzata con prodotti di qualità e ben digeribile.

    29 giugno 2016 - 17:35Rispondi

    giulia cannadabartoli

    Pier daniele Seu autodidatta self made pizzaiolo Gazometro 38 per me è il top. lo ha dimostarto anche a pizza emergente a Roma lo scorso giugno, a seguire per me, Callegari e Gatta Mangiona, dove non a caso uno dei pizzaioli Elio Santosuosso è di Agropoli :)

    29 luglio 2016 - 22:09Rispondi

    Pizza Volevo

    Infatti come tante è bello leggere ma la pizza bisogna mangiarla e talvolta anche chi ha il blasone pecca!

    3 settembre 2016 - 11:18Rispondi

    Vincenzo Mancino

    Grazie a Virginia e a Paola per aver citato proloco centocelle. Una precisazione importante proloco pinciano è un progetto condiviso con Fiorentina Ceres e Gastone Pierini, amici collaboratori e padroni di casa eccezionali. Virginia il tuo lavoro è sempre prezioso. Grazie

    3 settembre 2016 - 11:40Rispondi

    friariello

    Manca completamente la pizza romana classica,quelle in classifica le reputo ibridi,eppure,sebbene turisticamente compromessa,la vecchia sede di “Baffetto”può rappresentare un buono esempio di “stile romano”prima che arrivassero gli”invasori napoletani”,a determinarne il cambiamento.Parola di partenopeo……

    3 settembre 2016 - 21:51Rispondi

    Annachiara

    Per favore Sforno ha un buon impasto ma usa ingredienti mortificanti: di bassa qualità e dozzinali. La Pariolina fa un’ottima pizza con buoni ingredienti. Emma è molto buona ma non può consentirsi di servite le pizze “sbagliate” : nella norma di una pizzeria potrebbe capitare ma non per i per prezzi che ha. Il Carroccio l’ho provato una volta ma non mi è sembrato niente di che. Sarà che sono campana ma la pizza napoletana non è quella! Il problema di quasi tutte le pizzerie romane è la scarsissima qualità delle materie prime che scelgono per le loro preparazioni.

    16 ottobre 2016 - 09:34Rispondi

    Filippo

    Scandalosa l’assenza di Spiazzo e la presenza di Giulietta assolutamente insufficiente sia nella versione napoletana che romana per non parlare dei supplì e dei fritti immangiabili.

    31 maggio 2017 - 23:26Rispondi

    Aldo

    Dalla lista manca la migliore e più nota Pizzeria di Roma.Troppo famosa e di alto livello per non citarla.

    1 giugno 2017 - 21:43Rispondi

    daniela @senzapanna

    concordo quasi su tutto, Casa, Callegari e Seu per me sono il massimo. Michele devo riprovarlo perché quando sono andata qualcosa non ha funzionato nel forno e la pizza era quasi cruda.

    Il Grottino è stata una grossa rivelazione e andrò presto da Farinè.

    2 giugno 2017 - 19:36Rispondi

    marco

    A me personalmente la pizza di Pier Daniele Seu non piace per niente, non riesco a comprendere tutto questo successo per una pizza fatta per la metà di bordo scondito…. alla fine più di mezza pizza è bianca indipendentemente dal gusto scelto.

    25 luglio 2017 - 16:45Rispondi

    Angela

    Tornate da Michele, che la fa bruciata ahimè, alcune parti immangiabili per il sapore di bruciato. Da Giulietta c’erano i fratelli Salvo, e la pizza ERA meravigliosa. Ma adesso non ci sono più…manca TRIESTE a Monti veramente fantastica e non delude mai. Da Tonda qualche problema di digestione, i Magnifici e Farinè non dovrebbero essere in classifica. Senza personalità. Non bastano solo le materie prime buone anche se fanno il più del risultato. Questo ovviamente a mio parere. Spero sia utile.

    1 novembre 2017 - 21:55Rispondi

    kaproluk

    a me, invece, la pizza di Farinè mi ha ormai condizionato! sempre leggera, ben fatta, non resta mai la mappazza sullo stomaco… grande fantasia, sapienza e ricerca dei prodotti, per le specials…

    3 novembre 2017 - 09:17Rispondi

    Luca

    Antica Stabia sulla Tiburtina, poco conosciuta, locale basico , ma con Margherita e Marinara fra le migliori di Roma

    15 aprile 2018 - 22:36Rispondi

    Luca

    La Pizza del Piccolo Buco e’ Straordinaria sia per qualità e sia per la selezione dei prodotti . Ha ricominciato a fare pizza

    7 giugno 2018 - 21:07Rispondi

    Sofia

    Ci sta il senza glutine?

    13 aprile 2019 - 13:44Rispondi

      Virginia

      Sofia, sì, alcune delle pizzerie citate fanno anche la pizza senza glutine.

      13 aprile 2019 - 21:39Rispondi

    Paolo Mazzola

    A mio avviso i quintili a tor bella monaca merita di essere fra le prime 15…lista molto condivisibile, a parte qualche dettaglio che è spesso soggettivo

    15 aprile 2019 - 07:59Rispondi

      Virginia

      grazie Paolo!

      15 aprile 2019 - 15:51Rispondi

    Martin

    Sono stato alla pizzeria La Tonda per verificarla. L’impasto molto gommoso e al centro troppo sottile (si affloscia eccessivamente senza reggere il condimento), nessun profumo di ritorno, ne di legna ne dalla farina/e e cottura approssimativa. Il topping bocciato, condita con zucchine e peperoni crudi e non conditi (le verdure se fossero oliate e salate in precedenza darebbero un altro gusto!) insieme ad una mozzarella di dubbia qualità e un sugo di pomodoro che sa molto di sale e poco di pomodoro … Se a tutto questo aggiungiamo, un locale spartano, prezzi stratosferici (margherita 7.50 , birra alla spina da 0.20 3 euro, acqua naturale microfiltratra 2 euro..), menu presentati su un cartoncino di un ristorante di basso livello, zanzara attaccata sul fondo del bicchere, crocchette di patate color marrone molto scuro (dubbia qualità dell’olio di frittura) allora non ci siamo proprio. Il personale sempre con il sorriso stampato sul viso (a volte innaturale) e velocissimo ( troppo) .

    26 aprile 2019 - 08:10Rispondi

    Filippo Santucci

    Vi segnalo ‘I Quintili’ zona Tor Bella Monaca

    6 maggio 2019 - 16:24Rispondi

    Carlo Teodori

    La società Ferlie s.r.l., titolare del marchio Farinè la pizza, richiede nuovamente di non essere recensita su questo sito web. Grazie.

    26 ottobre 2019 - 14:22Rispondi

      Luciano Pignataro

      Gentile Teodori, le ricordo che in Italia esiste evidentemente un cosa che mi pare a lei sfugga: si chiama libertà di stampa e di espressione, garantita dalla Costituzione. Finché il Suo resta un esercizio pubblico e non un circoletto privato, noi abbiamo il diritto, oltre che il dovere, di dare conto ai nostri lettori come facciamo dal 2015 pagando e scrivendodel suo locale, peraltro bene. Le sembrerà strano, ma noi scriviamo per loro e non per la sua pizzeria. Rivolga analoga richiesta a TripAdvisor e alle altre guide che la recensiscono e riceverà uguale risposta. Ah, già, forse anche Lei appartiene al partito “Io sono io e gli altri non sono un c., o meglio, sono tutti corrotti”. Se poi avrà modo di sostenere che i nostri articoli sono condizionati da altro che non sia il nostro giudizio, allora sarò felice di sentire le sue spiegazioni in tribunale. Buona vita, rispetti i suoi colleghi e chi lavora seriamente. Se poi vuole l’abolizione della libertà di stampa e di espressione non le resta che votare Casa Pound e dintorni.

      27 ottobre 2019 - 09:24Rispondi

    Denny

    Ricordo ancora con piacere l’ottima pizza alla romana del Nuovo Canestro in Via Cairoli zona Stazione Termini grande oltre il piatto, croccante il giusto con buoni ingredienti ottima la mozzarella e alici.

    27 ottobre 2019 - 14:12Rispondi

    lucab

    1IL DIRITTO all’ESCLUSIONE
    È vero che non c’è, attualmente, il diritto a essere escluso da Tripadvisor o dalle guide.
    È vero, comunque, che famosi chef, anche tristellati, hanno chiesto e ottenuto dalla Michelin di non essere più inclusi.
    Basta ricordare il grande e indimenticabile Gualtiero Marchesi.
    Recentemente, nel 2018, un tristellato francese ha visto soddisfatta la sua richiesta.

    Ma, come dicevo all’inizio, non è un diritto e Tripadvisor o una guida può non accoglire la richiesta.
    Questo prevede, attualmente, la legislazione.

    Ma non è immodificabile e, secondo me, si potrebbero prevedere dei casi in cui sia possibile chiedere e ottenere l’esclusione da Tripadvisor, dalle guide e dalle classifiche.
    Penso, per esempio, a condizioni di stress che possono compromettere lo stato di salute di un ristoratore(S. L.)
    Penso che siano pochi i ristoratori(S. L.) che non vogliono apparire su TripAdvisor, sulle guide e nelle classifiche:
    per cui non vedo perché negare a qualcuno la possibilità di essere escluso, specialmente quando va a compromettere la salute.
    2
    La LIBERTÀ di ESPRESSIONE.
    Amo la libertà di espressione del pensiero.
    Nel caso di Tripadvisor, guide e classifiche essendo locali pubblici è possibile esercitare la
    libertà di espressione(e di stampa).
    Ma, attenzione, qui tocchiamo un punto nevralgico:
    la libertà di espressione del pensiero ha dei limiti?
    Si può dire tutto quello che pensiamo?
    O vi sono dei limiti?
    E se vi sono, quali sono questi limiti?
    Chi stabilisce fino a che punto può spingersi
    la libertà di espressione del proprio pensiero?

    Secondo me ci sono dei limiti.
    Ma 10 persone starebbero giorni per trovare un punto d’accordo su quali siano questi limiti.
    __
    Conclusione.
    Se è vero che un esercizio pubblico può essere recensito e inserito in una guida o in una classica è anche vero che Tripadvisor, una guida, una classifica o un food blog può essere oggetto di valutazione.

    E se questa valutazione fosse negativa o molto negativa si può esprimere?
    E fino a che punto?

    27 ottobre 2019 - 16:53Rispondi

      Luciano Pignataro

      La legge è molto precisa e non ammette domande retoriche o filosofiche o considerazioni paramediche sullo stress. La libertà di pensiero ha come unico paletto il reato di diffamazione e di calunnia. Nel primo caso se dico qualcosa che non è vera che incrina la reputazione dell’altro. Non posso scrivere non sa fare il pizzaiolo, posso scrivere però “secondo me non è un bravo” pizzaiolo perché rientro nel giudizio. Non posso scrivere “quel giornalista è un pennivendolo”, ma posso scrivere “quel giornalista si sbaglia nel giudizio”. Nel secondo caso, la calunnia, se attribuisco un reato inesistente, ade esempio: questo pizzaiolo avvelena la gente. In questo caso, anche se è un modo di dire diffuso, di fatto attribuisco a x un vero e proprio reato.
      Decine sono le cause intentate contro recensori e recensioni, ma tutte si sono risolte a favore dei critici proprio perchè la nostra Costituzione prevede la libertà di stampa e di opinione. Non esistono casi di guide condannate per avr inserito contro la propria volontà un lcoale per lo stesso motivo.
      La verità è che spesso ristorantori e pizzaioli confondo comunicazione con infomrazione. La prima si paga ed è a carico di chi vuole comunicare, la seconda non si paga. O meglio, non di dovrebbe. Ma sappiamo che negli ultii anni si è creata una zona grigia. Questp sito è una testata regolarmente registrata e rispetta dunque la Legge sulla Stampa che impone una netta divisione tra redazionali e pubblicità. Divisione che deve esser eben visibile al lettore per legge ma che per i blog non esiste. Ecco il motivo di tanta confusione e di tanti approfittatori che per una foto o un post si fanno pagare. Ma i furbi esistono perché ci sono i fessi. Se uno si informasse non ci cadrebbe. O…meglio, forse questo sistema conviene un po’ a tutti. Ma noi ne siamo fuori e non ci riguarda. Ecco perché siamo il sito più accreditato tra i lettori e il più odiato dagli uffici stampa, soprattutto dai peracottari che non avendo altro mestiere si sono reinvemtati in questo settore.

      27 ottobre 2019 - 17:32Rispondi

    Carlo Teodori

    Ribadiamo il desiderio di non comparire nei vostri articoli.

    8 gennaio 2020 - 23:18Rispondi

    Luciano Pignataro

    Ribadiamo il diritto alla libertà di espressione garantito dalla Costituzione

    9 gennaio 2020 - 08:22Rispondi

    PAOLO ROSSINI

    Grazie per l’articolo. Noto però che manca Lievito Madre, la pizzeria di Sorbillo a Roma. Come mai?

    9 gennaio 2020 - 11:10Rispondi

      gino

      caro farinè, se volevi allontanare il pubblico dalla tua pizzeria ci stai riuscendo benissimo

      9 gennaio 2020 - 17:08Rispondi

        Carlo Teodori

        Quale pubblico?…in termini di Economia industriale la nostra capacità produttiva è praticamente al massimo. Desideriamo solo essere lasciati in pace a fare il nostro lavoro da parte di tutta la categoria di giornalisti, food blogger, influencer, etc., di cui sinceramente non abbiamo stima.

        11 gennaio 2020 - 14:29Rispondi

    Rumy

    Salve.. Volvo solo invitare a Moma pizzeria romana..
    Oh visto che lei fa articoli migliori pizzerie a Roma..

    14 marzo 2020 - 22:31Rispondi

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