Le migliori pizze a Roma? La nostra classifica (sempre aggiornata) dopo le visite in anonimato

25/10/2017 59.3 MILA
Gatta Mangiona, la margherita
Gatta Mangiona, la margherita

di Virginia Di Falco

Pizza a Roma. Questa è una selezione – continuamente aggiornata – di 18 pizzerie molto buone della capitale. Qualcuna molto vicina all’eccellenza.
 Qualche precisazione. Cosa si intende per buona? Fermi restando i gusti personali che sono, per definizione, intoccabili e insindacabili, «buona» si declina attraverso alcuni criteri oggettivi che sono:

° una farina di qualità (o anche più farine, che vanno però sperimentate e provate, non messe insieme a casaccio o, peggio, per diktat modaioli)
° una buona idratazione della pasta e una lievitazione naturale e accurata (non c’è altra via per ottenere leggerezza)
° ingredienti ottimi per il topping (che non vuol dire formaggio con latte della capretta di Heidi allevata in un monastero tibetano, ma un minimo di garanzia su selezione e stagionalità)
° cottura indovinata (se il forno è a legna le bolle bruciacchiate ci stanno, ma la pizza dovrà solo essere ben cotta, non quasi completamente nera, ovviamente)
° un rapporto equilibrato tra qualità e prezzo (equilibrato vuol dire rapportato sicuramente ai costi ma anche al fatto che una pizza non può avere il prezzo di un piatto di un ristorante bistellato)
° un locale accogliente. Una volta per tutte: fast food e street food non vuol dire «consumate presto e fate posto al prossimo!». Anche un pizzeria può – deve, se ha delle ambizioni di modernità – avere una sala organizzata e accogliente, con personale competente ed informato, e una selezione almeno decente di birra e vino.

La Gatta Mangiona, pizza 'gateau'
La Gatta Mangiona, pizza ‘gateau’

Insomma, la pizza devo gustarla tutta, cornicione compreso, e godere morso dopo morso della piacevole combinazione di pasta, farcitura e punto di cottura. Ma devo anche dormire bene la notte dopo averla mangiata, senza svegliarmi per l’arsura della sete e, infine, sentirmi accolta in un posto gradevole con una sala organizzata per ricevere e non per distribuire cibo come nelle mense.
 La cosiddetta rivoluzione della pizza, come si sta avendo ormai da anni a Roma, Napoli – ma anche a Londra e New York – vuol dire proprio questo: resta un cibo povero, semplice, da strada ma di qualità. Che mai e poi mai si traduce in cibo fatto male, né servito male.

E vediamo adesso a Roma quali sono i locali dove si può trovare una buona pizza:


1. GATTA MANGIONA

Il locale di Giancarlo Casa, a 18 anni dall’apertura, mantiene il primato: nessuno come lui e più di lui ha lavorato a Roma per migliorare la Pizza facendo in modo che restasse una pizza.

Giancarlo Casa
Giancarlo Casa


2. PIER DANIELE SEU AL MERCATO CENTRALE

Sicuramente tra le novità dell’anno. Pier Daniele Seu si è trasferito dal Gazometro 38, dove lo avevamo conosciuto con la sua pizza eccellente ed originale e l’ha portata al Mercato Centrale della stazione Termini. Un menù più ridotto, rispetto al locale precedente, ma sempre un’ottima pizza e sempre in pole position. Da non perdere, l’amatriciana e la Napoli.

l'amatriciana di Seu
l’amatriciana di Seu
Mercato Centrale, Lo staff di Daniele Seu
Mercato Centrale, lo staff di Pier Daniele Seu

3. FUCINA
E’ vero, c’è la questione del costo molto alto (in media dai 25 ai 30 euro a pizza), e la formula degustazione praticamente obbligata che non piace a tutti. Ma la pizza di Edoardo Papa,  ogni volta che ci torniamo, è sempre più buona, con impasto e topping superlativi. C’è poco da fare.

In Fucina, pizza con cicorietta selvatica, crema di ceci e alici di Cetara

 

4. THAT’S AMORE, tra le aperture più recenti, grazie all’esperienza di Angelo Pezzella questa pizzeria sforna già pizze da campionato e ottimi fritti, tutto in versione partenopea.

Thats Amore, la capricciosa
That’s Amore, la capricciosa


5. SFORNO
Le classiche del maestro Callegari, a partire dalla ‘cacio e pepe’ e dalla ‘ Greenwich’, con blue stilton e riduzione di Porto, ma anche le nuove stagionali come la ‘Anacapri’, tutte sempre ben eseguite. E ben servite.

Sforno, pizza cacio e pepe
Sforno, pizza cacio e pepe


6. TONDA
La creatura di Stefano Callegari per noi tra le sue più convincenti, con un equilibrio perfetto tra i due universi di sofficità e croccantezza.

Pizzeria Tonda, la margherita



7. GIULIETTA
Bellissimo locale super trendy nel cuore di Testaccio. La soluzione più elegante ed efficace della diatriba tra pizza napoletana e pizza romana è arrivata con questa pizzeria, nella primavera 2017: due forni, uno a consacrare nella capitale le meravigliose pizze dei fratelli Salvo di San Giorgio a Cremano, l’altro solo per le pizze romane.

Giulietta, la Vesuvio
Giulietta, la Vesuvio



8. AL PICCOLO BUCO
Continuiamo a definire il locale di Luca Issa a Trevi un piccolo miracolo: nel centro del centro turistico, una pizza di qualità con prodotti eccellenti e tanta cura nel servizio.

Piccolo Buco, cicoria, bufala e guanciale
Piccolo Buco, cicoria, bufala e guanciale

9. SPIAZZO, servita a spicchi, quasi ‘da degustazione’, qui si parte dall’impasto tipico della teglia romana, mirando a quel tipo di croccantezza e friabilità, ma stando molto attenti, allo stesso tempo, alla manualità della stesura della pasta tipica dei pizzaioli napoletani. Risultato soddisfacente e divertente.

Spiazzo, pizza con porcini, parmigiano e ciauscolo
Spiazzo, pizza con porcini, parmigiano e ciauscolo

10. SBANCO
Dopo un breve rodaggio un po’ incerto, le redini ben salde di Stefano Callegari hanno rimesso tutte le cose al posto giusto: davvero una buona pizza, ben cotta, farcita con ottimi ingredienti, un menù studiato e collaudato, che regala anche piacevoli sorprese fuori carta.

Sbanco, patate e pancetta
Sbanco, patate e pancetta

11. BERBERE’ in zona Salario è arrivata dalla provincia di Bologna la pizza (il progetto, sarebbe più giusto scrivere) dei fratelli Aloe. Pizza servita a spicchi, da degustare, con ingredienti selezionati e cambio di menù stagionale pensato e coordinato da uno chef.

Berbere, zucca arrostita, funghi e taleggio
Berbere’, zucca arrostita, funghi e taleggio


12. PROLOCO PINCIANO

Tutti i prodotti del Lazio, dalla benemerita selezione D.O.L. di Vincenzo Mancino, su una pizza indovinatissima per farine e cottura.

ProLoco Pinciano, la Capricciosa
ProLoco Pinciano, la Capricciosa



13. FARINE’
Rigore nell’impasto e fantasia al potere nella farcia: migliora e piace sempre di più questa piccola e accogliente pizzeria di San Lorenzo.

Farinè, la pizza Napoli
Farinè, la pizza Napoli


14. I MAGNIFICI

Pizzeria napoletana di quartiere a Tiburtina, con grandi numeri che non hanno mai giocato a sfavore della qualità.

I Magnifici, la pizza Napoli

15. ANTICA PIZZERIA DA MICHELE
Aspettata e desiderata (soprattutto dai tanti napoletani che vivono o transitano da Roma) ha aperto in zona Flaminio, a cinque minuti da Piazza del Popolo ed è stato subito un successo. Margherita, marinara e pizza fritta, (quasi) come nella casa madre.

Da Michele a Roma, la margherita
Da Michele a Roma, la margherita


16. EMMA

La romana de Roma della classifica: super ‘scrocchiarella’, leggera come l’aria, il top del topping. Imperdibile per gli amanti del genere.

Emma, la ‘scozzese’, con salmone e rucola

17. AL GROTTINO
Da 30 anni tra le pizze più amate dai romani, il locale di Tonino Vespa è tra gli antesignani, a Roma, della pizza di qualità. Sicuramente tra i primissimi a parlare di tempi di maturazione dell’impasto e a uscire dal cliché ‘alta vs scrocchiarella’.

Al Grottino, la Rocky
Al Grottino, la Rocky


18. IL CARROCCIO

La margherita è tra le più fedeli al tipo napoletano di pizza, e anche grazie ai buoni fritti e all’atmosfera del locale, vi farà fare un tuffo nel pop partenopeo.

Il Carroccio, la margherita
Il Carroccio, la margherita

30 commenti

    eve

    (27 giugno 2016 - 13:30)

    L’alta velocità ha davvero esteso il confine, per cui Napoli sembra quasi un paesino a Sud di Roma. Grande pezzo per emigranti e appassionati, bellissime pizze, che hanno (quasi utte) un’aria partenopea. C’è solo da chiedersi perchè –oltre a un ottimo ristorante romano a Salerno– non ci sia stato anche il processo opposto: qualche buon nome romano a Napoli. Manca solo a me una grande carbonara all’ombra del Vesuvio? Eppure persino a Ny pare che trionfi quella…Virginia, convinci tu qualche oste romano!

    Montosoli

    (27 giugno 2016 - 13:39)

    GRAZIE TANTE VIRGINIA !

    A quando la lista dei migliori ristoranti con carta vini…?

    angelo

    (27 giugno 2016 - 14:53)

    … Eh si mi ha molto colpito la definizione cosmica ” dei due universi di sofficità e croccantezza ” che devono sovrapporsi per portare nella 4 dimensione del piacere gastronomico….Interessante esame dei locali che provano a volte anche con successo a raggiungere i livelli partenopei della pizza piatto che rappresenta un linguaggio universale da Bagdad a Bangkok , da New York a Parigi…..
    Attendo però adesso una ricerca duale in Campania ossia la classifica dei locali che preparano la migliore Carbonara in Campania…. perchè no??

    Virginia

    (27 giugno 2016 - 15:05)

    Eve, c’hai ragione: una buona carbonara o un’amatriciana fatta bene ogni tanto ci vorrebbe proprio anche a Napoli. Ma non c’è niente da fa’: è la pizza il piatto che viaggia – e viaggerà – sempre anche senza Schengen ;)

    Virginia

    (27 giugno 2016 - 15:06)

    grazie a lei Montosoli! quella delle osterie c’è già, su questo sito!! quanto ai vini: per carità. A Cesare quel che è di Cesare :)

    carla

    (27 giugno 2016 - 15:40)

    Sembra allora che valga la pena farsi sto giro…
    kg a parte!
    L’importante è non finire a lavare piatti per conti troppo salati!

    Sonia

    (27 giugno 2016 - 17:27)

    Sempre dettagliata nelle spiegazioni. Ma professionale e spiritosa ! I tuoi servizi sono di grande aiuto a chi, non essendo di Roma, ha validi punti di riferimento per mangiare bene. Mi è piaciuto il dettaglio del prezzo esoso e della disaffezione alla presunzione…Anche i Romani faranno tesoro dei tuoi suggerimenti, che dà il giusto merito e credito a chi lo merita.

    Anna pierro

    (27 giugno 2016 - 18:32)

    Fantastiche quelle pizze e a vedere l’aspetto anche buone.

    paola

    (27 giugno 2016 - 18:40)

    Bei nomi, ma manca una delle migliori, Proloco Dol, forse perché si tratta di pizza servita al piatto ma cotta in teglia? Comunque una delle migliori di Roma. Carroccio purtroppo di lievitazioni lunghe non ne fa, o almeno, c’è qualcosa che non va nel loro processo di produzione visto che la pizza lievita nello stomaco.

    Luciano

    (27 giugno 2016 - 20:59)

    Utile. Avere riferimenti certi, soprattutto in una grande città che per forza di cose diluisce e disperde le piccole eccellenze, è un servizio prezioso. Ottima Virginia, come al solito.

      Angela

      (30 luglio 2016 - 08:54)

      Grazie Virginia… proverò le pizzerie che ancora mi mancano!

    Enzo

    (28 giugno 2016 - 09:01)

    Grazie Virginia per queste tue invitanti e bellissime dritte. Grandi pizze per gustose e piacevoli serate romane!
    Grazie e alla prossima .

    Vincenzo

    (28 giugno 2016 - 10:58)

    I meriti di proloco pinciano vanno a fiore e gastone

    Vincenzo

    (28 giugno 2016 - 11:01)

    Grazie all attenzione sempre gradita di Virginia. Servono attenzione e competenza.

    virginia di falco

    (28 giugno 2016 - 12:58)

    @ Paola: ProLoco D.O.L. a Centocelle non c’è perchè – come hai detto tu – è pizza in teglia. Tra le migliori di Roma, per me, per restare in tema. Quella all’amatriciana (ne ho parlato anche su questo sito) è semplicemente eccezionale.
    Tutto il lavoro di selezione (nel senso di ricercare e battere il territorio) che fa ProLoco è imbattibile.

    Angela

    (28 giugno 2016 - 13:28)

    Farine’ non è in teglia? Forno elettrico?

    Nello

    (29 giugno 2016 - 11:12)

    E Splendor Parthenope e/o Porto Fluviale?

    Mario

    (29 giugno 2016 - 14:16)

    La gatta mangiona è la più buona, nessuna però è napoletana. Bocciatissimo sforno.

    Vichy

    (29 giugno 2016 - 17:35)

    Grazie mille Virginia per questo articolo, davvero interessante.
    Sì è vero la pizza viaggia ma è altrettanto vero che è molto molto difficile riuscire a mangiare una pizza gustosa, realizzata con prodotti di qualità e ben digeribile.

    giulia cannadabartoli

    (29 luglio 2016 - 22:09)

    Pier daniele Seu autodidatta self made pizzaiolo Gazometro 38 per me è il top. lo ha dimostarto anche a pizza emergente a Roma lo scorso giugno, a seguire per me, Callegari e Gatta Mangiona, dove non a caso uno dei pizzaioli Elio Santosuosso è di Agropoli :)

    Pizza Volevo

    (3 settembre 2016 - 11:18)

    Infatti come tante è bello leggere ma la pizza bisogna mangiarla e talvolta anche chi ha il blasone pecca!

    Vincenzo Mancino

    (3 settembre 2016 - 11:40)

    Grazie a Virginia e a Paola per aver citato proloco centocelle. Una precisazione importante proloco pinciano è un progetto condiviso con Fiorentina Ceres e Gastone Pierini, amici collaboratori e padroni di casa eccezionali. Virginia il tuo lavoro è sempre prezioso. Grazie

    friariello

    (3 settembre 2016 - 21:51)

    Manca completamente la pizza romana classica,quelle in classifica le reputo ibridi,eppure,sebbene turisticamente compromessa,la vecchia sede di “Baffetto”può rappresentare un buono esempio di “stile romano”prima che arrivassero gli”invasori napoletani”,a determinarne il cambiamento.Parola di partenopeo……

    Annachiara

    (16 ottobre 2016 - 09:34)

    Per favore Sforno ha un buon impasto ma usa ingredienti mortificanti: di bassa qualità e dozzinali. La Pariolina fa un’ottima pizza con buoni ingredienti. Emma è molto buona ma non può consentirsi di servite le pizze “sbagliate” : nella norma di una pizzeria potrebbe capitare ma non per i per prezzi che ha. Il Carroccio l’ho provato una volta ma non mi è sembrato niente di che. Sarà che sono campana ma la pizza napoletana non è quella! Il problema di quasi tutte le pizzerie romane è la scarsissima qualità delle materie prime che scelgono per le loro preparazioni.

    Filippo

    (31 maggio 2017 - 23:26)

    Scandalosa l’assenza di Spiazzo e la presenza di Giulietta assolutamente insufficiente sia nella versione napoletana che romana per non parlare dei supplì e dei fritti immangiabili.

    Aldo

    (1 giugno 2017 - 21:43)

    Dalla lista manca la migliore e più nota Pizzeria di Roma.Troppo famosa e di alto livello per non citarla.

    daniela @senzapanna

    (2 giugno 2017 - 19:36)

    concordo quasi su tutto, Casa, Callegari e Seu per me sono il massimo. Michele devo riprovarlo perché quando sono andata qualcosa non ha funzionato nel forno e la pizza era quasi cruda.

    Il Grottino è stata una grossa rivelazione e andrò presto da Farinè.

    marco

    (25 luglio 2017 - 16:45)

    A me personalmente la pizza di Pier Daniele Seu non piace per niente, non riesco a comprendere tutto questo successo per una pizza fatta per la metà di bordo scondito…. alla fine più di mezza pizza è bianca indipendentemente dal gusto scelto.

    Angela

    (1 novembre 2017 - 21:55)

    Tornate da Michele, che la fa bruciata ahimè, alcune parti immangiabili per il sapore di bruciato. Da Giulietta c’erano i fratelli Salvo, e la pizza ERA meravigliosa. Ma adesso non ci sono più…manca TRIESTE a Monti veramente fantastica e non delude mai. Da Tonda qualche problema di digestione, i Magnifici e Farinè non dovrebbero essere in classifica. Senza personalità. Non bastano solo le materie prime buone anche se fanno il più del risultato. Questo ovviamente a mio parere. Spero sia utile.

    kaproluk

    (3 novembre 2017 - 09:17)

    a me, invece, la pizza di Farinè mi ha ormai condizionato! sempre leggera, ben fatta, non resta mai la mappazza sullo stomaco… grande fantasia, sapienza e ricerca dei prodotti, per le specials…

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