Una domenica come un’altra
La mattina di sana degustazione nell’Ager Falernum con Giampaolo Gravina, Ugo Baldassarre, Rossano Ferrazzano, Mariano Nicotina, Monica Piscitelli, nei bicchieri tutte le annate del Falerno di Alessandro e Felicia Brini nell’ambito del TrabuccoDay, poi a Castelvenere dove con Pasquale Carlo abbiamo provato il primo vero ristorante nel paese più vitato della Campania. Ennesima scorribanda con Giacomo Pastore a Taurasi per visitare le spettacolari colline vitate a Luogosano della Tenuta del Cavalier Pepe, infine a Terramia ad Atripalda per presentare con Piero Mastroberardino, Carmine Fischetti (Oasis Vallesaccarda) e Angelo Maglia (Ais Avellino) il libro di Maristella Di Martino sulle ricette di Avellino presenti gli chef e Gianni Fabrizio, e guidare la degustazione dei coronati irpini della guida Vini Buoni d’Italia 2007 di cui sono responsabile regionale presenti Daniela e Lucio Mastroberardino. A latere due piatti di Antonio Pisaniello della Locanda di Bu e della Maschera di Avellino mentre la manifestazione era piena come un uovo, perfettamente organizzata dai giovani leoni irpini De Cristofaro e Del Franco. Una domenica speciale? Niente affatto: perchè l’Ais Napoli nel frattempo ha tenuto una riuscita iniziativa alle Stufe di Nerone a Bacoli, tutti i ristoranti erano zeppi dal Volturno al mio Cilento, i 400 agriturismi in affanno per il pienone, decine di caseifici della Piana del Sele all’opera. La filiera agroalimentare campana di qualità ha girato alla perfezione, come sempre. Come ogni domenica. Ovunque giovani qualificati e preparatissimi, molto motivati.
Dieci anni fa saremmo andati, craxianamente, semplicemente al mare. Per dire che ogni tanto è bene girarsi dietro e vedere la strada percorsa: senza problemi, anche gravi, non c’è vita.
Polemiche e punti di vista
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