L’enoturismo, per il 2018, entra nella legge di bilancio

2/1/2018 1.8 MILA
Enoturismo
Enoturismo

di Federica Gatto

Come ogni fine anno i parlamentari italiani sono impegnati con i lavori per l’approvazione della legge di bilancio e tra pensioni, pubblico impiego, scuola e tanto altro ancora per l’anno 2018 si aggiunge al testo una novità: l’enoturismo.

Con l’approvazione della manovra al Senato per la prima volta nella storia il turismo del vino entra nel quadro legislativo italiano dopo ben 25 anni di fiorente attività. Il testo, che ha minuziosamente introdotto il capitolo “enoturismo” nella Legge di bilancio, prevede, come giusto che sia, la possibilità di fatturare degustazioni, visite in cantina, pacchetti enoturistici e vendemmie esperienziali, equiparando la disciplina fiscale di queste pratiche a quella delle attività agrituristiche per gli imprenditori agricoli. Una “regola” del tutto nuova ma che dona un po’ di respiro a tutto il settore  decisamente in crescita nell’ultimo decennio, dove abbiamo assistito sempre più allo stretta relazione che intercorre tra vino e turismo.

Una bella notizia che fa esultare tutta la filiera, un settore che genera un indotto turistico di circa 3 miliardi di euro l’anno e che da ora in poi potrà finalmente attuare un ulteriore cambio di rotta a favore dei territori rurali e del vigneti Italiani. Tutto ciò potrebbe rappresentare un trampolino di lancio fondamentale per il futuro di tutto il comparto che andrà meglio definito attraverso le relative modalità attuative e con l’iter parlamentare del ddl Stefàno che a quanto pare aggiungerà altri elementi a quelli già approvati: la certificazione e la formazione degli operatori enoturistici, la cartellonistica stradale e la creazione di un osservatorio sull’enoturismo.

Con un bel regalo di fine anno, le cantine interessate potranno far conoscere e promuovere il  proprio prodotto nei luoghi e negli spazi di produzione, avranno la possibilità di accedere a semplificazioni, agevolazioni e benefici fiscali previsti per gli agriturismi.

Perciò se in Francia le istituzioni non hanno mai smesso di credere, puntare e sostenere la filiera del vino, la politica italiana si é finalmente accorta  della centralità del settore, non solo da un punto di vista culturale ma anche sotto il profilo economico, finanziario e commerciale. Un grande successo portato a casa  che dà dignità ad una particolare branca di un settore strategico che in Italia vale svariati miliardi di euro all’anno e che ora, con una norma dedicatagli, è destinato a crescere esponenzialmente nei prossimi anni.

Ottenere il riconoscimento giuridico e normativo di un’attività italiana che ha dato e continuerà a dare grandi opportunità ai produttori e per lo sviluppo socio-economico dei territori é importantissimo, aprendo nuovi grandi scenari di lavoro e coinvolgendo il più possibile tutta la filiera, facendo divenire il mondo del vino un veicolo di connessione e connettività, costruendo di conseguenza reti umane, culturali, sociali ed economiche.

Buon lavoro!