Eventi da raccontare

Quaresima sannita con il mare di Cetara cucinato dal Convento di Pasquale Torrente. Slow Food in Slide Show

18 marzo 2010

I protanisti della serata a Castelvenere (foto di Stefania Carlo)

La dispensa cetarese in terra sannita: una giornata di grandi emozioni

di Pasquale Carlo

La dispensa cetarese della Quaresima ha entusiasmato i tanti ospiti della serata organizzata dalla condotta Slow Food della Valle Telesina.

In cattedra i sapori portati a tavola da Pasquale Torrente, che ha saputo trasmettere con la solita passione la tipicità, vero motore del progetto Al Convento. Piatti semplici, alici in passerella ed un finale dedicato al baccalà, l’unico pesce conosciuto in cucina in quest’angolo di terra campana.

Per gli organizzatori dell’evento il compito più difficile è stato quello di allestire in modo impeccabile la sala del ristorante Il Ritrovo di Castelvenere visto la richiesta di partecipazione.

Ad accompagnare i piatti di Pasquale l’olio extravergine di oliva ‘Racioppella’ della Olivicola del Titerno, la falanghina ‘Dies Irae’ 2009 dell’azienda Caputalbus di Ponte e la doppia versione del Barbera (‘Armonico’ 2007 e ‘Don Bosco’ 2008) dell’azienda castelvenerese Anna Bosco. A spiegare in sala olii e vini Enrico Garofano (per la cooperativa), Pompeo Capobianco e Filippo Venditti.

Non lasciamo molto spazio alla proposta a tavola per dare ampio respiro a quelle che sono le emozioni di una giornata intensa vissuta insieme a Pasquale ed ai suoi collaboratori. Tuttavia non possiamo non parlare dell’autentico trionfo di alici cetaresi proposto all’inizio della cena: superlative le polpettine con pinoli ed uvetta nell’impasto ma apprezzate soprattutto le alici consumate alla maniera dei pescatori cetaresi, fritte su un letto di cipolline novelle.

Pasquale&Pasquale

Subito dopo è stata la volta del piatto forte, lo scammaro, favoloso gioco delle consistenze: il sapore deciso della pasta accompagnata da olive, capperi e colatura addomesticato dal letto di purea di patate. A seguire il classicissimo spaghetti con colatura  dove si avvertiva un leggero dominio dell’olio, nonostante l’utilizzo della ‘Racioppella’, la più dolce delle cultivar sannite. Per finire il baccalà arracanato con la grande sapidità del piatto spezzato anche in questo caso dalle patate, dolcissime, preparate da Lina Baldino, la guida del ristorante ospitante. Per finire la galletta con crema e marmellata di amarena (superlativa).

Spaghetto con la colatura di alici

Dicevamo della giornata. L’arrivo del trio cetarese in terra sannita di buon mattino, bellissima giornata di sole. Il tempo di scaricare il tutto al locale, la sosta di degustare in anteprima le soppressate della casa ed il pecorino di San Lorenzo Maggiore e tappa a Faicchio. Al salumificio Tomaso, tra culatelli, lardo di maiale nero casertano, salsiccia e capicollo. Poco dopo sosta al birrificio Saint John’s dei fratelli Di Lunardo.

Lo scammaro di Cetara nella versione di Pasquale

 Spostamento a Cerreto Sannita per una breve tappa alla Mozzarella d’oro e pausa pranzo, piacevolissima, alla trattoria Masella, con la fortuna di trovarsi al posto giusto al momento giusto, con Dino che offre in apertura uovo fritto con un tartufo bianchetto appena raccolto dal papà, grande conoscitore delle alture cerretesi. Salsiccia rossa di Castelpoto e pecorino di Pietraroja ed ancora abbuoti ed agnello alla brace con l’intermezzo dei carrati conditi con ragù pietrarojese e quagliatella di ceci. Poi il ritorno a Castelvenere e l’avvio dei lavori per la piacevolissima serata.

Giornata intesa, stancante ma di grande soddisfazione. Uno scambio mare-terra su sapori generosi e decisi. Sapori tipici di una terra, la Campania Felix, che nonostante tutto e tutti ancora riesce a far  sognare.

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5 Commenti a “Quaresima sannita con il mare di Cetara cucinato dal Convento di Pasquale Torrente. Slow Food in Slide Show”

  1. pasquale t scrive:

    mamma mia ma che bella giornata , ogni due metri un emozione di prodotti straordinari e di gente vera è stata una bellissima esperienza ritornerò sicuramente anche per l’appuntamento preso con i” vierni”
    ma questo lembo di terra cosa ha da invidiare alla Toscana o ad altre zone che sfruttano la richezza agroalimentare ed il paesaggio ?grazie a tutti voi

  2. Pasquale Carlo pasquale c scrive:

    Caro Pasquale T., hai ragione, non abbiamo molto da invidiare a terre come la Toscana.
    Ma come dice un mio amico che tu conosci bene… ‘o presepio è bell, ma ‘e pastùr nun so bbuon”!
    Ti aspettiamo a maggio per assaggiare i virni. Grazie a te e a presto.

  3. Cosimo Piccirillo scrive:

    Due belle serate quelle che ho trascorso il 16 e il 17 marzo in Campania.
    Si è trattato di serate che solo apparentemente appaiono tra di loro molto distanti e ne capirete presto il perchè.
    Mercoledi sera ero a Napoli, presso il Conservatorio San Pietro a Majella (il più antico al mondo), dove ho avuto l’opportunità di assistere ad una straordinaria iniziativa: un concerto-seminario tenuto da musicisti di livello internazionale, quali Azzolini e Settembrini, organizzato per il restauro di un preziosissimo e antico controfagotto di Caspar Tauber facente parte della vasta collezione di strumenti antichi del Conservatorio e che il FAI (Fondo Ambiente Italiano) di Napoli ha lodevolmente voluto finanziare.
    Pur non appartenendo al mondo della musica ho avuto modo di comprendere, di apprezzare, di “gustare”, la semplice eccezionalità di un evento capace di emozionare anche i cosiddetti “non addetti ai lavori”.
    Giovedi sera ero invece a Castelvenere, in un contesto del tutto diverso ma interessante.
    Mi interessava molto l’idea di fare incontrare il mare di Cetara con il terragno Sannio, un territorio che in quest’ultimo decennio ha visto letteralmente “fiorire” iniziative di grande pregio nel settore enogastronomico grazie alla notevole ricchezza qualitativa delle sue materie prime, che imprenditori “illuminati” hanno saputo valorizzare con scelte coraggiose.
    Ho particolarmente apprezzato la giovanissima falanghina “Dies Irae” 2009 Caputalbus e l’abbinamento baccalà/barbera “Don Bosco” 2008 di Anna Bosco (riuscitissima vendemmia tardiva di 15 gradi) che mi ha meravigliato ed entusiasmato per il suo intenso bouquet floreale.
    Per quanto riguarda l’olio, dico solo che quando anni fa scoprii quello ottenuto da olive ortice e da racioppella, da allora non concepisco utilizzarne altro. Il motivo? Assaggiatelo e allora capirete, ne sono sicuro…..
    Ora sono altrettanto sicuro che capirete anche la ragione di questo parallelismo tra le due serate trascorse in Campania. Quello che mi piace di questa regione è la sua capacità di saper stupire per le sue molteplici eccellenze e che, forse ahimè troppo spesso, consideriamo invece del tutto scontate…..
    Un doveroso ringraziamento va fatto al dott. Armando Cusano per avermi indicato l’opportunità di partecipare in sua compagnia alla cena-evento ed un saluto particolare a Tullia e Sergio, un’ inaspettata e simpatica coppia di sconosciuti bongustai con cui abbiamo condiviso il piacere di apprezzare allo stesso tavolo le specialità cetaresi di Pasquale Torrente.

  4. Marco Contursi scrive:

    Leggo che l’evento è organizzato dalla condotta Slow Food di valle telesina ma nemmeno un rigo sulla brava e bella fiduciaria Gianna De Lucia che porta avanti il compito di fiduciaria con impegno e voglia di fare davvero encomiabili.Credo sia giusto ricordarla. :-D

  5. Gianna De Lucia scrive:

    Un caro saluto a te, Marco! Ti aspetto in Valle Telesina.