Polemiche e punti di vista
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Tappo, tappi e dolori!

22 novembre 2012

Tappi - foto di Lello Tornatore

di Stefano Buso

A chi non è successo di provar a stappare una bottiglia e sul traguardo “nell’impresa” s’è ritrovato il sigillo di sughero sgretolato tra le mani. O, peggio, per metà  estratto e per il resto ancora nel collo della bottiglia. E allora apriti cielo, tuoni, saette e fulmini!

“Ma come, ho fatto con tutta la pazienza di Giobbe e il tappo s’è sbriciolato?” Nulla di grave quando il rituale apertura avviene alla buona, magari a casa davanti a moglie e prole che ti osservano con un risolino beffardo. Ma quando codesta figuraccia avviene dinnanzi “al mondo” – bhe, allora sì, un po’ in imbarazzo c’è eccome. Tra il serio e il faceto, quella del tappo è una vexata quaestio che dura da troppo tempo. Il tappo, infatti, è un elemento importante del vino in bottiglia, e non dovrebbe essere mai di qualità inferiore a quella del prodotto, ovvio. Spesso non è così, e circa il 5% delle bottiglie riporta difetti riconducibili a imperfezioni del tappo di sughero, come ad esempio il famoso “odor di tappo” provocato dalle muffe che si sviluppano alla base della pianta durante la crescita, e “trasferiscono” al sughero quel fastidioso odor pungente.


L’alternativa al sughero è il tappo sintetico. Sì, immagino; ancora oggi molti sbiancano a sentirlo nominare ma non è davvero il caso. I tappi sintetici sono atossici, presentano un indiscusso livello di sterilizzazione, non si sgretolano, non sono attaccati da muffe e riescono a preservare nel tempo le caratteristiche del vino. Va da sé che con l’utilizzo di tappi sintetici, non si potrà parlare di sicuro di “affinamento in bottiglia”! Ad ogni modo di sughero o sintetico ciò che conta è sempre e comunque la qualità. Non di rado un nettare eccellente è mortificato da un’apertura disgraziata cagionata dallo sgretolamento del tappo. In quel momento anche i detrattori più integralisti del sigillo sintetico (forse…) muterebbero idea.


11 Commenti a “Tappo, tappi e dolori!”

  1. A dir il vero si stanno sperimentando alre forme di “sigillo” e sembra che all’estero nessuno se ne lamenti.
    Vedremo se e’ tutt’oro o tutto na stru..at’.

  2. Crazymorgana scrive:

    osservazioni esatte! io da inesperta non le sapevo! ciao

  3. Nai scrive:

    sà di tappo! l’ho sempre sentito dire e mai l’ho capito. Ma certo, il sughero di cattiva qualità sgretolato nella bottiglia quello si, quello lo capisco bene e non mi piace. Viva quindi i tappi di qualità! L’importante che chiudano bottiglie che valgono tanto parlare!

  4. Leonardo scrive:

    Il coronamento di un sogno è: che il sogno non sia mai interrotto bruscamente!! Dunque sperare che la scarsa qualità di un sughero supporti la nobiltà di un vino è come immaginare che l’ombrello salvaguardi anche i piedi! Ah, dimenticavo, il tappo sintetico: ” Pegio el tacòn del sbrego” [ peggio il rattoppo dello strappo ].

  5. Denny scrive:

    Chiaramente oltre che l’”odore di tappo”, purtroppo le muffe del sughero trasferiscono anche e soprattutto il sapore……
    Per quanto riguarda i tappi in silicone anche qui ci sono delle grosse differenze di qualità, i tappi da preferire sono quelli le cui estremità sono ruvide e quasi porose, un’ottima marca è la Nomacorc i cui tappi anche all’olfatto non trasmettono particolari odori, alla vista sembrano dei veri e propri tappi di sughero.
    I tappi di scarsa qualità tutti “bombati” spesso sono “quasi “unti” e trasmettono odori appena aperti non gradevolissimi.
    Prosit

  6. Valerio Rosati scrive:

    Fino a qualche tempo sentivo qualcuno dire che il tappo di sughero era necessario per i vini da lungo-lunghissimo invecchiamento, mentre per i vini “normali” andava benissimo il tappo sintetico. In realtà oggi, con gli studi fatti sul tappo sintetico, non è detto che questo sia ancora vero, ma mancano ovviamente riscontri su vini invecchiati 15 anni e più con tappi sintetici. Un amico produttore di aglianico mi diceva che secondo lui anche quel vino può invecchiare serenamente col sintetico…
    Uno degli aspetti da combattere con certezza è però il pregiudizio che il tappo sintetico si porta appresso, cioè quello di essere usato per vini di bassa qualità (anche in questo caso alcuni produttori mi hanno detto di non usarlo solo per questo motivo…). All’estero di questo aspetto se ne impipano altamente, tant’è che viene comunemente usato anche il tappo a vite per bottiglie di fascia alta…

  7. S. Buso scrive:

    Va anche detto che il tappo sintetico nasce come “opzione” a quello tradizionale causa la salita di prezzo del sughero di qualità adoperato [appunto] per i tappi…

  8. aLL’ESTERO USANO anche PER alcuni VINI DI QUALITA’ molto piu’ il tappo a vite e non i tappi sintetici. Secondo me questo ed altri che stanno sperimentando, sono molto meglio dei siliconati utilizzati finora.
    Certo il sughero di qualita’ per sdesso resta il piu’ affidabile oltre al fascino storico che si porta dietro.

  9. Umberto scrive:

    Ottimo e molto bello esteticamente anche il tappo di vetro utilizzato da Cusumano.

  10. Si anche a quello mi riferivo,per me e’ un argomento interessante ed attendo buone nuove stanco dei tappi di me… che mi hanno rovinato buone bottiglie.

  11. Lucio Giunio Moderato "Columella" scrive:

    Ho seguito qualche corso da sommelier…… Ho parlato con Enologi di fama internazionale…. Tutti concordi nel dire che la cosa importante è la quantità di ossigeno presente nel collo della bottiglia e che il sughero per poter essere da barriera deve essere sempre ben umido e quindi dilatato. Ovvio che se si comprano sugheri portoghesi da 50 cent l’uno è un conto, se si usano sugheri “farlocchi” da 50 cent il pacco da 1000 è un altro. Comunque la ricerca è sul tappo a vite, perchè sembri sia il migliore per il mantenimento e l’invecchiamento.