News dalle aziende e dagli enti

Vincenzo Mercurio da BioDivino con Fattoria La Rivolta ai punteggi top attribuiti al Falerno di Masseria Felicia da Robert Parker

14 luglio 2011

L'Enologo Vincenzo Mercurio

I vini del wine  maker campano Vincenzo Mercurio continuano a raccogliere i consensi della critica, italiana e internazionale, grazie al risultato del proprio pensiero enologico e del grande lavoro di squadra tra vigna, produttore ed enologo. Stavolta, a poche settimane dal riconoscimento del Premio Biodivino con la medaglia d’oro per l’aglianico e quella d’argento per la falanghina a Fattoria La Rivolta nell’areale del Taburno, è il turno del pluripremiato Falerno del Massico di Masseria Felicia nell’alto casertano, l’Ager Falernus, che anche quest’anno, porta a casa il gradimento di Robert  Parker, il guru di Wine Advocate, che ha mostrato di apprezzarlo sin dalla prima vendemmia. Il lavoro che Mercurio svolge con Masseria Felicia dal 2007, è frutto della gran voglia di crescere e di fare sempre meglio con passione, metodo e fatica. Come sempre quando l’intesa tra enologo e produttore è forte ed immediata, anche i risultati, naturalmente prodotti dalla vigna, risultano eccellenti.

Tre generazioni della famiglia Brini in vigna: papà Alessandro, M.Felicia e la piccola Alice: qui in vigna si vive

Parker ha recensito tre Falerno estremamente diversi tra loro: il Falerno del Massico 2008, “ricco, armonico, pieno di personalità, con aromi terziari non del tutto sviluppati, e maturità prevista tra il 2012 e il 2018”. Il punteggio attribuito a questo vino (90) è tanto più straordinario, in quanto si tratta di un Falerno del Massico, uno dei pochi, che fa solo acciaio e rappresenta pertanto, una nuova tendenza di questo vitigno, in direzione della freschezza, privilegiando la bevibilità e l’ottimo rapporto prezzo – qualità.  L’Ariapetrina 2007, la voce del territorio, quella più schietta e vera che conserva nelle vene l’essenza dell’aglianico e del piedirosso, del falerno del nonno, intenso, complesso, dal lungo e nitido finale, è stato definito da Parker “scuro, possente, appena all’inizio di un’evoluzione esemplare, ancora un po’ di bottiglia per arrivare al top: maturità prevista tra il 2014 e il 2022”. 15 anni di vita per un vino che fa giusto 8 mesi di legno…

Per concludere,  l’ Etichetta Bronzo 2007 “ il vino di punta 2007 Falerno del Massico Rosso Etichetta Bronzo, secondo Parker, “un vino che scorre nel bicchiere con un’eccitante melange di frutti di bosco, grafite, roccia frantumata, fiori secchi, mostrando un meravigliosa morbidezza intrinseca ed un favoloso, complessivo equilibrio. Il che per un rosso campano non così famoso, lo porta automaticamente ai livelli di un vino  super star, maturazione prevista fino al 2027”. . . vent’anni di vita, almeno.

Credits
www.vincenzomercurio.com
Comunicazione Officine Gourmet

24 Commenti a “Vincenzo Mercurio da BioDivino con Fattoria La Rivolta ai punteggi top attribuiti al Falerno di Masseria Felicia da Robert Parker”

  1. Cesare scrive:

    meno male che esiste robert parker così, a scatola chiusa, sapremo sempre quali vini non comprare.

  2. Giulia Cannada Bartoli scrive:

    trovo questa sua affermazione gratuita e poco informata, visti i consensi che i vini di masseria felicia hanno ricevuto dalla guide italiani, ma quello che più conta è il numero di esperti e appassionati che li compra senza lasciarsi influenzare da alcuna guida, semplicemente andando in azienda ad assaggiare i vini, La invitiamo in azienda a fare lo stesso, nostro ospite naturalmente. la famiglia Brini ha dedicato la vita alle proprie vigne e stia sicuro che non c’èera bisogno di Parker per riconoscere la qualità del vino. se il riconoscimento è arrivato ben venga, quel che conta è che il vinopiaccia alla gente che riesce ad acquistarlo ad un prezzo accessibile ben al di sottotto da molti vini riconosciuti a livello internazionale.

  3. Cesare scrive:

    in realtà non ho nulla contro masseria felicia, i suoi vini che comunque ho assaggiato prima della pubblicità fattagli da Parker, non mi piacciono. mi pare lecito. il senso sel post precedente era più un pensiero estrinsecato pubblicamente. nel senso che i vini che parker magnifica, puntualmente, non trovano corrispondenza col mio gusto. tutto qui.

  4. Giulia Cannada Bartoli scrive:

    ok il mondo è bello perchè è vario, e il gusto del vino è estremamente soggettivo è questo il suo fascino, la invito gentilmente a non generalizzare, esprima semplicemente la sua legittima opinione personale usando la parola io e non noi a meno che Lei non abia discendenza reale nel qual caso mi inchino umilmente:))))

  5. Luca Miraglia scrive:

    L’affermazione del sig. Cesare è frutto di una supponenza che è pari solo all’ignoranza, atteso che, sin dalla prima vendemmia, i vini di Felicia Brini (simpatica quanto brava) hanno riscosso consensi unanimi, ponendosi fra le etichette di punta in un ambito territoriale che per troppo tempo è rimasto immobile, nonostante le potenzialità obiettive del territorio e gli sforzi, da un lato, del “patriarca” Michele Moio e, dall’altro, dei “fratelloni” (nonchè cari amici) tani e Ninni Avallone, sulla scorta della cultura e della passione del loro papà.
    L’ingrediente nuovo della ricetta è Vincenzo Mercurio: ho conosciuto, tramite l’ormai pluripremiato Paolo Cotroneo, una persona schiva, quasi timida, ma di cui si intuiva immediatamente la capacità di individuare, nelle singole realtà con cui entrava in contatto, il “genius loci”, l’anima vera del territorio, quella che deve rappresentare, sempre, la spina dorsale di un vino, quale che sia il “nome” del wine maker.
    Perciò, complimenti alla famiglia Brini ed auguri di un successo che, al di là degli apprezzamenti parkeriani, è ampiamente meritato.

  6. Felicia Brini scrive:

    Gentile Sig. Cesare,
    mi permetto di intervenire riguardo la mia azienda, cosa che non amo fare normalmente per ovvi motivi, e visto che credo che ognuno sia libero di dirne bene o male, DOPO AVER TESTATO I PRODOTTI. Per cui “leggittimissima” la sua opinione personale sul fatto che non le piacciono. A scatola chiusa, però, si può decidere di acquistare o no un vino per vari motivi, ma non mi è mai capitato di non acquistarlo “a scatola chiusa” perché qualcuno ne parla bene, indipendentemente da quale sia la fonte di provenienza. Le persone che ci conoscono e conoscono i nostri prodotti sanno che io amo tantissimo avere persone direttamente in cantina, che poi è una cantina/casa, vista la gestione familiare, e ciò significa che mi capita spessissimo di accogliere appassionati che hanno magari solo la pausa pranzo o il sabato e la domenica ad orari assolutamente improbabili perché credo sia importantissimo conoscere il vino da dentro. Sentirne i profumi in VIGNA, assaporarne il territorio, se poi la NOSTRA espressione di Falerno non le aggrada ben venga, ma mi sembra riduttivo dare un “consiglio” a priori. Anche perché se è vero che nel vino c’è tanto delle persone che lo producono le assicuro che nel nostro c’è il 100% di me, di mio padre e di mia figlia.
    Per il resto spero di poterla ospitare qui ed ascoltare con molta attenzione i suoi giudizi. Sia cattivo la prego, ho bisogno di crescere e per questo che lavoriamo con tanta passione ed attenzione 
    Cordialmente

    Maria Felicia Brini

  7. Felicia Brini scrive:

    Gentile Sig. Cesare,
    mi permetto di intervenire riguardo la mia azienda, cosa che non amo fare normalmente per ovvi motivi, e visto che credo che ognuno sia libero di dirne bene o male, DOPO AVER TESTATO I PRODOTTI. Per cui “leggittimissima” la sua opinione personale sul fatto che non le piacciono. A scatola chiusa, però, si può decidere di acquistare o no un vino per vari motivi, ma non mi è mai capitato di non acquistarlo “a scatola chiusa” perché qualcuno ne parla bene, indipendentemente da quale sia la fonte di provenienza. Le persone che ci conoscono e conoscono i nostri prodotti sanno che io amo tantissimo avere persone direttamente in cantina, che poi è una cantina/casa, vista la gestione familiare, e ciò significa che mi capita spessissimo di accogliere appassionati che hanno magari solo la pausa pranzo o il sabato e la domenica ad orari assolutamente improbabili perché credo sia importantissimo conoscere il vino da dentro. Sentirne i profumi in VIGNA, assaporarne il territorio, se poi la NOSTRA espressione di Falerno non le aggrada ben venga, ma mi sembra riduttivo dare un “consiglio” a priori. Anche perché se è vero che nel vino c’è tanto delle persone che lo producono le assicuro che nel nostro c’è il 100% di me, di mio padre e di mia figlia.
    Per il resto spero di poterla ospitare qui ed ascoltare con molta attenzione i suoi giudizi. Sia cattivo la prego, ho bisogno di crescere e per questo che lavoriamo con tanta passione ed attenzione :)
    Cordialmente

    Maria Felicia Brini

  8. Er mejo paraculo de Trastevere scrive:

    “meno male che esiste robert parker così, a scatola chiusa, sapremo sempre quali vini non comprare.”

    “in realtà non ho nulla contro masseria felicia, i suoi vini che comunque ho assaggiato prima della pubblicità fattagli da Parker, non mi piacciono”.

    E sti cazzi! ‘A Cesare… ma ce sei, o ce fai?

  9. nino scano scrive:

    Cara Felicia,
    il sommo poeta diceva ….non ti curar di lor ma guarda e passa…detto questo, ognuno può affermare di apprezzare un vino oppure no, ma i modi, come sempre, fanno la differenza…bisogna comunque e sempre apprezzare il lavoro di chiunque crede in un progetto e cerca di portarlo avanti onestamente e con sacrifici.
    La tua famiglia cresce l’azienda come una figlia, la segue passo passo, ed è giusto, come quando andavamo a scuola, essere giustamente orgogliosi di una bella pagella!!!!!

    BRAVI

    • andrea scrive:

      Approvo pienamente le sagge parole del Sig. Scano e della Sig.ra Brini, detto ciò considero il Falerno un ottimo vino fatto da persone che s’impegnano con sana ed esemplare passione, e, non credo che parole denigranti in rete servano a qualcosa. Anzi, forse, questi “franchi tiratori” così lesti nel lanciare cotante “belle” parole in realtà non fanno che screditare un vitigno che nei decenni non è stato valorizzato come meriterebbe,ovvero, eclissato da altri che, magari, hanno una storia ben poco paragonabile. Inoltre, credo fermammente che l’unione fa la forza e la coesione dei viticoltori del Falerno gioverebbe, nell’affermarsi, in un mercato che ormai propone una varietà infinita di vini, a volte non così esaltanti nelle qualità, ma portati in “pompa magna” grazie al gran lavoro di marketing a tutti ilivelli dagli “addetti ai lavori” uniti e verso una direzione non egoistica. Questo è il mio parere, costruire non disfattismo oltretutto gratuito.
      Per finire, dato che è stato fatto il nome di una cantina da un “blogger” nelle discussioni precedenti, desidero affermare che ho assaggiato in piu’ occasioni il vino di MASSERIA FELICIA oltre quelli di altre cantine, ed è un’ottimo vino, senza nulla togliere ai medesimi dei quali mi compiaccio.
      Cordilai saluti a tutti

  10. Luigi De Sanctis scrive:

    io ho avuto modo di assaggiare i vini di Masseria Felicia al Vinitaly di quest’anno, ho fatto un “tour” di tutti i 5 grappoli della Campania per conoscere, direttamente, i “campioni” della mia regione.
    Chiaramente non mi sono limitato alla degustazione dell’Etichetta Bronzo ed non sono stato per niente deluso dagli altri vini. Non sono qui per criticare le opinioni del sig. Cesare ne tantomeno per prendere le difese di Masseria Felicia, non ne avrei nessun interesse nè da un lato nè da un altro.
    Ad ogni modo rimango dell’idea che “Nella cantina piccola c’è il vino buono!”. Nei vini e nelle parole delle piccole aziende familiari ho trovato davvero la passione per il vino, cosa che difficilmente ho visto nelle grandissime aziende.
    Risultati del genere sono da apprezzare e il mio intervento è proprio per fare i complimenti a Masseria Felicia e al suo enologo che sta facendo il bottino di premi.

  11. Non riesco a trattenermi….devo dire la mia.
    Possibile che non si riesca a capire che più il gusto diventa omologato più il vero senso del “VINO” si perde.
    Che un vino possa piacere o no questo è leggittimo e, fortunatamente soggettivo. Ma quando un vino è espressione di un territorio, della sua storia, e di chi lo produce, in esso si ritrova una emozione unica e irripetibile, e ciò genera l’unica vera ragione per cui va acquistato, e se tutto ciò che ho immaginato nel prepararmi a quell’emozione si riscontra al momento di berlo ALLORA VALE TUTTI i sacrifici che sono serviti per produrlo, commercializzarlo e comprarlo.
    E’ chiaro che stiamo parlando di una fascia di consumatori colti e informati, ma il panorama del vino italiano riserva tesori preziosi ancora inesplorati che potranno fare la differenza nel mercato del futuro, sempre più influenzato dai poteri forti che gestiscono i “Parker” della situazione ma che generano per forza la voglia di informarsi e ricercare quegli scrigni come Masseria Felicia che hanno tenuto duro alle mode e con duro lavoro e passione tramandano l’arte di fare il vino come gli avi hanno insegnato.
    Il parere di Cesare è “Fantastico” proprio perchè indica che la strada giusta è di rimanere se stessi e non tutti viviamo delle stesse emozioni………….i Brini sono epressione di un modo di essere e continueranno per secoli ad esserlo e sempre più ci saranno persone che si emozioneranno allo stappare di una loro bottiglia…………………..VIVA DIO CHE SIA COSI’

  12. Angelo scrive:

    Quante banalità pur di fomentare un vespaio di polemiche sterili ed inutili; i vini di Felicia sono piccoli grandi capolavori che solo il tempo saprà rivelare in tutta la loro essenza, Etichetta Bronzo in primis; tra l’altro non v’è rosso in Campana più eclettico e a misura di consumatore del Falerno (come lo vuoi, asciutto, morbidoso, austero, ruffiano?) pertanto chi non si capacità del suo successo (in divenire), o non ha capito una mazza di questo vino e di questa terra o è, più semplicemente, in malafede!

  13. Flavia scrive:

    …le scatole sono fatte per essere aperte!!!…e che bello quando al loro interno scopri odori, sapori e piaceri genuini e sopratutto squisiti…

  14. Daniela scrive:

    Io non ho fatto corsi di somelier, non sono un’esperta di vini, sento i profumi che riconosce il mio naso e i gusti che assaporano le mie papille gustative. Bevo il vino perchè mi piace. Punto. Forse non conoscerò il nostro patrimonio nazionale, ma per me dire Falerno è dire Masseria Felicia. Di sicuro, come ha scritto Giulia, il mondo è bello perchè è vario (e anche un pò avariato se mi consentite un commento) e non è possibile incontrare i gusti di tutti, ma ritengo che il Falerno di Masseria Felicia (Etichetta bronzo in particolare) sia sfacciatamente gustoso!

  15. Giuseppe Orefice scrive:

    Trovo le dichiarazioni del Sig. Cesare quanto mai immotivate e sopratutto scarsamente argomentate, tanto da farmi pensare a malcelati e regressi rancori nei confronti sopratutto di Robert Parker. A prescindere dai punteggi e dai gusti il lavoro fatto dalla famiglia Brini è sopratutto un ottimo esempio per il territorio, per le piccole produzioni di qualità e per il buono che in Campania si produce.

  16. Maxim Posa scrive:

    Capisco che il mercato statunitense sia ampiamente egemonizzato dalla figura di Robert Parker e comprendo anche che quel mercato sia giustamente ambito dai produttori italiani……… ma almeno da questo blog non si potrebbe prescindere dai punteggi del succitato???…….. E’ solo una proposta.

  17. Cari amici, l’importante è che alla fine si riesca a valorizzare il nostro territorio, l’”Ager Falernus”. Conosco il lavoro e la passione che la famiglia Brini mette nel fare il proprio prodotto, lo stesso amore che caratterizza tutti noi produttori del Falerno. Quanto poi alla polemica suscitata dalle parole del sig. Cesare ritengo che esse siano comunque il “sale” per invogliarci a fare meglio il nostro vino.

  18. B. Vinci scrive:

    Da sommelier toscana..
    Il falerno del massico,etichetta di bronzo fi Masseria Felicia, fa di già invidia a molti “grandi” toscani.
    Il Rosè è chiaramente il preludio di un vino che con qualche ritocco darà molte soddisfazioni.
    I bianchi, freschi e brillanti, rispecchiano il carattere peculiare della terra e dell’ottimo saper fare in cantina.. In una parola: complimenti.

  19. Cesare scrive:

    semplicemente mi pare che su questo sito scrivere “non mi piace” scateni sempre un’orda di commenti che si scagliano contro chi quel “non mi piace” ha avuto l’ardire di scrivere.. altro che mondo bello perchè vario…
    Ah dimenticavo, il vino è tutto buono, specialmente quello campano…. au revoir.

  20. Giulia Cannada Bartoli scrive:

    nunc bibendum est:)