
Se il bloggetto di Vincenzo Pagano è precipitato nel solo mese di agosto dal 189° al 341° posto nella classifica Wikio (peggio hanno fatto solo le borse) e non entra in quella autorevole di Blogbabel, il motivo è semplice: il web premia contenuti originali, non il copia e incolla.
Sui contenuti meglio non entrare, si tratta di compitini per le scuole elementari o di pallose disquisizioni gesuitiche.
Sulle immagini, dopo averlo beccato appena qualche mese fa su un ristorante cilentano ci risiamo: stavolta è la foto del cuoco del ristorante calabrese l’Approdo
Eccola
Pubblicata un anno fa e scattata da me
Chiunque può fare una ricerchina su Google cliccando il nome dello chef per vedere che le prime due immagini che appaiono sono riconducibili a questo sito.
Il comportamento di Pagano si commenta da solo: del resto basti pensare che conserva i pezzi scritti da Claudia Deb dopo averle tolto la firma.
Fare i conti con questa mentalità infantile non è facile, ma, come direbbe il buon Visintin, siamo tutti portualli (siamo uguali come le arance nella cassetta) sul web e se uno solleva il problema finisce con l’essere accusato di casta.
Sarà, ma almeno non facciamo parte della casta che ruba contenuti per galleggiare.
E se è capitato, siamo pronti a correggere l’errore.
Ma qui non è errore: è il comportanto tipico da predone del web.
Buona educazione vorrebbe che si chiedesse un permesso e si citasse la fonte.
Ma questa regola elementare di educazione, rispettata persino tra blog contrapposti, sfugge a Vincenzo Pagano.
Ci consoliamo pensando che le cose buone sono imitate, a noi capita spesso con i contenuti e taciamo per carità di patria, ma non sapevamo di essere bravi anche con le foto:-)
Ma abbiamo il dovere di difendere il nostro lavoro: il web è ingannevole, si possono rubare immagini, fare un collage di recensioni e dare l’impressione di essere stati davvero in un posto.
Dispiace dirlo, ma devo supporre che chi lo frequenta non abbia poi una maleducazione e un’arroganza meno spinta.















Esimio Luciano,
Per quanto concerne il sud credo che la sua attenzione nonché la nostra dovrebbe concentrarsi su ben altre questioni non su una foto che mi è stata data dalla signora Concetta Greco propietaria del ristorante.
Per tanto credo che tu debba chiedere a lei.
Dovremmo essere dei difensori di cibi e prodotti e territori non credo che sia produttiva questa polemica assurda e sterile. Non porta a nulla solo farci vedere come dei marziani dal pubblico cosa che a me non interessa. Scatti di gusto mi consente di scrivere e dire quello che penso e quello che provo. Se il contenuto non è interessante mi dispiace io sto facendo del mio meglio.
Gentile Stefania
il Sud o il Nord non c’entrano nulla con le elementari regole deontologiche e la buona educazione. Come la metteresti se io pubblicassi una tua recensione senza citarti e presentandola come mia?
E’ esattamente quello che è successo con la foto. Io ho fatto 800 chilometri per farla e non mi va di vederla pubblicata su uno spazio che ritengo squalificante.
Che te l’abbia data l’interessata nulla mette e nulla toglie, in quanto la proprietà di una foto, salvo accordi diversi, è di chi la scatta.
E siccome il Pagano Vincenzo è recidivo nella scorrettezza su questa come su numerose altre questioni in cui si pone ben al di sotto delle regole civili, è stato bene sottolinearlo.
Non avevo dubbi sulla tua buona fede e infatti non ti ho tirato in ballo. Ma forse a volte chiedere sempliemente scusa è il modo più elegante per fare bella figura.
Lucià, non so come spiegartelo Vincenzo non ne sapeva niente di questa foto di tua proprietà
la mia proposta è facciamoci tutti quanti questi 800 chilometri andiamoci a mangiare quelle belle aragoste calabresi
beviamoci un bel pò di litri di vino rigorosamente calabro e ci facciamo una marea di foto tutti insieme appassionatamente.
;-)
Ciao Stefania.. io invece proporrei di venire a napoli a mangiare zeppole e PANZAROTTI!! AHAHAHH Cmq, per esperienza (ahimè), ti dico che c’è chi sa, chi non sa, e chi fa finta di non sapere… a buon intenditor, poche parole!!
Pappapagano ha frequentato il Vaticano e lavorato da tale previticesare. gia’ cosi’basterebbe a qualificarlo. A Luciano e’andata bene. A me, più’ ingenuo, peggio. Ha preso soldi, idee e cancellato dal suo scatti di merda (sodale di previticesare e Berlusconi quindi ci sta benissimo) i miei pezzi su bottura a Londra, dove io ero, dio me ne scampi dalla cazzatA fatta, socio e fondatore e , a questo punto, finanziatore del blog alla sua partenza. Chissa’ perche’ non mi denuncia. Andrei volentieri davanti a un giudice, io . E anche ad una commissione che si occupi delle malefatte dei “giornalisti” come lui.
Posso dire che è tristissimo questo modo di fare giornalismo ? E’ come se facessi la parrucchiera e scrivessi sulla vetrina di non andare da una mia concorrente perchè brucia i capelli col phon. (esempio non scelto a caso) Già è abbastanza triste il giornalismo che si legge o si vede in tv. Il web è libertà e odio queste beghe che leggo nei blog che trattano di food. Per fortuna tutti noi abbiamo un palato e un cervello e questi post da novella 2000 che spesso trovo qui li trovo solo squallidi.
RIngrazio il buon Giancarlo Maffi di aver lavato un po’ dei suoi panni sporchi qui.
A noi lettori non ce ne frega nulla dei problemi che ha avuto con Pagano… e lui riportandoli qui non fa una bella figura.
Ciò detto buon divertimento soprattutto allla signorina Deb che ama fare questo Cantanapoli da vera signora.
(se amate il purchè se ne parli… allora ok)
Lei invece è un vero signore: apre la porta ai ladri e non va a denunciare il furto. Così si fa!
una bella metafora … pregna di significato, la userò.
Comunque capisco, colpito e affondato.
Però sa, il web è libero e visto che lei pubblica queste cose ha due chance, accettare critiche o cancellarle.
Io credo che colpito e affondato sia il Dott. Pignataro , lo si capisce dalla risposta livorosa e non attinente.
Allo squallido di questo blog aggiungerei anche terribile dal punto di vista grafico.
A questo post ci sono arrivato cercando notizie sul ristorante sopra menzionato.
Per fortuna se ne parla diffusamente in altre sedi, qui non ci tornerò mai più viste le risse.