Dall’International Wine and Food Institute diretto da Lucio Caputo riceviamo e volentieri pubblichiamo
Effetto crisi: il prezzo medio scende sotto la soglia psicologia dei 5 dollari
New York, 26 agosto — I dati sulle importazioni vinicole USA relativamente al primo semestre dell’anno, appena resi noti dall’Italian Wine & Food Institute, hanno confermato i trend degli ultimi mesi.
Nella nota il presidente dell’Istituto, Lucio Caputo, ha sottolineato come sia stato confermato il continuo crescente aumento delle importazioni statunitensi che, nei primi sei mesi dell’anno, hanno fatto registrare un incremento del 22% in quantità controbilanciato da una riduzione del 13,1% in valore a riprova della tendenza del mercato americano a preferire, nell’attuale periodo di crisi economica, i vini a basso prezzo.
L’aumento in quantità è in particolare dovuto all’incremento dei vini sfusi provenienti dall’Australia, dal Cile e dall’Argentina con prezzi all’origine di circa mezzo dollaro, dollaro, contro un prezzo medio di $3,74 al litro dei vini imbottigliati.
“L’aumento delle importazioni di vini sfusi dall’Australia, dal Cile e dall’Argentina – ha rilevato Caputo – e’ uno dei fattori di maggior rilievo che si sta verificando sul mercato vinicolo americano che non trova riscontro nella passata storia delle importazioni vinicole americane e che potrà notevolmente influire sul futuro andamento e sulla composizione del mercato vinicolo statunitense”.
Dalla nota dell’Italian Wine & Food Institute si rileva anche che i prezzi medi all’origine dei vini importati nei primi sei mesi del 2009 sono stati: di $8,45 per i vini francesi (contro $11,26 del periodo gennaio-giugno 2008); di $4,77 per i vini italiani (contro $5,41); di $2,58 per i vini argentini (contro $2,55); di $2,22 per i vini australiani (contro $3,53); e di $1,95 per i vini cileni (contro $3,30).
Per quanto concerne i singoli paesi, l’Australia continua a detenere la sua posizione di leader, superando l’Italia di circa 262.170 ettolitri, mentre il Cile, l’Argentina e la Nuova Zelanda, a differenza dei paesi europei, continuano a migliorare le loro posizioni, con aumenti che vanno dal 19,5% della Nuova Zelanda al 31,2% dell’Argentina ed al 138,8% del Cile.
L’Australia si conferma quindi, nel semestre in esame, il principale esportatore di vini verso il mercato USA anche se, secondo quanto sottolineato da Caputo, tale posizione e’ stata raggiunta con una massiccia esportazione di vini sfusi e che, se non si computano i vini sfusi, l’Italia mantiene il primo posto fra i paesi fornitori. E per mantenere ed ampliare questa posizione occorrono iniziative promozionali di grande prestigio ed immagine quale il “Gala Italia” che si terrà a New York il 25 febbraio prossimo.
In particolare, le importazioni di vini italiani, sempre nel primo semestre dell’anno, sono ammontate a 979.700 ettolitri per un valore di 466,92 milioni di dollari contro 1.063.770 ettolitri e 575,92 milioni di dollari del corrispondente periodo del 2008, con una diminuzione del 7,9% in quantità e del 18,9% in valore. Quest’ultimo dato, sottolinea Caputo, conferma che da una parte si e’ cominciato a ridurre i prezzi dei vini italiani esportati negli USA e che, al contempo, sono stati importati vini più commerciali e di più basso costo. Le importazioni di vini sfusi dall’Italia in tale periodo sono diminuite da 82.730 ettolitri di gennaio-giugno 2008 a 51.430 ettolitri di gennaio-giugno 2009.
Nello stesso periodo, le importazioni di vini australiani sono ammontate a 1.241.870 ettolitri per un valore di 275,62 milioni di dollari, con un aumento del 31,2% in quantità ed una diminuzione del 2,3% in valore. Notevole impatto ha avuto, sempre nei primi sei mesi dell’anno, il notevolissimo aumento delle importazioni di vino sfuso, che e’ passato dai 67.880 ettolitri del 2008 ai 562.690 ettolitri del 2009, raggiungendo il 45,3% del totale complessivo delle esportazioni australiane. Il prezzo medio all’origine dei vini sfusi australiani e’ stato di 61 centesimi di dollari al litro. Da notare che escludendo i vini sfusi, le importazioni USA di vini australiani in bottiglia sono diminuite da 731.250 ettolitri per un valore di 274,46 milioni di dollari a 679.170 ettolitri per un valore di 241,094 milioni di dollari.
La quota del mercato dei vini importati dall’Italia e’ scesa dal 31,9% del primo semestre 2008 al 24,1%, mentre quella dell’Australia e’ salita, nello stesso periodo, dal 24,0% al 30,6%.
Sempre nei primi sei mesi del 2009, secondo la nota dell’Italian Wine & Food Institute, le importazioni dalla Francia sono ammontate a 373.010 ettolitri per un valore di 315.28 milioni di dollari contro i 399.010 ettolitri per un valore di 449,29 milioni di dollari di gennaio-giugno 2008, con una diminuzione del 6,5% in quantità e del 29,8% in valore. Le importazioni di vini sfusi dalla Francia sono aumentate da 45.660 ettolitri a 47.880 ettolitri.
Le importazioni dal Cile in tale periodo hanno fatto registrare il più consistente aumento rispetto alle importazioni da tutti gli altri paesi, ammontando a 582.060 ettolitri per un valore di 113,77 milioni di dollari contro i 243.700 ettolitri per un valore di 80,48 milioni di dollari dei primi sei mesi del 2008, con un aumento del 138,8% in quantità e del 41,4% in valore. Le importazioni di vini sfusi dal Cile in tale periodo sono ammontate a 283,730 ettolitri contro i 5.110 ettolitri dello stesso periodo del 2008, rappresentando il 48,7% del totale complessivo. Il prezzo medio all’origine dei vini sfusi cileni e’ stato di circa 48 centesimi di dollari al litro.
Le importazioni dall’Argentina nel periodo gennaio-giugno 2009 sono state di 371.540 ettolitri per un valore di 95,89 milioni di dollari contro i 283.130 ettolitri ed i 72,34 milioni di dollari di gennaio-giugno 2008, con un aumento del 31,2% in quantità e del 32,6% in valore. Le importazioni di vini sfusi dall’Argentina sono state oltre il 38,0% del totale complessivo ed hanno un prezzo all’origine di 46 centesimi di dollaro.
Sempre nel periodo gennaio-giugno 2009, le importazioni dalla Spagna e dalla Germania hanno fatto registrare notevoli riduzioni rispetto a gennaio-giugno 2008. In tale periodo, le importazioni dalla Spagna sono ammontate a 144.410 ettolitri per un valore di 73,0 milioni di dollari, con una diminuzione del 6,9% in quantità e del 22,8% in valore rispetto al corrispondente periodo del 2008; quelle dalla Germania sono ammontate a 127.660 ettolitri per un valore di 54,87 milioni di dollari, con una diminuzione del 7,7% in quantità e del 21,6% in valore. Le importazioni di vini dalla Nuova Zelanda sono ammontate a 110.300 ettolitri per un valore di 75,12 milioni di dollari, con un aumento del 19,5% in quantità e dell’11,2% in valore. Le importazioni totali USA di vini dagli altri paesi non compresi fra i primi otto, nel periodo gennaio-giugno 2009 sono ammontante a 133.770 ettolitri per un valore di 50,90 milioni di dollari contro i 156.280 ettolitri e 58,39 milioni di dollari nel corrispondente periodo del 2008.
Un’ampia panoramica sul mercato vinicolo Usa, corredata da un notevole numero di grafici, sarà pubblicata nel numero di settembre del “NOTIZIARIO” dell’Istituto.
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