Pasta con le sarde e il finocchietto |’A pasta che sardi e ‘u finuccieddu

14/11/2017 3.2 MILA

'A pasta che sardi e 'u finuccieddu
‘A pasta che sardi e ‘u finuccieddu

Pasta con le sarde e finocchietto di Laura Scollo

‘A pasta che sardi e ‘u finuccieddo” secondo la tradizione fu inventata da un cuoco arabo del generale Eufemio da Messina durante la campagna militare degli arabi nella zona di Siracusa.

Il cuoco doveva sfamare le numerose truppe, trovandosi però in condizioni disagiate dovette fare appello alla sua inventiva ed elaborare un piatto con quel che la natura di quel luogo gli offriva; fu così che unì il pesce, rappresentato dalle sarde e i sapori della terra: finocchietto selvatico, principalmente, e pinoli e uvetta.

 

'A pasta che sardi e 'u finuccieddu
‘A pasta che sardi e ‘u finuccieddu

'A pasta che sardi e 'u finuccieddu
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'A pasta che sardi e 'u finuccieddu

Ricetta di Luciano Pignataro

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Ingredienti per 4 persone persone

  • finocchietto selvatico 500 gr
  • spaghetti 400 gr
  • sarde fresche 400 gr
  • uvetta 50 gr
  • pinoli 30 gr
  • cipolla 1
  • zafferano in polvere
  • olio extravergine d'oliva
  • sale
  • pepe

Preparazione

Mondate il finocchietto , ricavando solo la parte più tenera; lavatelo e lessatelo in acqua bollente salata per circa 15 minuti. Scolatelo ricordandovi di conservare l’acqua di cottura. Pulite le sarde, aprendole a libro e togliendo la testa e la lisca con la coda.
Ammollate l’uvetta nell’acqua. Tritate la cipolla e rosolatela facendola appassire con un pizzico di sale e quattro cucchiai d'olio; cuocete e poi aggiungete mezza bustina di zafferano sciolto in un po’ di acqua di cottura del finocchietto.
Aggiungete alla cipolla l’uvetta scolata e strizzata e i pinoli, fate insaporire per un minuto mescolando.
Unite le sarde, il finocchietto tritato, e pepate; mettete il coperchio e cuocete per 3 minuti.
Tuffate intanto gli spaghetti nell’acqua di cottura del finocchietto bollente, scolateli al dente e versateli nella padella con le sarde; mescolate delicatamente per insaporirli e lasciateli riposare per qualche minuto prima di servirli.
Aggiungete sopra a piacere del pangrattato tostato in padella con un cucchiaio d'olio d'oliva.

Vini abbinati: Cerasuolo di Vittoria DOCG "Victorya", Casa di Grazia, 2012

4 commenti

    Giuseppe

    (14 novembre 2017 - 14:14)

    La “sirena” e le sue pose poco ci azzeccano con il piatto…..anzi disturbano.

    Denny

    (14 novembre 2017 - 14:54)

    Cuoca a parte .)) consiglio la variante delle alici al posto delle sarde, sono altrettanto saporite ma si mangiano con più facilità in quanto praticamente non hanno quelle spinette spesso fastidiose.

    Marco Galetti

    (14 novembre 2017 - 15:13)

    Gentile Giuseppe, se lo scollo di Laura (ton sur ton col suo cognome) la disturba, l’ammiro, come andrebbe sempre fatto con ogni voce fuori dal coro, ma anche la ricetta così presentata, si diversifica, che è una bella parola…

    Francesco Mondelli

    (14 novembre 2017 - 16:32)

    Oggi è di moda parlare di ammiccamenti erotici impropri ad uso commerciale,ma credo che in questo contesto il tutto sia coreograficamente equilibrato e garbato tanto che il cibo sembra strizzare l’occhio all’arte o quanto meno al coloratissimo artigianato siciliano.Sostituire le alici con le sarde solo perchè,sopratutto quando sono fresche,sono più facili da pulire significa imboccare una scorciatoia che non porta da nessuna parte nel senso che questo piatto ha una sua logica impostata su sapori forti come il vino in abbinamento fa chiaramente intuire.PS.Una sola perplessità sull’uso degli spaghetti .In Sicilia usano una pasta fatta in casa che ricorda vagamente le trofie,ma volendo rimanere nell’ambito delle pasta secca personalmente non scenderei sotto il bucatino.FM.

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