Carano di Sessa Aurunca: la riunione della Confraternita del Falerno alla Locanda delle Carrozze.

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il direttivo della Confraternita, assenti Vincenzo D'ausilio e Vincenzo Papa

“L’ACQUA DIVIDE GLI UOMINI, IL VINO LI UNISCE

di Giulia Cannada Bartoli

E’ questo il motto che si legge entrando alla seconda riunione conviviale della Confraternita del Falerno, nata negli ultimi mesi del 2010 per forte volere del giovane e caparbio produttore di Falerno, Antonio Papa insieme ad un gruppo di amici e appassionati. Si tratta del primo gruppo dedicato al Falerno, che, intende sostenere i rapporti e le relazioni tra produttori, stampa ed  appassionati del Falerno, attraverso l’organizzazione di incontri, degustazioni, workshop,  e corsi di formazione, dedicati all’approfondimento della conoscenza del millenario mondo del vino Falerno. Gli obiettivi consistono nell’organizzazione di tutte quelle attività capaci di far cogliere le micro e spesso macro, differenze dei vini prodotti nel Ager Falernus, anche grazie a tour organizzati nelle aziende socie e non  della confraternita.

In particolare la Confraternita  intende svolgere  attività di tutela, promozione, valorizzazione e salvaguardia del vino Falerno del Massico D.O.C., delle uve che concorrono alla sua produzione e del suo territorio di origine, incluse le altre eccellenze gastronomiche, agricole e zootecniche. La Confraternita, che si pone quale vera e propria  università del Falerno, promuove e testimonia un prodotto che non è solo vino, ma anche e, soprattutto,  storia,  tradizione e  paesaggio, al fine di trasmettere all’esterno  l’impegno, la passione, l’amore per questa terra, l’ubertoso Ager Falernus.

il logo della Confraternita

Il Consiglio Direttivo è composto da otto soci fondatori

Priore: Giuseppe Garozzo Zannini Quirini : rappresetante legale dell’associazione, convoca e presiede il Direttivo, curando anche il cerimoniale delle manifestazioni e attività. Maestro Fondatore,  Antonio Papa: Coadiuva il Presidente e, in caso di assenza o impedimento di questi, ne assume le mansioni; presiede l’Assemblea dei soci. Maestro Scrivano, Vincenzo D’ausilio: Redige i verbali delle sedute del Consiglio e li firma con il Presidente; presiede il Consiglio in assenza del Presidente e del Vicepresidente; è custode degli archivi delle delibere e dei verbali del Consiglio, e cura i tesseramenti Maestro Tesoriere, Vincenzo Papa: Tiene la contabilità, è responsabile della cassa, redige il rendiconto finale delle spese e delle entrate; cura ogni aspetto informatico e telematico Maestro Comunicatore, Franco Santilli: Cura i rapporti con i media ed i rapporti istituzionali. Maestro Gastronomo, Giuseppe Orefice: Cura gli aspetti tecnici (enogastronomici) concernenti lo scopo dell’associazione e le comunicazioni nel panorama enogastronomico. Maestro Funzionario, Antonio Zannini: Cura ogni aspetto legale, amministrativo e burocratico relativo alla gestione dell’Associazione; chiede, ove lo ritenga opportuno, la collaborazione del Maestro Scrivano, e sostituisce quest’ultimo, in caso di assenza, nella redazione dei verbali delle sedute del Consiglio. Maestro Negoziatore, Antonio Russo: Cura e coordina i rapporti commerciali, acquisti e forniture con l’esterno proponendo al consiglio eventuali rapporti economico – professionali da intraprendere con persone fisiche o giuridiche esterne all’Associazione, coadiuvato dal maestro Comunicatore.

Giuseppe Orefice, Maestro Gastronomo

L’ atmosfera tra il magico e il ritorno a qualche secolo fa della seicentesca Locanda delle Carrozze di Annie Pasca e del marito Peppe Falco, fattivo dirigente di Agrisviluppo Caserta che ha profuso tante energie nel progetto di richiesta di riconoscimento delle terra del Falerno, quale patrimonio dell’umanità dell’Unesco, al quale anche la Confaternita ha dichiarato di voler contribuire. Esaurita la parte illustrativa delle attività della confraternita, Antonio Papa descrivendo brevemente le modalità e i requisiti per aderirvi, passa la parola al Maestro Gastronomo Peppe Orefice, Fiduciario Slow Food Condotta Massico e Roccamonfina, per presentare tutti gli altri componenti del direttivo per precisare che l’dea della confraternita nasce da Antonio Papa che si è preso la briga di andare  a studiare tutte le altre confraternite, in particolare quelle del Prosecco e dell’Amarone. Noi, prosegue Orefice, siamo avvantaggiati perché viviamo nella terra del vino più antico del mondo, un prodotto che , se ben raccontato, desta ancora tanta curiosità al di fuori del settore specializzato e sarebbe il testimonial ideale per attrarre flussi turistici e di consumatori su questi territori. “abbiamo già fatto  grandii cose: l’ex Presidente della Repubblica Scalfaro, alcuni diplomatici ed eminenti giornalisti d settore sono già soci della confraternita. Altro particolare interessante è che il consiglio è composto da tutti giovani, il che fa ben sperare per il futuro del Falerno. Due sole le donne socie: Maria Ida Avallone di Villa Matilde e Maria Felicia Brini di Masseria Felicia.

Maria Felicia Brini

La mission  della confraternita è unica e chiara: “ non abbiamo alcun interesse a promuovere singole etichette, noi vogliamo che nel mondo si parli del brand “Falerno del Massico”, anche per questa ragione ci siamo costituiti come associazione no profit. L’intenzione è quella, in primo luogo di canallizzare questo pensiero di unità e di voglia di stare assieme, nei cinque comuni per la produzione , diventare tutti attrattori per il territorio e non solo per la propria cantina. A tale scopo saranno avviate anche operazioni di relazioni con gli enti istituzionali preposti, allo scopo di crescere insieme, dopo un approfondito esame del passato per guardare al futuro. I produttori protagonisti della degustazione sono cinque: Nugnes e Moio, assenti per motivi personali, Villa Matilde, Nicola Trabucco e Volpara. Tutti dislocati in zone diverse dell’Ager Falernus, ognuno con le sue peculiarità derivanti daterreni e vitigni differenti. La doc consente infatti di vinificare il Falerno, sia, con aglianico e piedirosso che, con primitivo in purezza.

i vini in degustazione, manca la bottiglia di Trabucco arrivata last minute

Antonio Papa passa a raccontare brevemente delle aziende e dei vini che poi degusteremo allo splendido desco della Locanda delle Carrozze, chiamando i produttori presenti a dire qualche parola sull’azienda e sul vino. Interviene , Tani Avallone titolare di Villa Matilde, Presidente del Consorzio dei Vini Di Caserta e e socio della confraternita, esternando  una profonda emozione  nel ricordare che appena nel 1989,  al riconoscimento della doc, c’erano solo tre aziende produttrici di Falerno, oggi sono oltre 20 e che il modello da seguire, viste le piccole produzioni di grandi vini, sarebbe quello di ispirazione Borgogna, regione composta da tanti piccoli “ clos” unici ed irripetibili.

Tani Avallone - Villa Matilde

A Tani Avallone seguono di Antonio Passaretti dell’azienda  Volparae Nicola Trabucco in vesti di produttore e consuelente:

Antonio Passaretti della cantina Volpara

il primo, visibilmente emozionato racconta del suo Falerno, mentre, Trabucco esprime considerazioni generali sulla conformazione e sull’eccellenza della generalità del terroir Falerno , sui diversi versanti del Monte Massico e sulla necessità di sfruttare queste differenze per meglio posizionarsi sui mercati.

Antonio Trabucco

Il menu’ della Locanda delle Carrozze:

Selezione di maialino nero casertano e tocchetto di pizza di scarola

Maccheroni alla monteroduni

Costine di maialino nero casertano con spinaci ripassati

Tagliata di marchigiana su letto di rucola e riduzione di vino Falerno

Selezione di formaggi del casertano

Crème caramel con tuìle all’arancia

I vini

–         Trabucco,  Erre Falerno del Massico doc 2008

–         Volpara, Risassi, Falerno del Massico doc 2006

–         Nugnes, Falerno del Massico doc 2008

–         Villa Matide, Camarato Falerno del massico doc 2004

–         Moio, Falerno del Massico doc 2008


NOTE DI DEGUSTAZIONE

–         Trabucco,  Erre Falerno del Massico doc 2008, fermenta in acciaio e legno, utilizzando aglianico di Taurasi e piedi rosso. Nonostante i 3 anni passati il colore si presenta rubino carico, vibrante, con note che stanno evolvendo dal floreale e fruttato verso interessanti spunti speziati e balsamici. La notevole freschezza e  tannini ben risolti, aiutano a mantenere un palato vivace, desideroso di nuovi sorsi, che lasciano una discretamente lunga persistenza gusto olfattiva. @@@@+

–   Volpara, Risassi, Falerno del Massico doc 2006 Antonio Passaretti è la terza generazione di famiglia di vignaioli del falerno  ai piedi del Roccamonfina. La posizione dei vigneti dona al vino caratteristiche minerali, appena fumè. Il colore si avvia lentamente verso un mattone appena aranciato, pur non perdendo in vivacità. Si avvertono sentori fruttati più evoluti, i tannini sembrano aver bisogno di qualche tempo per fondersi definitivamente con la struttura del vino. @@++++

Nugnes, Falerno del Massico doc 2008 vivace unione di uve Aglianico e Piedirosso, raccolte nelle zona di Carinola, alle pendici del monte Massico. Il vino  si presenta  rosso rubino intenso, al naso frutti rossi maturi e sensazione abbastanza marcata di vaniglia. Per il momento non è ancora  particolarmente intenso e complesso, pur avvertendo da lontano  una discreta  armonicità ed elegganza che si esprimerà con il passare del tempo. @@@

–  Villa Matide, Camarato Falerno del Massico doc 2004 Servita una bottiglia magnum dell’annata 2004 del cru aziendale proveniente dalla famosa vigna di 5 ettari sulle colline di San Castrese. Pluripremiato, il Camarato va interpretato in base ale diverse espressioni delle annate e, soprattutto, in base alla lunghezza del tempo di affinamento. La 2004  è uscita da poco sul mercato, è ancora un vino bambino, con qualche difficoltà ad esprimersi in tutta la sua pienezza. L’annata è stata abbastanza austera, primo ingresso all’olfatto decisamente fruttato, poi dopo aver lasciato un po’ il vino ad ossigenarsi nel bicchiere, vengono fuori note speziate dal cioccolato, alla vaniglia e al caffè. Decisamente abbiamo da attendere ancora un bel po’, ma le premesse sono ottime @@@@++

–  Moio, Falerno del Massico doc 2008, siamo di fronte ad una delle colonne che rappresenta la storia del Falerno. E’ un vino molto simile a Michele Moio, autentico, tipico, non ruffiano. Il bicchiere da uve Primitivo, si presenta di un bel colore rubino intenso, quasi fitto. Decisamente fruttato al naso, con retrolfatto speziato e balsamico, sapientemente fuso, che regala  struttura e, allo stesso tempo, freschezza e grande bevibilità. @@@@++

a tavola Felicia Brini e consorte, Antonio Papa, Peppe Falco, Giuseppe Orefice

Sono andata via dalla Locanda delle Carrozze con una speranza: che la determinazione e l’entusiasmo di raggiungere insieme gli obiettivi diano lunga vita alla Confraternita del Falerno. Ad Maiora, Vignaioli del Falerno.

Contatti e adesioni

Via Nazionale 87, Casanova di Carinola (Ce) 81030
tel 39- 334 300 1281
, adesioni: info@confraternitadelfalerno.it 334 3001281  |  393 9339067

http://www.confraternitadelfalerno.it

4 commenti

  • carmine

    (27 marzo 2011 - 10:06)

    ricchezze italiane…….

  • colin

    (27 marzo 2011 - 12:48)

    Il nettare degli dei, si univa alla “voce degli dei”, quale la musica. Il risultato non poteva che essere divino ed inebriante .Fare vino e fare musica sono entnettare degli dei, si univa alla “voce degli dei”, quale la musica. Il risultato non poteva che essere divino ed inebriante .Fare vino e fare musica sono entrambi frutto di grandi passioni… passioni che rapiscono l’anima, come quella di un viaggiatore che viene rapito da immagini, profumi e colori di mondi nuovi che si susseguono e si rincorrono … La musica in un bicchiere di vino, il vino ed i sapori della terra in una canzone ..ho bevuto questi vini – Trabucco, Erre Falerno del Massico doc Villa Matide, Camarato – Falerno del massico doc Moio, “che dire il Massimo canto della terra”!!!!!!

  • Maria

    (27 marzo 2011 - 15:51)

    La Passione . Questa è la parola magica
    Il colore della passione è il rosso, e non è un caso che tutti i piu’ grandi artisti adorino il vino rosso, simbolo per eccellenza della grande qualità vinicola ed assai spesso della storia che sta attorno alla terra che ha prodotto quel vino . E cosi produttori ed enologi, stanno alla stessa stregua dei più grandi compositori e interpreti musicali . Dietro alle loro idee, sempre grandi passioni, grandi sogni, immani sofferenze e sacrifici. Sempre la voglia di sudare per un nuovo traguardo, un nuovo risultato, sperando in una nuova grande annata o in un nuovo grande disco.. Tutto per creare, emozionare ed emozionarsi, concentrando in pochi attimi di “somministrazione”, ciò che invece ha richiesto interi anni di lavoro e le scommesse di una vita .

  • G Russo

    (27 marzo 2011 - 17:11)

    Magnifica serata, ricca di emozioni, di immagini e di sapori… tutti consapevoli di avere vissuto qualcosa di grandioso e irripetibile e di degustare un Falerno che parla di storia e di qualità. Grazie a Lei Dott. Nicola Trabucco e a tutta l’organizzazione della confraternita del Massico per essere oggi i rappresentanti della magica arte del vino Falerno.

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