Polemiche e punti di vista

Caso Ziliani: Antonello Maietta risponde alle 10 domande

3 gennaio 2012

Antonello Maietta, presidente nazionale Ais

Carissimo Luciano,

faccio seguito alla tua richiesta di ieri per inoltrarti le mie risposte ai tuoi 10 quesiti. Come ti ho già anticipato ieri al telefono mi scuso per essere stato un po’ prolisso in taluni aspetti, tuttavia ciò si è reso necessario per approfondire l’argomento senza doverci ritornare sopra altre volte. Il Sig. Ziliani probabilmente le archivierà ironicamente come la 5a o 6a versione, in realtà non c’è contraddizione alcuna con quanto da me affermato sul tuo blog e su quello di Andrea Petrini. Spero che non si stupiranno i tuoi lettori e quelli degli altri blog se in futuro mi troverò costretto ad utilizzare nei confronti del Sig. Ziliani la forma del “lei”, trattandosi di specifica richiesta dello stesso. Evidentemente il Sig. Ziliani si è convinto che la forma confidenziale del “tu” sia intimamente correlata con la mia firma sui bonifici bancari a lui diretti.

1-Presidente Maietta, lei ritiene che Franco Ziliani abbia svolto male il suo lavoro in questi quattro anni?

Certamente no, altrimenti il suo rapporto con l’Associazione Italiana Sommelier non sarebbe durato così a lungo. Tuttavia le esigenze attuali dell’Associazione richiedono non solo un bravo cronista del vino ma un efficace comunicatore delle variegate attività del nostro sodalizio.

2-Presidente Maietta, corrisponde al vero che lei durante la cena del 31 ottobre abbia manifestato a Daniele Cernilli la volontà di non avvalersi più della collaborazione di Ziliani?

E’ verissimo, lo ha già spiegato anche Cernilli. Occorre però fare un passo indietro per capire esattamente rapporto tra me e Daniele Cernilli. Ho sempre avuto una grande simpatia per Daniele, probabilmente anche per un motivo che vorrei definire sentimentale poiché per entrambi la prima tessera porta la firma del più grande Presidente dell’AIS di tutti i tempi, l’indimenticabile Franco Colombani. Ho provato poi una forte emozione leggendo il suo famoso editoriale, redatto in tempi non sospetti da Direttore del Gambero Rosso, intitolato “Grazie Mamma AIS”. In quell’articolo spiegava il ruolo fondamentale dell’Associazione Italiana Sommelier nella formazione di intere generazioni di professionisti del vino. Inoltre Daniele è stato nominato Sommelier Onorario nel 2007. Malgrado questo, non avevo mai incontrato in vita mia Cernilli prima della conferenza stampa del 29 marzo 2011, svoltasi a Milano a Palazzo Marino e moderata dal bravissimo Davide Paolini. Nel salone principale, gremito all’inverosimile di produttori, giornalisti e, naturalmente, sommelier, veniva presentata la nuova filosofia di comunicazione del vino nata dal connubio tra AIS e WSA. Del nostro staff mancava in platea soltanto Ziliani, sebbene invitato e atteso. Chiamai Cernilli a parlare al mio fianco sul palco e la sua efficacia linguistica mi colpì a tal punto da proporlo alla mia Giunta Esecutiva Nazionale come responsabile della comunicazione. Premetto che la collaborazione di Cernilli con l’Associazione Italiana Sommelier è sempre avvenuta e continua a svolgersi a titolo amichevole e gratuito. E’ chiaro che se questa dovesse trasformarsi in una collaborazione organica a titolo oneroso occorrerà un’apposita delibera da ratificare in sede di Consiglio Nazionale. Non ci vedo quindi nulla di male nell’aver manifestato alla persona divenuta nel frattempo un mio consulente una perplessità nei confronti di Ziliani, dovuta a comportamenti da me ritenuti sgarbati durante e dopo il Congresso di Lecce. Fu Ziliani infatti, subito dopo il convegno di apertura del Congresso, in cui presentai Cernilli come responsabile comunicazione AIS, a stimolare il post di Pignataro circa gli equilibri interni dell’AIS. Me ne accorsi subito poiché la prima stesura della mia relazione, contenente un piccolo refuso e in possesso del solo Ziliani, finì miracolosamente sul tavolo di Pignataro e fu da lui pubblicata tal quale, mentre le copie diffuse successivamente in via ufficiale riportavano la correzione. Durante quel convegno Ziliani, seduto tra il pubblico, non lesinò platealmente il suo disappunto e al termine mi manifestò la sua intenzione di rientrare in serata a Milano, anticipandomi la sua lettera di dimissioni. Riuscii pacatamente a dissuaderlo ma l’episodio mi fece capire che era stata tradita la mia fiducia. Qualche giorno dopo un mio Consigliere Nazionale ricevette una mail da parte di Ziliani nella quale veniva accusato di aver manifestato scarso apprezzamento nei suoi confronti nel corso del Consiglio Nazionale di qualche giorno prima. Circostanza questa assolutamente falsa però fui costretto a intervenire energicamente per dirimere la controversia. A quel punto venne a mancare completamente la mia fiducia nei confronti di Ziliani e durante la cena del 31 ottobre chiesi un consiglio a Daniele Cernilli, manifestando appunto la mia volontà di non avvalermi più della collaborazione di Ziliani. Cernilli mi disse semplicemente che in qualità di consulente esterno non riteneva di avere alcun titolo ad esprimere una sua valutazione, avendo imparato però un pochino a conoscerlo ebbi la percezione che non auspicasse una cessazione del rapporto con Ziliani.

3-Presidente Maietta, se corrisponde al vero, perché mai ha sentito il bisogno di parlarne davanti a testimoni proprio con Cernilli?

Semplicemente perché, come ho appena detto, Cernilli era un mio consulente e io stavo dicendo la verità, non avevo quindi nulla da nascondere.

4-Presidente Maietta, se era sua intenzione di non avvalersi più della collaborazione di Franco Ziliani, per quale motivo gli ha chiesto di presentare il progetto alla Giunta esecutiva Nazionale?

Innanzi tutto perché la prima stesura, integrata poi in data 18 novembre, mi era stata presentata il 2 ottobre 2011, quindi prima del Congresso di Lecce e in seconda analisi perché l’AIS ha un Presidente e non un dittatore e tutte le decisioni sono assunte in forma collegiale dalla Giunta Esecutiva Nazionale. Non c’era quindi motivo di ostacolare un progetto che poteva invece incontrare il gradimento degli altri 8 colleghi che compongono l’organismo.

5-Presidente Maietta, corrisponde al vero che non c’era unanimità in giunta e con quali motivazioni a verbale è stato respinto il progetto?

No, c’è stata unanimità nel ritenere il progetto inadeguato e costoso per le attuali esigenze dell’Associazione Italiana Sommelier. Tra l’altro non sono stato neppure io a relazionare sull’argomento, sentendomi emotivamente coinvolto, ma il Vice Presidente con delega al bilancio, Roberto Bellini, anche perché il progetto prevedeva un sensibile incremento di oltre il 30% del compenso di Ziliani, sebbene in presenza di maggiori incombenze, oltre ad una cifra extra, da noi ritenuta elevata, per collaboratori non specificati nel progetto.

6-Presidente Maietta, il lavoro di Ziliani in qualche modo ha compresso energie interne che non hanno avuto modo di esprimersi professionalmente nel campo della comunicazione?

Abbiamo in organico da qualche anno nella Sede Centrale dell’AIS un giovane giornalista, il Dott. Emanuele Lavizzari, diplomato anche Sommelier, che ultimamente abbiamo utilizzato in altre mansioni. Sta crescendo molto sul piano professionale e ci farebbe piacerebbe utilizzare le sue competenze in un ruolo a lui più congeniale. Se questo fino ad oggi non è avvenuto naturalmente non è stata colpa di Ziliani, ma di una differente impostazione nella suddivisione delle mansioni dei nostri dipendenti. Che oggi necessita di una revisione. Vorremmo inoltre fornire maggiori opportunità anche al nostro nutrito vivaio di risorse che opera nelle varie regioni, utilizzandoli come dei veri e propri corrispondenti locali.

7-Presidente Maietta, ci sono state lamentele all’interno dell’associazione per la collaborazione di Ziliani?

All’interno dell’Associazione Italiana Sommelier la collaborazione con Ziliani era percepita in vario modo, alcuni apprezzavano il suo modo di affrontare l’informazione mentre ad altri non piaceva. E’ tuttavia un aspetto secondario poiché, come ho già detto, non è questo il motivo per cui la Giunta Esecutiva dell’AIS non ha ritenuto opportuno proseguire con una collaborazione il cui vincolo contrattuale era già stato disdetto più di un anno fa dalla vecchia Giunta Esecutiva, composta per 7/9 da persone diverse dalle attuali.

8-Presidente Maietta, ci sono state lamentele di produttori di vino per la collaborazione di Ziliani?

Onestamente non me ne sono pervenute e questo non mi meraviglia affatto poiché oggi i produttori stimano l’Associazione Italiana Sommelier per il suo nuovo modo di operare al loro fianco nella valorizzazione della cultura del vino in Italia. Mi permetto di ricordare che siamo stati proprio noi a promuovere nel nostro Paese, nel 2011, la prima “Giornata Nazionale della Cultura del Vino”, programmata quest’anno per il 19 maggio. In ogni caso credo che se qualche produttore non avesse apprezzato gli scritti di Ziliani non si sarebbe minimamente permesso di manifestare ingerenze.

9-Presidente Maietta, è stato lei a chiedere a Cernilli di collaborare con l’Ais?

Si, l’ho già spiegato chiaramente al punto 2.

10-Presidente Maietta, durante la sua permanenza in Puglia per il congresso nazionale ha avuto lamentele specifiche nei confronti di Ziliani così come adombrato in un blog?

No, soltanto un mio personale disappunto e dei miei più diretti collaboratori per il comportamento di Ziliani poiché, come ho già ricordato, in quel contesto abbiamo visto nitidamente naufragare il progetto
di poter far convivere due figure del calibro di Franco Ziliani e di Daniele Cernilli, con ruoli diversi e complementari, all’interno dell’Associazione Italiana Sommelier.

Mi permetto in chiusura di ricordare che il mio ruolo di Presidente mi impone di dedicare prioritariamente il mio tempo all’Associazione Italiana Sommelier e tutte queste polemiche limitano il tempo che vorrei dedicare ai miei Soci, gli unici veri “proprietari” dell’AIS. Mi fa piacere che l’Associazione Italiana Sommelier venga percepita come un soggetto pubblico tuttavia tale non è, potendosi sostenere esclusivamente attraverso le quote associative. Spero di non offendere la suscettibilità di nessuno aggiungendo che normalmente, in qualunque sodalizio, per poter accedere a queste e ad altre delucidazioni è sufficiente partecipare alle Assemblee dei Soci, in AIS ne facciamo almeno 2 all’anno, previa iscrizione all’Associazione.

Con viva cordialità,

Antonello Maietta

110 Commenti a “Caso Ziliani: Antonello Maietta risponde alle 10 domande”

  1. Avrei certamente fatto a meno di intervenire perchè, onde evitare le polemiche, non mi iscrivo mai ai feed dei blog che frequento, la ripetuta pubblicazione su facebook di link facenti riferimento a questa querelle mi ha quasi “costretto” a rendermi edotto sulla questione.
    Prima di andare oltre è essenziale premettere, in rigoroso ordine cronologico:
    1- Mi onoro di essere amico fraterno di Franco Ziliani che conosco personalmente dal lontano 1994 e di cui ho condiviso l’amicizia con i famosi quattro moschettieri dell’enologia pugliese Cosimo Taurino, Sandro Candido, Severino Garofano ed immodestamente il sottoscritto tra questi c’è anche lo “straniero” Nicodemo Librandi (tanto per far capire, tra gli altri, di quali personaggi Franco Ziliani goda la stima personale e non da oggi!)
    2- Nutro grandissima stima e simpatia per Luciano Pignataro, un professionista ed un uomo di cui ho potuto ripetutamente verificare lo spessore umano e professionale, e con il quale vi è stata una recente ma immediata sintonia ne amo la schiettezza, qualche volta anche brutale, ma talmente ammantata di umanità da non risultarmi mai sgradevole;
    3- Nutro grandissima simpatia anche per Luciano Lombardi, Vignadelmar, con cui, nonostante gli abissi politico enologici che ci separano, ho un rapporto amichevole e scanzonato e che ci ha portato ad essere ripetutamente compagni di tavola (gli piacerà il termine compagni) cosa che non faccio tanto facilmente, nonostante il mio lavoro. Con Luciano Lombardi vi è un solo punto di frizione, la mia tendenza a mettere sempre in discussione le mie convinzioni che in lui invece manca totalmente (ed a me i dogmatici mi fanno un pò girar le palle ma sopporto solo quelli simpatici);
    4- Francesco Morgese lo conosco eminentemente per via epistolare mi è epidermicamente simpatico per la sua passione enoica e per la maggior vicinanza ai miei gusti in fatto di vino rispetto a Vignadelmar.
    Detto questo per maggior leggibilità di quanto andrò a scrivere adesso per chi non mi conoscesse sarò lapidario per riassumere quello che ha suscitato in me, produttore e viticoltore non certo dell’ultima ora, della nostra amata puglia!

    - Non mi è piaciuto il commento di Franco Ziliani che ha dato la stura a tutto questo casino ma conoscendolo, non voleva certamente essere distruttivo della Puglia e della persona a cui era diretto, Franco non è mai stato “politically correct” e non lo sarà mai, il commento sarà stato magari inopportuno, anche pesante per certi versi, ma non meritava la reazione spropositata che c’è stata, neppure quando ha attaccato i monoliti del Brunello o del Barolo si è verificata una reazione violenta come quella registrata in questa occasione;
    - Non mi è piaciuto il tentativo di dipingere Franco Ziliani come un nemico della Puglia! Per chi si affaccia a questo mondo da pochi anni e che crede la Puglia enologica rappresentata solo da chi oggi MERITATAMENTE, è considerato una punta di diamante devo rammentare che Franco Ziliani è stato uno dei pochi a credere nella nostra regione quando, letteralmente NON CI CACAVA NESSUNO, quando per anni abbiamo dovuto ingoiare, nell’incipit delle maggiori guide, il ritornello “la puglia ha grandi potenzialità ma è conosciuta per la enorme produzione di vini da taglio etc. etc. etc.” , scritto negli anni in cui vi erano produzioni di eccellenza in numero maggiore rispetto a tutto il Mezzogiorno d’Italia e chissà perchè certi giornalisti esaltavano regioni come Molise, Calabria ed anche la Campania e Lazio che a stento mettevano insieme ciascuno tre aziende vinicole degne di menzione e noi che ne avevamo una decina e passa eravamo sempre “quelli del vino in cisterna”.
    - Non mi è piaciuto l’incitamento addirittura all’aggressione fisica nei confronti di Franco Ziliani che qualche imbecille ha fatto;
    - Non mi è piaciuto l’attacco istituzionale che qualcuno ha fatto, cercando di minare addirittura i finanziamenti regionali dedicati alle manifestazioni in cui è coinvolto Franco Ziliani, questo è fascismo! Cercare di mettere in crisi una manifestazione meritoria come Radici che insieme a Puglia Wine e Land sono le uniche due che hanno meritoriamente acceso i fari sulla Puglia del vino portando qui da noi decine e decine di wine lovers, wine writers ed operatori è una operazione suicida che non verrà mai avallata da decine e decine di produttori che, meno avezzi di me all’uso del mezzo informatico, mi hanno manifestato la loro opinione in merito. Per fortuna l’intelligenza e la conoscenza delle problematiche del nostro assessore Stefano e l’immediata alzata di scudi di tutta la Puglia del vino ha impedito la scellerata possibilità che si potesse concretizzare l’immorale ricatto che qualcuno avrebbe voluto si concretizzasse e cioè, senza mezzi termini, la minaccia di un boicottaggio di Radici del Sud se Ziliani non fosse stato fatto fuori.
    - Non mi è piaciuta la perfida soddisfazione di qualcuno all’interruzione del rapporto di lavoro tra AIS e Ziliani con la malcelata speranza che questo fosse una conseguenza del modus operandi di Franco o addirittura magari una diretta conseguenza della sua opinione.
    Bhe, mi spiace deludervi ma il sottoscritto è buon testimone di quanto affermato dal Presidente Maietta, in tempi non sospetti Daniele Cernilli, che penso mi autorizzerà a rendere pubblico quanto confidatomi in un incontro ad Hong Kong, mi disse della decisione dell’AIS confidandomi di esserne rammaricato, perchè certo che qualcuno avrebbe attribuito alla sua presenza la scelta cosa invece a cui lui era del tutto estraneo, sia per la mancanza di potere in merito sia per la totale diversità di ruoli che non sarebbero stati assolutamente incompatibili.
    Vorrei ricordare che fortunatamente non esiste il reato di opinione, che non si reagisce alle punzecchiature imbracciando il bazooka e che se una persona ritieni ti sia nemica non è mica detto che bisogna necessariamente sterminarla, potrebbe essere sufficiente frequentare luoghi diversi, vorrei ricordare che qualcuno, in cui Luciano Lombardi non crede, ma in cui credono in tanti, disse che bisogna porgere l’altra guancia e potrei continuare a lungo con ovvietà di questo genere la verità è che siamo uomini e deboli ed è più facile serbare rancore e cercare la vendetta che essere superiori e glissare e non vi è giustificazione reale nell’affermare “ha cominciato lui”.
    La verità è che molti, hanno colto l’occasione per togliersi sassolini dalle scarpe nei confronti di un collega non amato utilizzando una tempesta in un bicchier d’acqua per scagliare dardi avvelenati e non esprimendo una opinione ma cogliendo l’occasione per azzannare chi non è mai stato tenero (e non mi riferisco nè a Morgese ne a Lombardi).
    Ma non date la patente di nemico della Puglia a chi ha dimostrato per anni di essere esattamente l’opposto, non fate più equazioni chi è amico di Ziliani è nemico di Fino e chi è nemico di Fino è nemico della Puglia. Gianfranco, il convitato di pietra di questa querelle, gode della mia stima, è riuscito ad ottenere, a livello di critica e di opinione pubblica quello che produttori di vino si sognano in due vite, per l’immagine della nostra terra ne vorrei altri mille con le stesse capacità e questo, stupidamente, sta provocando invidie in alcuni dei nostri colleghi più “cretini” di cui non avete idea! Invece di capire quanto bene sta facendo a se stesso ed a tutta la regione, sono lì a tramare come le comari di Windsor. Ma anche questo ci sta! Cosa avrei dovuto fare io quando nel 2006 nel mentre Robert Parker designava il mio vino come il miglior vino bianco di Puglia ed uno dei migliori del mezzogiorno, Decanter gli attribuiva la medaglia d’argento, Wine Enthusiast lo premiava come Best Value dell’anno negli USA, gli amici del Gambero Rosso lo descrivevano come una delusione degradandolo sul campo da due ad un bicchiere, avrei dovuto scatenargli contro le orde barbariche? Invece mi chiesero di presentar loro l’allora assessore Regionale all’Agricoltura (sapendo che ero consigliere comunale del medesimo schieramento politico) per proporgli una collaborazione ed io lo feci ben volentieri, sapendo che la mia Regione ne avrebbe tratto beneficio da queste sinergie.
    L’invito è basta polemiche, basta distruggere, pensiamo a costruire, imparando soprattutto dalle critiche, anche quelle che ci paiono più immotivate, il tifo da stadio lasciamo agli ultras. Buon anno a tutti.

  2. Paolo Mazzola scrive:

    La penso anch’io come Beppe Schino e in buona parte come Beniamino D’Agostino. Purtroppo a volte il chi ce l’ha più lungo prevale e ciò ha molto poco senso.
    Speriamo che si come dice Schigi “le polemiche sui blog, sui forum sono come il wrestling” il sangue che si versa è finto”

  3. Paolo Mazzola scrive:

    sia ovviamente!

  4. Credo che l’intervento di Beniamino D’Agostino possa essere considerato conclusivo: la questione è stata sviscerata in ogni suo aspetto, ciascuno può farsi l’idea compiuta leggendo i commenti.
    Spero solo che sia il troppo amore per il Sud e per la Puglia ad averci fatto alzare i toni e non questioni di opportunità.
    Ma i prossimi mesi ce lo diranno.
    Quanto a Maietta, gli tocca una replica e gli sarà data la settimana prossima.
    Grazie a tutti

  5. Riapro per il commento di Nicola Campanile arrivato adesso via mail.
    Se qualcun altro ritiene di dover aggiungere qualcosa può farlo in questo modo.

  6. Dopo l’ intervento di Beniamino D’Agostino ogni commento è superfluo.
    Mi astengo volentieri dal mettere piede in un campo di battaglia così “pericoloso” qual è presto diventato l’ambito in cui si svolge questa vostra discussione. Resto lusingato dai commenti di chi attribuisce un ruolo primario a Radici del Sud nel contestoenologico del nostro meridione, perché l’unica ambizione della macchina che rappresento, insieme a Franco e Luciano, è di portare acqua al mulino dei nostri produttori interpretando nel migliore dei modi le contingenze del periodo economico e culturale che stiamo vivendo.

    Radici del Sud anche quest’anno avrà luogo, a giugno, rinnovando alla squadra la responsabilità organizzativa della manifestazione. Squadra che vince non si cambia, la posta in palio è un concreto vantaggio per i produttori di Puglia e di tutto il Sud e preferisco lasciare a loro, per me i più accreditati ad esprimersi sui loro interessi, un giudizio sull’opportunità o meno che Radici prosegua e con quali modalità e finalità. Non so se davvero c’è interesse da parte di qualcuno di gettare discredito sulla nostra operazione, eventualmente ne prendo atto con rammarico, ma al contempo lo ritengo un vizio con cui non solo nel nostro settore si debba nostro malgrado fare i conti.

    Vorrei infine far presente che chi lavora per accrescere la visibilità dell’evento e quindi del comparto vitivinicolo del Sud, portando in Puglia giornalisti di grosso calibro (italiani e stranieri) che fanno rimbalzare in tutto il mondo la notizia della nostra esistenza, non lavora a titolo gratuito ma non per questo ha interessi personali da difendere o men che meno da anteporre.

  7. andrea toselli scrive:

    Mi unisco alle parole meditate e di buon senso espresse da Beniamino D’Agostino per confermare che si può stimare ed essere amici contemporaneamente sia di Franco Ziliani, formidabile comunicatore, che di Gianfranco e Simona Fino, straordinari vitivinicoltori.
    Da innamorarto della Puglia continuo a chiedermi quali importanti traguardi potrebbero raggiungere i Pugliesi, sia nel turismo che nel mondo dell’enogastronomia, se destinassero una piccola parte delle energie che sprecano per combattere falsi nemici al perseguimento di obiettivi più intelligenti.