Bari, Concorso Enologico Nazionale Vini Rosati d’Italia Edizione 2014

Letture: 142
Commissione all’opera alla Terza Edizione i Rosati d’Italia

di Enrico Malgi

Il mondo vitivinicolo italiano si colora sempre più di rosa, con un trend in esponenziale e costante crescita per quanto riguarda l’eccellente produzione nazionale, il consumo pro-capite e le esportazioni dei vini verso l’estero. Questo è quanto emerso dalla terza edizione del Concorso Enologico Nazionale dei vini Rosati d’Italia che si è tenuto a Bari nei giorni 10 e 11 maggio. La manifestazione è stata promossa dall’Assessorato alle Risorse Agroalimentari della regione Puglia e realizzata in partenariato con Assoenologi, Accademia Italiana della Vite e del Vino, Unioncamere Puglia ed autorizzata dal Ministero delle Politiche Agricole. C’è da sottolineare che in questo segmento l’Italia si colloca al secondo posto, subito dopo la Francia, con il 20% della produzione globale, ma detiene la leadership nell’export con il 43% del totale mondiale. In questo contesto la regione Puglia, poi, fa la parte del leone con circa il 40% dell’intera produzione nazionale.

Bottiglie di Rosato in concorso a Bari

 

Da sx Leonardo Palumbo, Maglio, Gabriele Papa Pagliardini, Riccardo Cotarella e Fabrizio Nardoni

“Non si tratta più di un trend da osservare – ha dichiarato Fabrizio Nardoni, Assessore Regionale alle Risorse Agroalimentari – è ormai un comparto con virtù consolidate, che cresce e si sviluppa nel segno della grande qualità. Così come dimostrano anche le peculiarità dei rosati pugliesi iscritti al concorso che con caratteristiche di pregio sono in grado di competere con il mercato internazionale ed in particolar modo con i rosati chiari e ramati della tradizione provenzale, che ancora oggi dettano legge sulla platea del largo consumo mondiale”. Gli fa eco Giuseppe Martelli, Direttore Generale dell’Associazione Enologi Enotecnici Italiani e Presidente di giuria del concorso, che asserisce: “In alcuni mercati i vini rosati italiani si affermano non solo per le particolari caratteristiche sviluppate all’olfatto e al gusto, ma anche per il colore brillante, giustamente intenso, ma sempre legato ad una specifica tipologia cromatica che evidenzia il legame col territorio. Caratteristiche difficili da ottenere e che i rosati italiani possono ostentare grazie al lavoro intenso e qualificato di imprenditori ed enologi. Per quanto concerne la Puglia poi, che per il terzo anno consecutivo ospita questa privilegiata manifestazione, bisogna sottolineare che è l’unica regione italiana che ha previsto espressamente per il rosato le denominazioni Igt, Igp, Doc, Dop e Docg”.

da sx Cotarella, Nardoni, Apollonio e Martelli

Ha poi aggiunto Leonardo Palumbo, esponente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino: “In Italia l’interesse sui vini rosati è stato sollecitato dalla nostra Accademia che ha organizzato ben tre tornate. Con un orgoglio tutto pugliese ho assistito e partecipato al crescente decollo dei rosati fino a traguardi che sino a qualche decennio fa erano impensabili. Il rosato ha il vento in poppa e gioca ormai nel cortile dei grandi vini ed è un gioiello delle espressioni gustative, delle terre viticole e rappresenta una sicura e pregevole via italiana al vino”.

Logo Terza Edizione Rosati d’Italia a Bari

Le cantine che hanno aderito all’iniziativa sono state 245, in rappresentanza di tutte le venti regioni italiane, 319 le etichette di rosati tranquilli, frizzanti e spumanti presentate e 297 vini (sono state escluse 22 bottiglie perché risultate non idonee) sottoposti all’esame delle otto commissioni di valutazione. Prima di avviare il ciclo delle tre sessioni di degustazione, si è tenuta presso la sede regionale l’inaugurazione della sede di rappresentanza della sezione Assoenologi Puglia Basilicata e Calabria, nel corso della quale il Presidente Massimiliano Apollonio ha fatto dono all’Assessore Nardoni di un fondo di botte con il logo dell’Assessorato intarsiato e realizzato dai mastri bottai dell’azienda Garbellotto di Conegliano.

Massimiliano Apollonio Presidente Assenologi Puglia, Basilicata e Calabria

 

Dono all’Assessore Nardoni di un fondo di botto con il logo regionale

Sono anche intervenuti  oltre a Nardoni ed Apollonio, Gabriele Papa Pagliardini (Direttore area Politiche per lo sviluppo rurale della regione Puglia), Riccardo Cotarella (Presidente Assoenologi), Giuseppe Martelli e Leonardo Palumbo, moderati dalla giornalista Antonella Millarte.

Fabrizio Nardoni e Giuseppe Martelli

Presso l’hotel Villa Romanazzi Carducci nel primo pomeriggio, poi, si è proceduto alla formazione per sorteggio, effettuata dal notaio Luigi Prosperini, delle otto commissioni di valutazione, composte ognuna da quattro enologi e da un giornalista e che hanno subito dopo iniziato il percorso degustativo.

il mare di Bari

Il prossimo traguardo adesso è già rivolto al convegno Internazionale sui Vini Rosati di Otranto del 31 maggio prossimo nella spettacolare cornice del Castello Aragonese, ove si effettuerà anche la premiazione dei diciotto vini vincitori, divisi per sei categorie, con medaglie d’oro, d’argento e di bronzo.

 

Foto di Enrico Malgi e dell’organizzazione

 

Un commento

  • Mondelli Francesco

    (14 maggio 2014 - 11:13)

    Di certo seguirà la lista dei vincitori,ma se possibile sarei felice di sapere già da ora ,anche per campanilismo,i partecipanti al concorso della nostra regione che,pur non essendo particolarmente vocata per questa tipologia di vino ,ha sicuramente qualche asso da giocare anche in questo campo.FM.

I commenti sono chiusi.