di Giancarlo Maffi
Dopo la panoramica delle mie visite ai ristoranti del Nord, seguitemi nel mio viaggio nel Centro.
EMILIA –ROMAGNA……….EMILIA –ROMAGNA—–EMILIA-ROMAGNA
BOLOGNA
DIANA
Resiste imperterrito all’avanzare del nuovo. Però a me divertono sempre questi ambienti molto datati quando la cucina esprime sempre certezze d’antan. 13/20
EATALY
Un gran casino in ambienti troppo ristretti. Discreti piatti. Stride un personale di cattivo umore e sbrigativo. A Bologna? 12,5/20
MODENA
HOSTERIA GIUSTI
Prima passi dal negozio, ormai e purtroppo una gioielleria, e porti via qualche golosità. Poi vai nel vicolo retrostante, con un nome mai così inappropriato, vicolo Squallore, e ti siedi, solo a pranzo, per un pasto nella più completa modeneità. Troppo caro, però. 14/20.
Quest’anno Maximo Bottura ha ormai rasentato la perfezione. Unico appunto: qualcuno mi dice che se non sei conosciuto non sei proprio seguito in modo millimetrico. Quando osservo gli altri tavoli non mi pare reale questa osservazione. Dovrei travestirmi per vedere se è vero. Ma con i tacchi 20 non mi ci vedo proprio. Scherzi a parte ormai la definirei una cucina che ha raggiunto la quadratura del cerchio. Tocchiamoci los marones J
NONANTOLA
OSTERIA DI RUBBIARA
Un oste da amare o da prendere a calci, secondo l’umore. Non certo per la sua cucina, ma per il carattere. Odia le donne, i telefonini, la lettura dei quotidiani e mille altre cose. Però mangerete paste straordinarie e anche altro a prezzi potabilissimi. 13,5/20
POLESINE PARMENSE
Finalmenti gli Spigaroli hanno aperto questa delizia. Del loro antico Cavallino Bianco onestamente non se ne poteva più. Culatelli e Parmigiani come se piovesse e bella mano in piatti di tradizione rivisitati. Ancora alcune imprecisioni. 14,5/20
RUBIERA
ARNALDO CLINICA GASTRONOMICA
Ho chiuso con questo sepolcro imbiancato. Trascinano stancamente i carrelli degli arrosti e dei bolliti non degni ormai di questo nome. Antipasti banali e primi anche peggio per una cucina che più stanca non si può, oltretutto con materia prima in discesa vertiginosa. Sale sempre piene. Paiono oche all’ingozzo. Mangiano il nome, forse. 9/20
SASSO MARCONI
Quasi raggiunta maturità per Aurora Mazzucchelli. Passata attraverso sifonaggi estremi è oggi una delle massime espressioni della cucina emiliana ma finalizzata alla contemporaneità. E finalmente uno chef donna con gli attributi J 16,5/20
TORRIANA
Uno dei cuochi più celebrati dell’anno, il che mi preoccupa sempre un po’ . Parini ha certo i piedi ben piantati per terra e saprà far fronte a tanta pubblicità, spesso eccessiva. I suoi ormoni li sfoga tutti in cucina, in un vorticare di patti e di esecuzioni talvolta stupefacenti, coinvolgenti e tecnicamente geniali, talvolta solo astruse. Produrre meno e finalizzare meglio, questo il mio modesto contributo ad un astro nascente. 17,5/20
TOSCANA—–TOSCANA—-TOSCANA
BIBBONA
Luciano Zazzeri è stato pescatore. Con questo abbiamo detto tutto. Certo a vederlo non sembra, capelli e barba bianca, modi di fare delicati e da gran signore gestisce quella che lui ha definito nel suo libro “ la baracca dello Zazzeri” con gran classe e soprattutto ottima cucina. Mano leggera e sapori veri . Piccole chicche di ricerca non sfrenata. Un patto indimenticabile, su tutti: le triglie su seppie nere. Una leccornia di altissimo livello. Venite in inverno a pranzo e a cena d’estate. Meglio in compagnia romantica! Ho deciso di alzargli il voto . 16,5/20.
CAMAIORE
DOGANA
Una delle mie trattorie di riferimento, ultimamente in discesa, forse a causa della testa messa nella nuova impresa in campagna. Speriamo veda la luce presto. Voto sospeso.
IL MERLO
Angelo Torcigliani apre solo il fine settimana o su prenotazione. Gli altri giorni fa cucina per la salumeria –gastronomia più ghiotta della Versilia. Quando ci si mette è bravo vero. Non lo classificherei come ristorante, però vale 13/20 e forse anche più.
CORTONA
Silvia e Riccardo Baracchi gestiscono una vera chicca. Dalle camere alle vigne e oggi anche un ristorante con piglio e mano sicure. Carta sterminata per accontentare ogni tipo di clientela. Piatti mai sopra e le righe e neanche sotto 15/20
FIRENZE
Un luogo talmente magico e unico nel panorama italiano da rendere perfino quasi superfluo il cibo che hai nel piatto. In un flash back immagino Edouard Loubet, lo chef che mi ha ammannito il pasto non migliore ma più intrigante dell’anno, cucinare qui dentro. Senza voto ma regalatevi un’emozione, una volta nella vita.
Potenzialità ancora non completamente espresse per Marco Stabile. Potrebbe essere l’anno di una definitiva consacrazione, ora che la lochescion è appropriata. Alcune cose da rivedere in sala. Lasciatevi tentare dal suo notevole piccione. 15/20
DA BURDE
Affascinante lo stile da anni 50 dell’ambiente. Accederete alla sala passando dalla rivendita tabacchi e dal bar. Se vi capiterà di osservare il vecchio patron godersi un piatto unico al tavolo vicino al vostro avrete già avuto la soddisfazione del biglietto pagato. A me è andata sempre abbastanza male, fra vini al bicchiere di stupefacente costo (eccessivo) e carne non esattamente di qualità eccelsa. Per dovere di cronaca molti non la pensano come me. Me ne farò una ragione. 12/20
CIBREO
Io non lo capisco tutto questo affannarsi dietro alla cucina di Fabio Picchi. Certo l’uomo ha un gran fascino ma comunque a me interessa quello che c’è nel piatto, prima di ogni altra cosa. E sono rimasto piuttosto deluso da piatti stanchi e ritriti a prezzi folli, in un locale con una moquette verde dove secondo me accampano acari da incubo. Mah! 14/20
CANTINETTA ANTINORI
Carino il luogo, nel palazzo di famiglia. Bel servizio per piatti potabili con un occhio di riguardo a una clientela internazionale. Tutti i vini della casa, mica paglia, si possono bere al bicchiere. Non sono obiettivo e quindi non attribuisco voto a un locale che mi ha permesso di prendermi una delle mie ultime cotte per una signorina fiorentina/ olandese molto canagliesca ma dal sorriso assolutamente intrigante.
FORTE DEI MARMI
BISTROT
Mi sono fatto una matta risata alla notizia dell’attribuzione di una stella Michelin a questo locale, certo bello, sul lungomare del Forte, dove però mangerete guardando la strada e non il mare. Una cucina per ricchi gonzi, russi ma anche no, dove vi può capitare di trovare lo scampo vivo ma anche un branzino di allevamento con diversi giorni di rigor mortis. Il tutto a prezzi eccessivi. 14/20 ,più per l’ambiente che per il cibo. Non andateci.
Ne ho scritto, con grande spasso di molti, sulla Guida dell’Espresso, lato camei. Non voglio più aggiungere altro, se non dirvi che vale il viaggio. 17,5/20
GROSSETO
IL FONTANILE
Sulla strada per l’aeroporto, un po’ fuori mano, un locale che cerca di imporsi, con qualche novità ma un po’ di altalena nell’esecuzione tecnica. 13/20
LIDO DI CAMAIORE
ARISTON MARE
Vi parrà strano ma su tutta la costa versiliese è difficile mangiare con il mare davanti ai vostri occhi. Qui è possibile, con piatti tutto sommato corretti e qualche buona bottiglia. Una citazione per l’hotel di riferimento, lato monte. 14/20
LUCCA
GRANO SALIS
Bel concetto di ristorazione. Si spazia da pizza e frittini modello sud al ristorante di mare con prodotti poveri provenienti da una cooperativa di Livorno e ancora a un lato sushi non disprezzabile per chiudere con salumi e formaggi di belle qualità . Ultimamente noto però una certa ansia, forse dovuta ai costi proibitivi per tenere in piedi una struttura di questo tipo. La pizza oggi è meno digeribile e il personale un po’ nervoso. Speriamo si riprenda, perché si ha necessità di locali vincenti e questo lo può essere. Il voto è sospeso perché non li voglio penalizzare, ma resta oltre la sufficienza, sia chiaro.
Ambienti curati dalla stessa azienda romana che si è occupata del ristorante precedente e quindi piacevoli. Ultimamente ho avuto percezioni negative mica da ridere. Piatti tirati via dalla “cucina” e carni un po’ sottotono anche nella qualità e frollatura delle medesime. Infrequentabile a pranzo, dove una formula salva-denaro sfama le mute di lavoratori affamati e lascia imbelinati i pochi gourmet che vi mettono piede. L’ultima volta ho avuto la sensazione di stare in quelle trattorie caciarone per i camionisti di una volta. Con l’aggravante che qui il casino lo fanno dei bancari in giacca e cravatta e qualche sensale immobiliare con suv malamente parcheggiato. Rischio di avvelenamento, come da foto, per piatti unici colesterolici a livello di denuncia penale. Tra l’altro, gnocca zero. Voto 8/20. A fianco c’è il mac d…..
SERENDEPICO
Località Gragnano
Una cordata di gourmet, fotografi con annessa enoteca di gran pregio e critici gastronomici con qualche secolo di esperienza (il compagno di vita di un cane che si chiama MEDOC pensa un po’), magnificano il cuoco di questo locale non poco. Io direi calma e gesso. Ci andammo l’estate scorsa armati di macchine fotografiche e un giornalista con ottocentomila lettori, mica paglia. Fra piatti potenziali inespressi, confusionari e anche ben eseguiti non ci capimmo un’acca. Rimettemmo le armi del mestiere in tasca e ce ne andammo piuttosto perplessi. Il ragazzo ha buone qualità espresse al momento in modo molto confusionario. Del resto non basta aver lavorato dagli Alajmo un mese per aver svoltato nella vita. Monitorerò questo locale, anche perché la lochescion è veramente deliziosa e merita visite plurime. Voto sospeso. Testa bassa, sui fornelli, e pedalare (odo un certo fanculamento da parte di un certo L.V.)
MARINA DI MASSA
DA RICCA’
Bel ristorante sul lungomare, con proposte di pesce corrette e un po’ stanche. Se gli altri sono chiusi potete venire qui. 13,5/20
MASSA
IL TRILLO
Piacevolissima terrazza, ben frequentata d’estate anche dai vacanzieri versiliesi in cerca di frescura. Famiglia deliziosa. Producono anche qualche vino, discreto. Piatti classici ma anche leggermente contemporanei. 13,5/20
MONTALCINO
Lasciare il Capri Palace è atto di coraggio. Oliver ha deciso che è venuto il momento di camminare da solo, in tutti i sensi, senza la copertura di una proprietà che talora può essere giustamente assillante. L’abbiamo già testato e abbiamo ritrovato qui i piatti celebrati in Campania e qualche felice contaminazione.
ORENTANO
DA BENITO
Mangificio da 200 coperti al giorno, minimo . è incomprensibile come Andrea, il titolare, riesca a darti una bistecca alla fiorentina succulenta, ben frollata e di grande qualità ( charolaise) in mezzo a questo bailamme. Avrai qualche antipasto civile, un’ottima zuppa e, talvolta, qualche buon dolce, con un vino decoroso a 20/25 euri massimo. Averne. Da applausi. 13/20
PIETRASANTA
Qualcuno pensa che Michele Marcucci mi stia antipatico. Niente di più falso. Il problema è che io detesto essere preso per il naso. Ormai Michele ha tarato la sua bellissima enoteca, la sola vista della cantina vale il viaggio, a misura del turistame ricconzolo estivo, tra fantastiche gnocche e miliardari milanesi che notoriamente di cibo capiscono meno di nulla. E quindi via di piatti talvolta discreti altre pessimi, con cotture di buone carni una volta fatte a modo da papà Marcucci. Da quest’estate no opera più alla griglia e …buonasera. Mangerete su tavoli ravvicinati anche troppo pietanze alla tombola come dico io, cioè se vi esce il numero buono starete bene altrimenti no, su tovagliette di carta da mensa aziendale. Servizio in estate inevitabilmente tirato via e prezzi sinceramente scandalosi. Un consiglio: occupate il vostro tavolino, ordinate una zuppa o un piatto di salumi, un bicchiere di vino e un gelato fatto con le uova del solito Parisi. Restate lì tutta la serata a guardarvi il bello, talvolta bellissimo mondo, lato gnocche, che vi circonda e fate finta di non vedere gli sguardi truci dei camerieri che vorrebbero liberare velocemente il vostro tavolo. Ne avete tutti i diritti. Quasi un dovere. 10/20
TRATTORIA MARTINATICA
E’ il lato femminile della famiglia che si occupa della Dogana , a Camaiore. Bella lochescion in un vecchio mulino ristrutturato. In estate vi farà respirare un po’. Piatti corretti di pesce e di mare, per una spesa altrettanto corretta. 13/20
PISTOIA
Per un motivo o per l’altro, cambio menu, ritardi nell’invio di una foto, non ho mai recensito questo delizioso ristorante, costruito in testa al cinema Globo. Bella vista sui tetti e sui gatti pistoiesi, per una cucina di bella mano e contemporaneità, anche lussuosa. Non mancate il risotto, qui variamente declinato secondo estro e stagione, come quasi in nessuna parte al di sotto del PO e alcuni piatti in delicata fusion orientaleggiante. Alcuni su e giù nella compiutezza finale di certe preparazioni. Notevoli i dolci. 15,5/20
PORTO ERCOLE
IL PELLICANO
Alla fin fine forse il miglior ristorante della toscana ,se parliamo solo di cucina. Antonio Guida secondo me è un grande e forse diventerà grandissimo. I suoi piatti sono centratissimi, di sapore, estetica e finezza. La tecnica c’è e si vede ma non sovrasta mai i sapori primari di una materia prima eccellente. Grandiosa, nella mia visita estiva, l’esibizione di ben due risotti di eccellente livello e clamorosa una triglia travestita da serena. Ottimi anche i dolci. La strada è spianata, Guida ….. 17,5/20
SAN VINCENZO
Dopo aver riconosciuto a Emanuela Cattani una bella dose di coraggio per aver riaperto un mito senza l’altro mito in cucina, riconosciamo pure la buona voglia del giovane cuoco chiamato ad un impegno da scalata dell’Himalaya. Buoni i piatti assaggiati anche se i prezzi in carta ci paiono un po’ eccessivi. Attendiamo con fiducia la riapertura per la prossima stagione.
VIAREGGIO
IL PICCOLO PRINCIPE DEL GRAND HOTEL PRINCIPE DI PIEMONTE
Forse , dico forse, è eccessivo affidare il ruolo di primo chef ad un giovane che ancora a mio parere dovrebbe fare un po’ di gavetta. Niente di proprio in una cucina che cerca di coniugare una clientela internazionale ad una vena personale piu’ contemporanea. Lochescion meravigliosa, buon servizio e attenzione gradevole per piatti non sensazionali, per ora. 13,5/20
ILMEGLIO DI JO
Jonata Rossi ha piantato baracca e burattini mollando gli ormeggi e i viareggini che non lo capiscono e se n’è andato a Firenze. Vedremo.
MIRO ALLA LANTERNA
In darsena, con clientela ANCHE internazionale in visita alle grandi maison produttrici di barche è già molto trovare ristoranti corretti come questo, dove il pesce è fresco e la mano dello chef poco tocca e poco incide. E forse è meglio cosi. 14/20
Anche qui poco da dire. Leggetevi il mio cameo per La Guida dell’Espresso. Spinti anche ma non solo dal sottoscritto ultimamente stanno cercando di mettere mano a una maggiore finezza nell’esecuzione dei primi piatti, anche usando maison di maggior pregio. Immutabile il voto:16,5/20
MARCHE——–MARCHE——–MARCHE
Una premessa, doverosa. Anche le Marche, come alcune regioni che non ho visitato quest’anno, hanno ottimi ristoranti, non solo quello citato. A differenza delle altre qui però ci sono venuto, colpevolmente visitando solo Uliassi diverse volte. La passione per la cucina di Mauro mi ha impedito di fare visita meno al suo concittadino Moreno Cedroni. Cosa che farò certamente quest’anno.
SENIGALLIA
Vi metto qui per intero, per i braccini corti, svogliati e altro che non l’hanno letto, il mio cameo per la Guida dell’Espresso 2010. Spero vi piaccia:
Tu chiamale, se vuoi …emozioni. Sono quelle che proverete, gourmet annoiati, quando metterete piede in questo luogo. Certo, il Mauro è facilitato da un ultimo lembo di passeggiata che muore nel mare. Quante volte vi succede, viandanti golosi, di mangiare in compagnia della risacca, a questi livelli? Poi però Uliassi vi strapperà applausi con le sue “opere”straordinarie. Normalmente quella che si definisce una cucina “precisa” non emoziona. La sua è precisissima ma talmente sfiziosa da tradursi in sensazioni perfino elitarie. Da dove viene tutto ciò? Dalla sua storia, piuttosto che dalla sua pratica? Per certo viene da una “mano2 talmente felice da parere innata, da una istintività che scivola nel sensitivo. Una mano de “dios” applicata non al calcio ma a un manicaretto, insomma. Di qualche cuoco si dice in giro: è bravo, si applica ma non ha il “dono”. Mauro Uliassi di “dono” ne ha da vendere. Descrivere i suoi piatti è perfino esercitazione inutile. Scegliete a occhi chiusi da una carta che promette felicità oppure affidatevi al suo estro. Giusto per stuzzicare, suggerisco le tagliatelle di seppia o le linguine aglio olio peperoncino e seppioline. Di quest’ultima stagione mi hanno particolarmente affascinato la triglia croccante, zuppa di colatura di alici, cannolo con misticanza di campo e la spremuta di granchio fredda, molluschi e crostacei. Il luogo è delizioso, come deliziosa è Catia, la sorella di Mauro, che sorveglierà a che ogni vostro desiderio sia esaudito.
UMBRIA——–UMBRIA——–UMBRIA
BASCHI
Certo il Vissanone televisivo sta sui maroni a tanti. Molto spesso è invidia, anche se lui ci mette del suo con quel fare elefantesco e un po’ sbruffone. Mi piacerebbe vederli fare un film lui e Gerard Depardieu, per esempio. Farebbero faville insieme. A Baschi è tutto un altro Vissani. Visto e non dispiaciuto, umanamente parlando, quest’anno. I Vissani, perché qui il facente funzione è il figlio Luca, se ne sono inventate diverse, recentemente. Il tavolone “tutti insieme appassionatamente” per 16 persone a 30 euri a pranzo ( provato e convincente), l’ora by night( 50 euro ) e “ 5 crudi 5 calici” . Utili a portare gioventù a varcare le porte, che mettono ansia, dell’ingombrante, anche a livello psicologico, padrone di casa. Pare che le formule funzionino bene. Ma noi maffi, che abbiamo varcato i 50 da un po’ e non abbiamo tempo da perdere, ci siamo seduti nella bella sala con vista sulla cucina più ampia, credo, della ristorazione italiana ( alberghi esclusi). Per una cena fantagruelica dove quasi tutto è anche gioco/ felicità. Dai 4 burri e 4 sali, che miscelerai a gusto tuo, agli assaggi , millanta inutile descriverli, alle variabile niente affatto impazzite di piatti con 7/8/9 ingredienti che solo la precisione millimetrica di un genio può assemblare con perfezione di risultato. Nel frattempo in un volteggiare da tourbillon Bregueriano, vi arriveranno una serie infinita di pani diversi un dall’altro prodotti da quella panetteria/ pasticceria senza pari curata dalla sorella di Gianfranco, Paola. Mi fermo qui, altrimenti rifaccio una recensione completa. Da non mancare assolutamente, nel carnet di un vero gourmet. A prezzi perfino civili: 155 euro il grande degustazione.
LAZIO—–LAZIO—-LAZIO
ROMA
Visita obbligata per chi produce la pasta MENO scotta di Roma. La cifra del Dandini, infatti è la mano felice nella cottura di paste, qui con condimenti sopraffini e materie impeccabili, uno per tutti i magnifici spaghettoni all’aglio rosso.Interessanti anche le sue variazioni sul foie gras e alcuni antipasti. 15/20
CASINA VALADIER
Versione romana dei “tipici” ristoranti milanesi. Non importa che c’è nel piatto, importa cosa c’è intorno. Che qui non sono, ma anche si, bellezze internazionali al sole, ma un panorama mozzafiato che vale il biglietto. insomma andateci se non avete fame. 12/20
Io definirei semplicemente elegante la cucina di una delle migliori cheffe italiani, l’ormai affermata Bowerman. Capace di infilare un ingrediente dove non pensereste mai, lasciando il piatto nella sua pienezza anzi arricchendolo. Insomma giochi contemporanei su basi solide. E vedo ancora spazi di miglioramento. Forza Cristina. Non fate caso al bruto alto due metri che vi seguirà in sala. È bravo e innocuo e si chiama Fabio Spada in Bowerman 15,5/20
HAMASEI
Uno dei pochi ristoranti japan della capitale che non vi avvelenerà. 13/20
LA GATTA MANGIONA
Molte altre pizzerie vanno oggi di gran moda a Roma. Io resto affezionato alla gatta mangiona. Qualche antipasto goloso e pizze dal buono all’ottimo. Birre artigianali come se piovesse. 13/20
PIZZARIUM
Riprendo pari pari la rece dell’Espresso, che condivido in toto. La scienza del lievito: pizza al taglio e birra. Il tutto al massimo dei livelli. In un buchetto senza posti a sedere, la sorpresa di materie prime formidabili per una pizza gourmet.
ROSCIOLI
Da Roscioli vi può capitare qualunque cosa: dal casino finto disorganizzato, ad attese prolungate nonostante la prenotazione confermata, a un tavolino d’angolo più scomodo di un trenino locale di terza classe. Mai però vi capiterà di mangiare male, fra leccornie che sceglierete dal banco salumeria e formaggi a piatti sopraffini con materie prime ineccepibili. Da premio la pasta cacio e pepe e anche la carbonara,fabbricatevi da un cuoco, se ben ricordo, tunisino, alla faccia dei deputati leghisti che qui ci vengono, eccome.Pane e focacce dal vicino forno di famiglia e carta dei vini ampia e sorprendente. Se vi fate prendere la mano potreste anche spendere un centone, ma anche solo venti eurini. Da farci una catena, fratelli Roscioli 14,5/20.
ABRUZZO
GUARDIAGRELE
Capito per una festa, invitato dal Pigna. Godo del cibo e delle compagnie, PAOLINI–DE VITIS-BOCCHETTI, fino a quando la febbre prende il soppravvento. Quest’anno ci torno sicuro, per godermi appieno una cucina che mi pare goduriosa al limite del bagordo, fatta da una famiglia letteralmente adorabile.
RIVISONDOLI
Buco clamorosamente uno dei pasti migliori possibili dell’anno. Colpa della neve? No, di tale Luciano Pignataro, che si inventa una palla così clamorosa da parere vera. Non ci si può fidare di nessuno, accidenti :-)

































PER ORA SONO DACCORDO SOLO …PER IL GRANDE ARCANGELO&E PER ALESSANDRO&PIERLUIGI ROSCIOLI
Non riesco a capire come possa fare a seguirti ancora nelle tue scarrozzate enogastro…fanatiche l’ottimo avv. Giuseppe Grammauta, dopo che, senza appelli, gli hai “segato” il suo mito…. Giuseppe ribellati!!! ;-))
La foto di Libero Musetti è spettacolare, come pirotecnico è il suo servizio con noi ormai amici. Grande Lorenzo.
.
Su Vissani, finalmente qualcuno non critico di professione rimette le cose a posto. Il Ristorante Casa Vissani è posto immenso, del cuore. Non capirlo e non scriverlo espone a due possibili conseguenze: malafede del recensore oppure non comprensione, per incapacità, della smisurata bravara del Maestro. Perchè è inutile, se a noi piace una cucina della sottrazione, la cucina del Maestro non potrà mai piacere, ma almeno dovremmo avere l’onestà di definirla grande, attuale, millimetrica, contemporanea e geniale.
.
Arcangelo è sempre una conferma, si sta bene, si mangia bene e forse alcuni punteggi non rivelano la corretta valutazione del posto.
.
Su Uliassi nulla da aggiungere.
.
Ma adesso mi siedo ad aspettare i ristoranti del sud, per vedere se finalmente qualcuno non terrone (fra i non professionisti) riesce ad interpretarne la cucina, i sapori, i profumi, le sapidità. Oddio, secondo me anche alcuni terroni dovrebbero ricalibrarsi con la cucina delle proprie origini, ma questo è un altro discorso.
.
Ciao
Anch’io, aspetto i ristoranti del “suda”( froidiano?) e condivido in pieno, come dice il grande Vigna che ” anche alcuni terroni dovrebbero ricalibrarsi con la cucina delle proprie origini “… ;-))
sentite ragazzi, io ho già il mio daffare a convincere i ristoratori toscani a smetterla di ficcare il pepe e l’olio anche sull’ostia consacrata:-)
bei ricordi all’Ariston di Camaiore, pesce freschisssimo ottima carta dei vini buon servizio, adeguato per la tasca:)
Ciao Maffi,
Guardo il computer in una giornata inutile e mi viene voglia di commentarti…serenamente ma anche pacatamente, insomma per gioco
Posso andare “di lista” come hai fatto tu?
Il falconiere è sopravvalutato, mi sembra l’abbia fatto anche tu con quel 15…la tenuta è bella ma niente di più delle tante belle tenute toscane…quindi non mi sembra possa aver aiutato quel 15 a crescere…sopravvalutato (in generale, dico) perchè è quello che oleograficamente gli stranieri si aspettano dalla Toscana
Roma e dintorn…omettere Colline Ciociare, la Trota, la Pergola…beh e’ un po’ troppo … Da Roscioli ti può anche capitare un cameriere imbecille che vuole insegnare cose che non sa (integro la lista dei disagi)…Assieme ad Hamasei (ormai datato negli arredi, nell’hotellerie come nella proposta gastronomica) segnalo Zen, odioso perchè troppo alla moda ma mica male come cibo…Pizzarium è concettuale, sembra che piaccia perchè piace il concetto del lievito e la storiella annemma ma la pizza che mangi (a prezzi d’oreficeria) non incanta…Gatta mangiona ormai bolso…perchè non provi Sforno?
Per le Marche ti segnalo una cosa io tra qualche giorno. Baci
ciao nico, spero tutto bene. come comunque tu avrai certamente inteso, in questi posti sono stato e questi posti ho citato. non è che abbia voluto OMETTERE , come dici tu. e nemmeno il mio peregrinare ha seguito una logica precisa, tipo tutti i bi/tristellati oppure tutti i due /tri cappellati .
alcune situazioni sono per me fuori via, come la trota o il ristorante di tassa, trovato chiuso l’unico giorno che passavo di li’. che ci vuoi fare nico, non posso fare 500 ristoranti all’anno, nemmeno se me lo potessi permettere, purtroppo.
zen di roma lo conosco bene ma l’ultima volta ci sono stato con un vecchio amore ,per modo di dire nel senso che lei ha mille anni meno di me, e non avevo voglia di girarmi il coltello nella piaga scrivendone, avendo ormai definitivamente perso la partita e tra l’altro con un punteggio secco, e comunque a me piace e ti do ragione.
di sforno ne sento parlare, sarà per la prossima volta, magari ci andiamo insieme. io da roscioli mi sono sempre trovato bene e quel cameriere l’ho lisciato per bene, la prima e unica volta che ha tentato di camminarmi sopra.
sul falconiere invece non sono d’accordo. forse è un po’ che non ci vai .oggi è un 15 bello preciso , secondo me.
per le marche ti ringrazio e aspetto il suggerimento.
Facessero tutti come te, quelli che leggono :-))
Giancarlo! Per carità…non confondere il mio linguaggio troppo spesso condizionato dalla routine professionale…omettere è un brutto termine, non volevo mica”accusare” ma solo giocare un po’ di fioretto con te! Pure “divertisement” come dice chi conosce il francese…
BUONA ANNO
PS: ti converà andare al ristorante con me? l’ultimo amico che ci è venuto, è andato via dicendo….”ci avranno sputato nei piatti per quante gliene hai dette!” Scherzi a parte…ok per Sforno anche perchè è in località “remota” e lontana dal centro
dubito ti sputeranno nel piatto se andremo dove ti piacerà. con vero piacere e buon anno anche a te.
ps: hai “omesso” una S in divertissement :-))
Con l’inglese me la cavo bene, con il dharì così così, di francese non so nulla…ovviamente prima di scrivere avevo chiesto conforto ad un collega…se avessi i testimoni ora gli farei causa per consiglio-sola..
Ciao!
Nico, guarda che Il Falconiere ha… 15/20 sull’Espresso
Allora è sopravvalutato anche lì…a mio modesto (molto modesto) avviso
Caro Giancarlo…il post che aspettavo. Alcuni dei luoghi li abbiamo visitati assieme in giornate assai piacevoli…qualcuno accennò ad una definizione del duo…non ricordo. I giudizi che dai li conoscevo già, ne abbiamo parlato a lungo per cui non aggiungo altro se non che capisco benissimo il senso di quello dell’Enoteca,,,
@nico…estremamente riduttivo è definire Il falconiere una bella tenuta toscana…sospetto che tu non sia mai stato. Quando vuoi organiziamo, avrò il piacere di fare la tua conoscenza.
quasi tutti quelli citati (gli stellati intendo) li ho visitati….e sono abbastanza d’accordo con i giudizi di gianCARLO…
tra i più mi manca Bottura, probabilmente per prevenzione sul tipo di cucina….ma dovrò per forza prima o poi colmare questa assenza…non posso infatti definirmi appassionato di enogastronomia fin quando la mia curiosità in materia si limita ai soli posti dove posso assaggiare la cucina che….mi aspetto!!
Una sola considerazione su Glowig…non mi ha mai entusiasmato al Capri Palace credo fosse stato sempre sopravvalutato ed aiutato proprio dal contesto favoloso del Palace…perchè dovrei aspettarmi qualcosa di diverso oltretutto senza quel meraviglioso contesto???
Caro Giancarlo, prendendomi una parte di colpa per essere sempre in giro e non averti costretto ad andarci, non si può scrivere della Toscana senza Lopriore della Certosa di Siena. Sarebbe come scrivere l’Emilia senza Bottura. Nonostante ciò, panoramica interessante e ricca di spunti (e di lavoro da fare). aldo
Più che a Giancarlo dovresti dirlo ad Arrighi:-)
di quelli citati,qualcuno l’ho visitato.Del Diana ricordo un buon carrello dei bollitit ma un metre maleducato,da Pizzarium prezzi alti e pizza che della pizza non ha niente anche nella versione romana.Che senso ha mettere un mare di stracotto su un pezzo di pizza o dei micropezzetti di patanegra in un supplì?il prezzo poi.meglio La gatta mangiona…..Da Pinchiorri ero troppo piccolo per capirci qualcosa ma mio zio uscendone andò a farsi un panino eppure furono 300 mila lire a testa……….Da Burde invece ho mangiato molto bene,sono stati tanto gentili e ne ho davvero un buon ricordo.
ma a ROMA c’e’ un locale degno dell’equazione qualita’ prezzo?
Secondo me Arcangelo è uno di questi.
.
Ciao
quoto, ma Colonna è al top in Italia da questo punto di vista
Presentare Il Fontanile, invece, e’ come tentare di andare di bolina stretta quando non spira vento…
temendo di incorrere nel piu’ prestigioso ristorante d’italia se non d’europa senza essermene accorto umilmente sono andato un po’ in giro per il web a cercare cose scritte. ed incredibilmente mi sono imbattuto, trasecolando, credo nell’unica recensione in cui l’amico fiordelli ha usato la clava piu’ che il fioretto. riporto qui due righe. se poi la cosa interessa, i lettori possono cercarsela su CONSUMAZIONE OBBLIGATORIA:
” PALUDATO E PRETENZIOSO RISTORANTE ALLA PERIFERIA DELLA CITTà MEDICEA CON UNA CUCINA A VISTA PIU’ NEL SENSO DELLA NAVIGAZIONE CHE DELLA VETRATA, DALLA QUALE NON EMERGE LO SPIRITO( NE’ INNOVATIVO NE’ TRADIZIONALE), E CON ALMENO 10 PROPOSTE A A PORTATA RISCHIANO ANZI DI USCIRE PIATTI STANCHI( LA PASTA DEI RAVIOLI). IL BACCALA’ MANTECATO SA DI BURRO, QUELLO FRITTO DI FRITTO E QUELLO VICENTINO DI CIPOLLA. IL RIPIENO DI ANGUS NON è BUONO, IL CRUMBLE è SERVITO COME UNA MACEDONIA…..
Negli interventi dei “lettori “ve n’è uno che che sostiene addirittura il fontanile valere 16/20. mi piace sempre l’attenzione critica e spassionata. meno quando sembra provenire da qualcosa di piu’ di una semplice claque personale. se ne ricordano delle belle. per esempio, tocchiamo qui locali ben conosciuti su questo blog, certe picconate fassoniane in salsa eccessivamente sapida.
quindi, gentile forieri, la sua battuta sulle boline è carina ma la girerei allo chef del ristorante in oggetto, sperando che il vento si possa alzare per la sua cucina. ne saremmo tutti, mi creda, solo felici.
Vede Signor Maffi, io ho la fortuna di vivere in maremma, grossetana o laziale poco importa, e da ben dieci anni oramai cerco di arricchire sempre più una passione qual e’ quella per l’enogastronomia consapevole.
Appassionato e non professionista di settore, tengo a evidenziarlo, perché mi e’ capitato in più occasioni per passare da scellerato e insensato solo per aver espresso una sensazione percepita da anima e palato. Ripeto, dopo anni trascorsi tra libri, piatti e sane bevande di accompagno.
Mi piace esprimere un’idea sui locali che ho avuto il piacere di visitare, così come proporre un convivio in altri di pari interesse presenti in una determinata regione geografica. E nella zona in questione, mi creda, almeno un altro potremmo proporlo. Anche se concentra la sua attività solo sullo studio della professione, sulla preparazione di pietanze e sull’accoglienza dei commensali.
Infine, Signor Maffi, desidero anche confidarLe che assaggiare costantemente piatti semplici e buoni, sempre nella stessa zona, mi farebbe tanto tanto piacere anche a me. Nessuno escluso, sono convinto.
Con stima,
Bruno Forieri.
io abito in versilia. la maremma mi piace molto .disponibile ad un incontro mangereccio. se poi c’è un posto nuovo siamo tutti felici di conoscere il nuovo bocuse ( non scherzo questa volta).
qui la mia mail , se ha piacere :
giancarlodb9@gmail.com
saluti :-)
Le galline maremmane adesso ti scriveranno in massa…….
:-D
Ciao
.