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Ristorante Il Comandante, ecco i piatti che Giampiero Prozzo ha censurato su Dissapore

31 marzo 2010

Andrea Aprea tra Francesco Palma e Alfonso Abate impegnati in sala

Via Cristoforo Colombo 45
Tel. 081.0175001
Fax 081.0175999
www.romeohotel.it
events@romeohotel.it
Chiuso il lunedì, aperto la sera

Dice, la rete è bella. Tutti possono scrivere senza problemi in libertà. Libertà? Beh si, ma fino ad un certo punto. Capita che a Napoli l’architetto Giampiero Prozzo, amico di Maurizio Cortese, vada a fare una recensione dopo la nascita di un nuovo genere epistolare: lettera anonima di un paladino della giustizia che invita a boicottare, pensate un po’, non la Shell e la Esso, ma il ristorante Romeo nel giorno della plurima assoluzione del patron, giudicata da tutti i giornali napoletani una Waterloo del teorema accusatorio.

Bella la mossa, penso quando vedo il titolo. Poi leggo di posizioni giudiziarie, note architettoniche, pacche sulle spalle ai ragazzi trentenni che si giocano la vita professionale in questa scommessa e due righe sulla cucina. MA COME! Neanche un piattino? E questa sarebbe una recensione? Riparatoria?
Bene, lascio da parte i sospetti di killeraggio anche se due coincidenze fanno una prova, metto da parte il mio teorema sillogistico di primo tipo per cui A (P-rozzo) è amico di B (S-cortese) che è fan di C (meglio: D-on Alfonso) secondo il quale A fa un favore non richiesto a C demolendo un suo temibile concorrente. E, visto che la carne è andata sotto mentre i maccheroni son restati sopra, completo io per voi utenti della rete umilmente il servizio che P-rozzo si scocciava di smaltire dopo aver fatto una chiavica il locale.
Ecco cosa ho mangiato dopo aver chiesto la ripetizione esatta del menu divorato dal Nostro.

Alici fritte su letto di cavolfiore e ricotta di bufala

Entrata di grande acidità, la scialba carne del pesce azzurro diventa interessante e gioca in consistenza con il cavolfiore scomposto e ricomposto in una cineseria di manuale. Bel gioco sotto i denti.
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Scampo con i ceci di cCicerale

Qui la carne diventa acquista un sapore robusto, terragno, direi che aiuta il legume presentato in doppia consistenza e arricchito dal peperone e dalla pancetta.
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Risotto gamberi e limone

Grandissimo piatto mediterraneo, lungo e ampio. Gioca in dinamicità in bocca in linea con la filosofia ultima di Gennaro Esposito: niente paura dell’acidità, l’equilibrio si ritrova ad un livello superiore. La cottura del riso è perfetta, il tappetino di gambero crudo messo a riscaldare sul risotto caldo è una figata.
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Pasta mischiata con i fagioli e il calamaro

Qui Andrea propone la rotondità rustica che tanto piace ai meridionali. Un po’ di sapidità marina, esecuzione della cottura della pasta non discutibile, ancora il gioco di consistenza.
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Proviamo anche noi il rombo fuori carta con patate viola e salsa di agrodolce con carciofo. Un modo per riparlare di rombo e patate dopo che ci ha ammorbato per tutti gli ’80. Passiamo dunque all’altro secondo.

La pezzogna con le erbe di campo e il finocchio

Carne strabiliante, buonissima, ben amalgamata con il finocchio e la salsetta. Sapidità iodata e dolcezza in equilibrio millimetrico. Da mangiarne a branchi.
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Saltiamo la piccola pasticceria e passiamo a quella che è stata simpaticamente definita “solita variazione” di mela annurca. Non so quante ne mangi a Napoli ma comunque la bocca serve anche a far prendere aria alla lingua.

semifreddo alla vaniglia con mele annurche caramellate

Fresco, saporito. Papposo.
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Ora io non pretendo di essere il Verbo. Ci mancherebbe. Ma ci tenevo a farvi vedere cosa è stato mangiato a 125 euro, per sette piatti più piccola pasticceria e un bottiglia di Frassitelli. Roba di 15 euro a portata, quasi una mensa popolare se pensate ai costi di un panino e una spremuta all’Autogrill.

Dimenticavo un po’ di particolari, così.

Il pepe in quattro variazioni

I sali: fiordisale, di spezie, alla vaniglia, al sedano

Romeo, olio e burro

I pani e due oli (Cà Rainese del Garda e l'abruzzese Tandem di Ursini) scelti nella carta

Tutto questo, A NAPOLI, ma anche A ROMA, è stato trovato normale da P-rozzo. Forse perché ha sbagliato il vino scegliendo un Frassitelli adatto magari per una spigola al sale e non l’Exultet consigliato dal sommelier Francesco Palma, appena quattro anni passati al Regina Bagni dopo il Capri Palace, che sicuramente avrebbe accompagnato meglio la cena.
E i 35 minuti di attesa? Beh forse il tempo si è dilatato perché il nostro era in compagnia maschile. Ma tutto è opinabile.
A voi, cari lettori, chiedo di fare la prova.
Se questo non è un buon ristorante scrivetelo pure. Mandatemi le vostre mail e impressioni con Fb così come fate con tutto quello che pubblichiamo qui.
Ma dopo aver provato e senza censura. Please.

Già, caro architetto P-rozzo, perché sa una cosa? Manco a me piace Gaudì e ho deciso di non mostrare alcuna foto dei suoi scurvettanti e irrazionali palazzi.

Non tutto il male viene per nuocere: questo parlare sta aiutando il Romeo perché la curiosità cresce e la gente vuole provare per giudicare. E io non ho neanche pagato, tanto singolare e divertente è apparsa la mia richiesta ad Andrea.
P-rozzo, le devo una cena. Sarà mio ospite dove sceglie lei, anche perché amici in comune mi dicono che è un simpaticone.
Beh, ripensandoci: è lei che la deve a me. Con questo pezzo le regalo una notorietà che sinora la sua professione le aveva negato a Google:-)

Qui la recensione precendente del Comandante dell’Hotel Romeo

Guarda su Google Maps

24 Commenti a “Ristorante Il Comandante, ecco i piatti che Giampiero Prozzo ha censurato su Dissapore”

  1. Alfredo Monetti scrive:

    Perchè, un archietto non può chiosare di cucina specialmente se offerta da uno che chiama il suo albergo (a proposito chi l’ha pagato?) Romeo, manco fosse Hilton. Ebbene si, i pregiudizi a volte sono una brutta cosa, ma il personaggio non promette niente di buono.
    ….io ci sono stato e ho un ricordo assolutamente negativo! troppo scimmiottare!!!!

  2. giancarlo maffi scrive:

    ” prozzo sara’ mio ospite dove sceglie lei”… è quantomeno un’imprudenza:-))

    certo che pare strano siano sfuggiti al grande architetto quella meraviglia di piatti nei quali sono state servite le pietanze: praticamente il non pus ultra. quelli traforati poi una vera libidine. li usa anche bottura, per dirne uno a…caso.

    sorge il sospetto che le foto andavano non mostrate anche per questo motivo: una tiritera infinita su palazzo , camere e poltrone di hermes e praticamente niente sui piatti, chiaramente da ottomila stelle ….

  3. Bellissimo il risotto con gamberi e limone!

  4. Tommaso Luongo scrive:

    A me piace sia il Comandante che Gaudì…mi devo preoccupare? :))))

    Tommaso

  5. Marco Contursi scrive:

    A me piace Gaudì ma non ho 125 euro da spendere per provare il locale in questione.Dico,ma mai che si metta in discussione una trattoria?!! :-D

  6. sabino scrive:

    mi incuriosisce, mò che torno da mammà, se mi lascia libero, vado a provarlo !

    una mini-critica la posso fare ?
    Io metterei un link diretto al sito del ristorante o, semplicemente, l’indirizzo in modo da aver subito a portata di mano le coordinate
    :-)

    • Luciano scrive:

      Giusto, grazie

    • Tommaso Esposito scrive:

      uhè sabì se ci vai fatti sentì che non ci soino ancora stato al comandante

      • sabino scrive:

        daiiiii
        Si va assieme ?
        Ti faccio conoscere mammà (che sta lavorando alacremente per prepararmi la genovese chè devo far fuori una quantità di paccheri vicidomini che non so se sopravvivo)
        :-)

  7. giancarlo maffi scrive:

    vengo anch’io.

  8. Miryam Lucci scrive:

    Uh, le piace vincere facile…
    Napoli ha bisogno di un Comandante, a questi livelli!

  9. Alfredo Monetti scrive:

    Nessun commento! Il dissenso non dico che non vi preoccupa, ma non vi fa spendere neanche una parola! sembrate una combriccola di buontemponi che esalta un posto improponibile in questa città. P.s. Leggo che vi ritroverete tutti li, non dimenticate di avvisare il proprietario sant’uomo, se no rischiate di pagare il conto.

    • giancarlo maffi scrive:

      NON gentile monetti. io sono abbastanza noto per essere uno che invita volentieri a casa propria o comunque nella zona dove abito. ultima ricordo di ave invitato siani e bambina a casa mia per certi succulenti gamberi che pappa- iannone( gioco di parole sia chiaro) si scorda. il comandante romeo certo non e’ casa mia ma mi allergo volentieri. perche’ non viene anche lei con noi. cavolo davanti a quel risotto penso che andremo d’accordo. ma se anche cosi’ non fosse possiamo dissentire ma di persona e’ meglio. per quanto riguarda i conti la questione e’ trita e ritrita ma di nessuna importanza ,mi creda.

      ma se questa e’ una sua preoccupazione non si allarmi : il suo di pasto lo offro io , ben volentieri e senza nessuno ironia.

      a presto:-)

    • sasi scrive:

      MA STANNE CERTO CHE STANNO GIA TUTTI AVVISATI!!!!!!!!!

  10. Luciano scrive:

    Il 29 aprile ho deciso di tenere lì una grande verticale del Muffato della Sala con Renzo Cotarella, si parte dal 1988!
    Dopo potremo cenare lì. Il titolo della serata è: diritto alla critica, diritto all’impresa.

  11. cristiano scrive:

    Io ci sono stato dopo aver letto la prima recensione di Luciano e poi quella di Altissimo Ceto: entrambe, a ragione, entusiastiche.
    A Napoli un locale così non è mai esistito. Certo è un pò caro ma perchè risente degli alti costi di struttura dell’albergo che credo si riflettano anche sul ristorante.
    Però, ottima cucina e classe da vendere.
    Solo un piccolo appunto a Pigna, l’Olio che si vede in foto (Tandem) non è umbro ma abruzzese, del fantastico frantoio Ursini (lo usa anche Niko Romito al Reale…)

    • Luciano scrive:

      Grazie cristiano, provvedo a correggere…a proposito dell’importanza delle foto!

  12. marina scrive:

    Non vedo alcun motivo per il quale ritenere improponibile la cucina del Comandante a Napoli, anzi è proprio il posto che mancava, raramente si propone in città un servizio così accurato ed i piatti dello chef Andrea Aprea possono non piacere solo a chi ha poca elasticità mentale, per me è come concedersi un piacevolissimo trattamento in una beauty farm del gusto.

    • Alfredo Monetti scrive:

      Offrire pasti a chi ha poca elasticità mentale denota un provincialismo che solo chi partecipa ad una cupola può concepire! Comunque non disperate di provincialismo si può anche guarire, basta per esempio, guardare un poco più in là e non credere di trovarsi al centro del mondo!

      • Luciano scrive:

        Signor Monetti, ma perché si è firmato Persico nell’altro post? Come mai tanto astio verso Napoli? Mi sembra il ristoratore romano che ha scritto la mail anonima da cui è partito tutto.

  13. luciana squadrilli scrive:

    Sinceramente, nemmeno io ci volevo andare dal Comandante (non per motivi personali e di puro piacere, almeno, ovviamente se mi fosse stato assegnato per lavoro sarei andata a fare il mio dovere).
    Pregiudizi da napoletana emigrata e troppo sensibile ai problemi e alla reputazione di una certa Napoli, autoflagellazione, snobismo, chiamatelo come vi pare….

    Ma devo dire che dopo tutta sta querelle, e soprattutto dopo la rece di Luciano, m’è venuta pure voglia :)
    Comunque il problema secondo me è un altro: nel giornalismo dovrebbe valere il diritto/dovere di cronaca (e critica), quindi: nessun boicottaggio possibile, ci occupiamo di ristoranti, abbiamo il dovere di andare a vistare una delle più importanti “aperture” dell’anno in una città gastronomicamente in crescita come Napoli, e lo valutiamo nel modo più oggettivo possibile.
    Se giornalista non sei, puoi scrivere sul tuo blog quello che vuoi, cercando di non cadere nella diffamazione (che vale per tutti) e magari – sarebbe bello – cercando di conservare rispetto per il lavoro altrui.
    Il problema è se giornalista non sei ma pretendi di farlo….come Striscia che si spaccia cone informazione, senza esserlo. Ma il problema è anche che evidentemente la “gggente” è stanca del giornalismo e dell’informazione classica, e preferisce le “rece col botto” e le risse tv…..
    Comunque alla fine mi pare che valga il detto “bene o male, purchè se ne parli….”

    PS: con tutti sti nomi e pseudonimi non ci sto capendo nulla….