I veri sapori di Venezia in una giornata

Letture: 240

di Marina Alaimo

Venezia, Antico Mercato

Visitare Venezia è come fare una full immersion nella bellezza, sei di continuo con il naso all’insù e la bocca aperta anche nelle stradine o nei particolari più insignificanti, sembra di vivere un luogo irreale, fantastico, come in una favola. Nonostante abbia un fondamento di grande cosmopolitismo, di apertura al mondo e di grandi scambi culturali con gente di tutte le razze, la città ha mantenuta ben salda la sua identità, a differenza di altre città d’arte italiane, qui si parla di continuo il dialetto locale, indipendentemente dal ceto sociale, si è rimasti ben saldi alle tradizioni, anche quelle legate ai diversi momenti di una giornata comune. Le targhe e le indicazioni stradali sono rigorosamente in dialetto, le vie sono calle, piazze e piazzette sono campi e campielli, i canali sono rii, i porticati sottoporteghi.
Bisogna cercare di andare oltre le banalità, quelle turistiche come quelle che raccontano che tutto è perduto e non c’è più nulla di autentico. Non è vero, ci sono mille cose da scoprire. Eccone alcune.

La spettacolare vetrina di Rizzardini

Ho provato a vivere una giornata tipo di un veneziano tra i sapori della città, scoprendo con grande entusiasmo la cordialità, l’estrema simpatia e la squisita accoglienza di questa gente.
Ore 8,30 caffè e pan del moro di Venezia all’antica Premiata Pasticceria F.lli Rizzardini, fondata nel 1742, in Calle della Madoneta, dove il tempo pare si sia fermato, gli arredi sono autentici, qui è possibile degustare tutti i dolci tipici veneziani, zaletti (pasticcini secchi con cacao,noci ed uvetta), mori di Venezia (con cacao, mandorle e canditi ), marzapane, fornarine ( strudel veneziano), ed il pan del Doge.

Il Campo della Pescheria
l'Erbaria

Ore 9,00 visita al Campo della pescheria ed all’Erbaria, rispettivamente mercato ittico e mercato della frutta e verdura, palcoscenici di vita pulsante, di richiami e colori, poco praticati dai turisti ma molto dai veneziani, la merce viene scaricata di continuo dalle barche, qui tutti i tipi di trasporto si effettuano via mare, via terra circolano solo le biciclette ed i pedoni. Sui banchi i pesci tipici dell’Adriatico a prezzi più che accessibili, sogliole, capesante,vongole, rane pescatrici, pesci San Pietro, passere, sarde ed ad elemosinare gli scarti di pesce non sono i gatti, bensì i gabbiani che urlano di continuo per richiamare l’attenzione dei pescivendoli.

Spritz con polpettine di baccalà

Ore 11, Enoteca Do Colonne in Rio Terà del Cristo, uno dei tanti bàcari della città, sono una via di mezzo tra osteria e wine bar, ve ne sono in gran numero, tutti deliziosi, ovviamente sorseggiando lo Spritz, l’aperitivo ufficiale di Venezia, fatto con acqua gassata, vino bianco, scorzetta di limone, oliva e Aperol, inventato durante il dominio austro-ungarico per venire incontro al gusto degli invasori che poco gradivano il vino locale, da loro ritenuto troppo forte. Lo Spritz viene accompagnato da piccoli stuzzichini detti “cicchetti”, in genere baccalà fritto, polpetta di carne o di pesce, fondi di carciofo preparati in vari modi, sarde in saòr, polipetti in umido, capperi impanati e fritti, mozzarella in carrozza e chi più ne ha più ne metta.

Con il mitico Sebastiano Masiol, all'Osteria Do Spade

Ore 12,30 colazione all’osteria Do Spade alle calle Do Spade, forse la più antica della città, citata nelle Memorie di Casanova, in origine adibita alla mescita di vino al bicchiere, vino “foresto”, rosso, proveniente dal sud Italia, oppure “nostran”, perlopiù malvasia istriana, in città ci sono ben 5 calle ed un campo intitolati alla malvasia a testimonianza del fatto che il culto del vino qui è molto radicato. Oggi di proprietà di Sebastiano Masiol, proprietario anche del Portego, impeccabile oste dalle maniere gentile e la battuta pronta, nella sua osteria si può consumare al banco la famosa “ombra de vin”, un bicchiere di vino, accompagnato dai tipici “cicchetti” dei quali vi ho già parlato, oppure consumare dei piatti della tradizione veneziana al tavolo, fegato alla veneziana, seppie in nero, sarde in saòr, spaghetti alle vongole della Laguna, baccalà in umido o mantecato, polipetti al sugo con polenta bianca, bigoli in salsa: spaghetti ruvidi e grossolani di pasta fresca, conditi con salsa di sarde e cipolle, tipici della festa del Redentore ( 3° sabato di luglio), vengono consumati in barca dopo la processione.
Io ho scelto i polipetti ed il baccalà ed ho abbinato un Soave Classico La Rocca, di Pieropan, garganega in purezza, strepitoso, dai profumi agrumati e dolciastri, minerali e salmastri, di grande struttura ed infinita persistenza gustativa.

Gelateria Nico

Ore 18, gianduiotto, tipico gelato gianduia immerso nella panna fresca montata, delizioso, alla Gelateria Nico in zona Schiavoni.

Al Muro in Campo Cesare, altro Spritz

Ore 19, un altro Spritz, questa volta in zona popolare, il mercato, al bàcaro Muro di Venezia in Campo Cesare, chiacchierando piacevolmente con i vecchietti del quartiere dai quali apprendo tante storielle e detti legati alle antiche origini e stravaganti usanze di questa singolarissima città.
Ore 20, frittura di pesce alla famosa Osteria alla Vedova, alla quale ho abbinato un Prosecco di Valdobbiadene Superiore di Cartizze, di Nino Franco, piacevolmente agrumato e minerale.
Ore 21.30, caffè consumato al Florian, bar storico in piazza San Marco, bellissimo, dagli arredi estremamente raffinati ascoltando uno dei tanti Concerti della Stravaganza di Vivaldi, eseguito dal vivo da una piccola orchestra da camera.

Trasporto di vino in barcone

Ore 22,30 rientro in camera in Campo San Paolo esausta ma divinamente appagata da tanta bellezza e vivacità.