
Una buona notizia ai nostri lettori e agli operatori del settore: ieri il Consorzio del Cirò doc si è riunito per discutere le modifiche ma tutto si è risolto con un nulla di fatto. Sventato il pericolo dello stravolgimento di uno dei vini più importanti e antichi del mondo, che avrebbe portato all’inserimento di uve internazionali come il cabernet e il merlot e contor il quale c’è stata una forte levata di scudi a cominciare da questo sito e da quelli di Franco Ziliani, Ais Napoli e Monica Piscitelli, che hanno raccolto e rilanciato l’appello a firmare la petizione. Valga per tutte l’adesione del professore Mario Fregoni, massimo studioso, con Attilio Scienza, dei vitigni calabresi e autore dell’unica pubblicazione scientifica sull’argomento sostenuto dall’azienda Librandi.

Cabernet e merlot possono essere il drago di San Giorgio, a me ricordano soprattutto i parcheggiatori abusivi di Napoli, che si riappropriano del territorio appena il vigile urbano gira l’angolo. Sono più vent’anni ormai che insidiano tutte le denominazioni storiche, legalmente e illegalmente, mettendo a rischio l’identità e la caratterizzazione delle migliori produzioni italiane. Noi crediamo che tutto sia lecito, ma con chiarezza: cabernet e merlot non sono proibite in Calabria, si possono usare nella igt e anche in altre doc, ma è bene tutelare chi ha deciso di lavorare nella doc Cirò nella quale è previsto solo Gaglioppo.
Una eventuale modifica potrebbe riguardare solo il Greco nero, che inizialmente contribuiva al blend in piccola percentuale, talmente piccola che è stato eliminato proprio per comodità dai produttori.
La riunione nella quale doveva avvenire l’esecuzione della doc Cirò era stata convocata in fretta e furia ieri. Per fortuna, grazie all’opposizione di lungimiranti produttori e soci, tutto si è fermato. Siccome non amiamo la polemica e la divisione, omettiamo i particolari. Con una postilla: errare è umano, perseverare è diabolico. Dunque se questa storia continua non esiteremo ad entrare nel merito delle posizioni perché alla fine ciascuno deve assumersi le proprie responbabilità.
Al momento prendiamo atto che la raccolta di firme, quasi 300 in pochi giorni, e la determinazione di alcuni produttori, hanno bloccato questa manovra. Una piccola vittoria della ragione nel regno del caos.
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