La pizza con la scarola, un must campano da mangiare in 21 pizzerie

23/12/2019 19.5 MILA
Scarola riccia
Scarola riccia

di Antonella Amodio

 

Tempo di scarola, la verdura dal tenero cuore bianco e dalle grandi foglie di colore verde, che fa bella mostra di sé, in questo periodo e per tutto l’inverno, sui banchi del mercato. Riccia o liscia, la scarola trova diversi impieghi nella cucina campana e dell’ Italia meridionale, tra i quali la pizza di scarola – tipicamente napoletana – condita con l’aggiunta di olive, pinoli, acciughe e uvetta, preparata tradizionalmente in occasione della vigilia di Natale e del Capodanno. Per la sua bontà, la si mangia peró quasi tutto l’anno ( compatibilmente con la stagionalità ) e, oggi più che mai, le pizzerie dedicano grande spazio alla saporita pizza di scarole, proponendola in diverse versioni. La nostra selezione ne da ampia dimostrazione. Le pizze descritte sono tutte buonissime e diverse tra loro per impasto e per gli ingredienti utilizzati e uniti alla scarola. Da provare.

 

Pizzeria Fratelli Pidone – Cava de’ Tirreni (SA)

Dai fratelli Pidone la pizza si prepara con passione. Quella con la scarola porta il nome di un amico: Pappacena, e prevede un topping con mozzarella di bufala campana, scarola riccia, salsiccia secca di maiale nero casertano, origano selvatico e olio extravergine dop delle colline salernitane. € 9,00

Pizzeria Fratelli Pidone - Pizza Pappacena
Pizzeria Fratelli Pidone – Pizza Pappacena

 

Pizzeria Nonna Ma’ – Frattamaggiore (NA)

Il professionale Corrado Alfano offre il Ripieno Cafone: scarola stufata con olive, capperi e acciughe, con aggiunta di provola affumicata, olio evo e grana padano. La caratteristica crosta croccante dell’impasto è ottenuta cospargendo l’esterno con olio e formaggio. € 6,00

Pizzeria Nonna Ma' - Ripieno Cafone
Pizzeria Nonna Ma’ – Ripieno Cafone

 

Pizzeria Pulcinella da Ciro – Baiano (AV)

La freschissima” è la pizza in questo momento in carta alla pizzeria del bravo Ciro Casale. E’ preparata con una base di focaccia cosparsa all’uscita dal forno con la scarola riccia fresca precedentemente condita con olio, sale e qualche granello di pepe, stracciata di bufala campana, pomodorino corbarino semi secco reidratato in olio extravergine e alici di Cetara semi marinate. € 7,00

Pizzeria Pulcinella da Ciro - Pizza freschissima
Pizzeria Pulcinella da Ciro – Pizza freschissima

 

Isabella de Cham Pizza Fritta – Napoli

La regina della pizza fritta, Isabella de Cham – Premio Miglior Proposta dei Fritti 50 Top Pizza 2018 – propone una nuvola di pizza: “lapizzacomenonlhaimaimangiata” condita con la scarola appena scottata, olive taggiasche, polpo croccante al profumo di kerner e formaggio stilton. € 10,00

Isabella de Cham Pizza Fritta - Lapizzacomenonlhaimaimangiata
Isabella de Cham Pizza Fritta – Lapizzacomenonlhaimaimangiata

 

Reginella Pizzeria – Sarno (SA)

Daniele Pappacena nella sua identitaria Reginella pizzeria prepara la pizza Scarola con fagioli di Cotrone Slow Flood: scarola riccia, crostini di pane aromatizzati all’aglio, origano del monte Saro, fagioli di Cotrone e olio extravergine. € 8,50

Reginella Pizzeria - Pizza Scarola con fagioli di Crotone Slow Food
Reginella Pizzeria – Pizza Scarola con fagioli di Crotone Slow Food

 

Pizzeria Mary Rose – Napoli

La giovane e brava Jessica de Vivo ripercorre la tradizione di famiglia al banco e al forno della piccola pizzeria Mary Rose. Il Ripieno Sapore di Napoli, farcito con scarola saltata in padella con olive nere, capperi e acciughe, è reso ancora più gustoso dalla provola di Agerola e dall’olio evo che ricoprono il ripieno dalla misura oversize. € 6,00

Pizzeria Mary Rose - Ripieno Sapore di Napoli
Pizzeria Mary Rose – Ripieno Sapore di Napoli

 

Pizzeria da Lioniello – Succivo (CE)

Nella bella pizzeria open space – Premio Solania Pizzeria Novità dell’Anno 50Top Pizza 2019 – Salvatore Lioniello propone la sua visione di pizza con la scarola: Estate Autunnale con una base di vellutata di patate e, all’uscita dal forno, rifinita con scarola condita con olio e sale, tartare di fassona aromatizzata con olio, sale e semi di papavero, burrata affumicata e polvere di paprika. Il tutto condito con olio di oliva Marsicani del Cilento. € 12,00

Pizzeria da Lioniello - Pizza Estate Autunnale
Pizzeria da Lioniello – Pizza Estate Autunnale

 

Pizzeria Di Stora – Arpaia (BN)

L’appassionato pizzaiolo Michele Fuccio presenta la Scarulella, una fuori menù che prepara in questo periodo dell’anno solo il lunedì e il martedì. La pizza – cotta nel ruotino cosparsa di fior di latte  – prevede un topping all’uscita dal forno con scarola riccia, colatura di alici di Cetara, pomodorino rosso semi dry e caciotta dell’alto casertano. € 8,00

Pizzeria Di Stora - Pizza Scarulella
Pizzeria Di Stora – Pizza Scarulella

 

Antica Osteria Pepe  (Caiazzo )

All’assaggio ci si innamora del Ripieno con scarola riccia inventato da Stefano Pepe, registrato su Mysocialrecipe e riproposto da Nino e Massimo. È preparato con la farcia di scarola riccia a crudo, acciughe, capperi di Pantelleria, olive denocciolate, olio extravergine evo. € 5,00

Ripieno con la scarola
Ripieno con la scarola

Pizzeria I Masanielli di Francesco Martucci – Francesco Martucci ( Caserta )

Francesco Martucci concepì la pizza Riccia di mamma, come omaggio a sua madre, che la preparava spesso durante la stagione invernale. È un must dei I Masanielli. La gustosa pizza viene condita con la scarola riccia, olive caiazzane, capperi di Salina, pomodorini del piennolo rossi e gialli confit, burrata di bufala e olio extravergine Itran’s Madonna Dell’Olio. € 9,00

Pizzeria I Masanielli di Francesco Martucci - Pizza Riccia di mamma
Pizzeria I Masanielli di Francesco Martucci – Pizza Riccia di mamma

 

Pizzeria Carlo Sammarco – Carlo Sammarco ( Frattamaggiore )

Scarola e acciughe è la pizza preparata in questa stagione dall’icona della pizza a canotto Carlo Sammarco. È condita con scarole campane saltate in padella, olive, capperi, pinoli e uva passa. Poi pomodorini del piennolo, fior di latte dei Monti Lattari e acciughe di Cetara. € 8,50

Pizzeria Carlo Sammarco - Carlo Sammarco - Pizza Scarole e acciughe
Pizzeria Carlo Sammarco – Carlo Sammarco – Pizza Scarole e acciughe

Pizzeria Le Parùle – Giuseppe Pignalosa ( Ercolano )

Giuseppe Pignalosa, uno dei più apprezzati maestri pizzaioli, propone in questo periodo la pizza Scarurella, con scarola schiana, fior di latte, alici di Cetara, olive nere e granella di nocciole. € 10,00

Pizzeria Le Parule' - Giuseppe Pignalosa - Pizza Scarurella
Pizzeria Le Parule’ – Giuseppe Pignalosa – Pizza Scarurella

Pizzeria Casa Giglio – Gaetano Giglio ( Acerra )

La pizza Gelsomina preparata dall’artista Gaetano ė dedicata alla nonna. È composta da scarola stufata e poi saltata in padella con aglio, olio evo e peperoncino, fagioli cannellini varietà “dente di morto” di Acerra ( presidio Slow Food), filetti di pomodoro San Marzano dop Agrigenius, provola dei Monti Lattari e crostini di pane raffermo acerrano fritti. € 8,00

Pizzeria Casa Giglio - Gaetano Giglio - Pizza Gelsomina
Pizzeria Casa Giglio – Gaetano Giglio – Pizza Gelsomina

Ristorante Pizzeria Il Quadrifoglio – Pasquale Polcaro ( Montemiletto )

Nel rispetto della tradizione il giovane, quanto bravo, Pasquale Polcaro prepara la Scarola mbuttunata, condita con provola affumicata di Agerola, scarola liscia ripassata con capperi di Salina, uva sultanina ed olive nere infornate. All’uscita dal forno viene cosparsa di cuore croccante di scarola riccia, pinoli tostati e olio San Nicola di Montemiletto. € 7,50

Ristorante Pizzeria Il Quadrifoglio - Pasquale Polcaro - Scarola Mbuttunata
Ristorante Pizzeria Il Quadrifoglio – Pasquale Polcaro – Scarola Mbuttunata

Pizzeria D’Oro Gourmet – Luca D’Oro – Macerata Campania

Nella nuova pizzeria “green” di Luca D’Oro la pizza con la scarola si chiama Carrettiera ed è preparata con due dischi di pasta farciti di scarola, olive caiazzane, alici di Cetara, fior di latte, pinoli e uva sultanina. Da assaggiare. € 15,00

Pizzeria D’Oro - Luca D’Oro - Pizza Carrettiera
Pizzeria D’Oro – Luca D’Oro – Pizza Carrettiera

Pizzeria Duecento Grammi – Giuseppe Di Fuccia ( Marcianise )

La Pizza fritta con scarola sciriata preparata dal bravo pizzaiolo autodidatta Giuseppe Di Fuccia, prende spunto dalla tradizione locale di condire la scarola riccia. È farcita con scarola riccia cruda, alici di Cetara, olive di Gaeta e olio extravergine. La cottura avviene a bocca di forno. € 6,00

Pizzeria Duecento Grammi - Giuseppe Di Fuccia - Pizza fritta con scarola sciriata
Pizzeria Duecento Grammi – Giuseppe Di Fuccia – Pizza fritta con scarola sciriata

 

Pizzeria Carmnella – Vincenzo Esposito ( Napoli )

Ma quanto ci piace la pizza di Vincenzo Esposito! La proposta con la scarola vede la pizza Casa Cupiello, preparata con scarola napoletana stufata e saltata in padella con olio evo, olive nere, pinoli, uvetta e capperi, in aggiunta al fiordilatte di Agerola, salame Napoli e datterino fresco. € 7,50

Pizzeria Carmnella - Vincenzo Esposito - Casa Cupiello
Pizzeria Carmnella – Vincenzo Esposito – Casa Cupiello

10 Diego Vitagliano Pizzeria – Diego Vitaliano ( Napoli )

Baccalariccia è una creazione del bravo Diego Vitaliano. La pizza è preparata con base di fiordilatte, scarola riccia a crudo, pomodorini semidry, olive nere di Gaeta, capperi, mussillo di baccalà e olio extravergine cilentano. € 10,00

10 Diego Vitaliano Pizzeria - Diego Vitaliano - Pizza Baccalariccia
10 Diego Vitaliano Pizzeria – Diego Vitaliano – Pizza Baccalariccia

Pizzeria Franco – Franco Gallifuoco ( Napoli )

Franco Gallifuoco, esperto pizzaiolo e appassionato di ripieni al forno, ce ne regala uno saporito, friabile e leggero: la Grotta con le scarole, con alici fresche, fior di latte di Agerola, olive di Gaeta, capperi e scarola. La parte esterna è caratterizzata dalla crosta di formaggio e olio evo. € 7,00

Pizzeria Franco - Franco Gallifuoco - Ripieno Grotta con le scarole
Pizzeria Franco – Franco Gallifuoco – Ripieno Grotta con le scarole

Pizzeria Resilienza – Gennaro Coppeta  ( Salerno )

Scarola cruda è il nome della pizza da degustare alla Pizzeria Resilienza. Gennaro Coppeta, patron e pizzaiolo, nonché grande appassionato di enogastronomia, la prepara con la scarola riccia, le alici di Cetara, le olive salella ammaccate, il fiordilatte, l’olio evo e sale.  € 5,50

Pizzeria Resilienza - Gennaro Cppeta - Pizza Scarola cruda
Pizzeria Resilienza – Gennaro Cppeta – Pizza Scarola cruda

3 commenti

    antonio

    Gentile Luciano Pignataro, la pizza ripiena con scarola riccia cruda, olive nere, alici, capperi e pinoli sia fritta che al forno fatta da Sasà Martucci ce la siamo dimenticata ?? Una vera bontà !!

    24 ottobre 2018 - 15:08

    luca

    In questa panoramica di pizzerie vi sono anche i CANOTTI.
    Se osservate la parte interna del canotto, in
    più di una pizza, è poco cotta, senza la tipica colorazione dovuta alla reazione di maillard.
    Essendo alti il problema può presentarsi mentre in cornicioni più bassi non esiste.
    Alcuni pizzaioli risolvono il problema lasciando la pizza per altri secondi in più nel forno ma,
    in questo caso, potremmo trovarci con una pizza che non può essere più definita
    pizza napoletana se perde la sua caratteristica morbidezza e diventa un po’ biscottata.
    Attenzione, non sto dicendo che tutti i canotti presentano questo problema, ma soltanto che un cornicione grosso e alto aumenta le difficoltà in cottura.
    Se facciamo una pizza che non deve rispettare le caratteristiche tipiche della napoletana il problema non esiste…basta poi
    NON CHIAMARLA…pizza NAPOLETANA.
    Se invece vuole fregiarsi del nome non può essere biscottata
    (e, se deve essere ottima, non deve nemmeno essere poco cotta all’interno del cornicione).
    __
    Per supportare la mia opinione vi segnalo
    1 commento di Tripadvisor di una pizzeria famosa che fa canotti e
    1 recensione su un quotidiano di una pizzeria che fa conotti.
    (ma ve ne sono altri sul web)

    Tripadvisor
    “Gli ingredienti sono di primissima qualità ma c’è un problema di cottura dato che risultava bruciata all’esterno ma cruda all’interno specie nel cornicione”

    Recensione quotidiano:
    “Creatività, ma attenti alla cottura. L’attesa per le pizze è minima, inferiore ai 15 minuti per un tavolo da tre persone, ma nella velocità l’impasto, estremamente idratato e comunque morbido, perde parte del suo potenziale per strada, risultando meno performante e penalizzato da un’uscita dal forno un po’ prematura, soprattutto nella formazione degli alveoli del cornicione, fondamentali in questo tipo di pizza (comunemente chiamata “a canotto”, ndr)”

    PS
    Quando andai, un po’ di anni fa, da Enzo Coccia a mangiare la pizza nei primi due locali fui un po’ perplesso di fronte a un cornicione un po’ più basso di quelli di altre pizzerie napoletane.
    Le pizze erano ben cotte ma morbide: era una vera napoletana.
    Poi, riflettendoci, mi dissi: ma se molti clienti lo lasciano nel piatto forse avere dei cornicioni meno alti(ma di poco) ha un SENSO, è una scelta intelligente e poi aiuta un pochino anche la buona riuscita della cottura.
    E’ inutile dirvi che il cornicione era digeribilissimo…senza essere un canotto e senza avere gallerie ma una buona e regolare alveolatura. Non apprezzai soltanto l’uso del formaggio, forse pecorino, che sentivo un po’.

    Non c’erano ancora i canotti.
    Ora i canotti sono in aumento e i food blog li presentano IMPLICITAMENTE o ESPLICITAMENTE come pizze di una qualità superiore alle altre senza canotto.
    Questa, secondo me, è ‘NA STRUNZATA
    perché un’ottima pizza non ha bisogno di un grosso cornicione per essere ottima.

    E allora a che serve un GROSSO ANELLO di PASTA attorno a un piccolo disco di pizza condita?

    Forse sono io che ancora non l’ho capito
    o Daniel Young aveva ragione?
     

    24 ottobre 2018 - 18:31

    Carmine

    Fine di pasta, ben cotta, poco fiordilatte,ombra,abbondante basilico e potremmo continuare all’infinito. la pizza è come il caffè, ognuno ha la sua preferenza. Una cosa pero’ accomuna tutte le veraci:passati tot minuti a temperatura ambiente, le mandibole faticano, e tanto,a masticare. Insomma la verace smette di essere tale, e se dopo un ora proviamo a riscaldarla, diventa una ciofeca. Come è vero che quelli della mia età lasciavano,e lasciano, il cornicione nel piatto, per due motivi: spesso era un chiummo, seppur ben cotto, eppoi plasticamente un cornicione basso e compatto serviva da “posata” per portare alla bocca la fetta scioglievole, perchè la pizza si mangia con le mani. Non sono un iscritto al canottismo, una verace per me è tale quando soddisfa alcuni requisiti:acqua lievito farina e sale, la punta della fella tagliata punta verso il basso decisamente, non è bruciata nè cruda , e che il topping non sia una assurda esagerazione di latticini, e che olfatto e bocca siano soddisfatti. Se non rispetta questi parametri, canotto o classica, la rimando indietro. Come rimando indietro una bistecca troppo cotta se chiesta al sangue, tanto in entrambi i casi, al sangue o troppo cotta, maillard a 140 gr si attiva, e dipende dal nostro personale gusto , o di chi cucina o inforna, ritenere che quella sia la cottura giusta. I canottisti sono coscienti di dover usare temperature di qualche decina di gradi inferiore, e di conseguenza devono aumentare la permanenza in forno. la pizza non si biscotta, perchè l’impasto è talmente idratato, che regge non solo la masticazione della pizza oramai non piu’ calda, ma che se riscaldata anche dopo 12 ore non è una ciofeca.

    13 ottobre 2019 - 10:47

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